Lunedì, 20 Maggio 2019

Letteratura italiana

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06/04/2018 12:22 #31 da Graziella
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Giorgio Bassani.
E' su questo scrittore che intendo approfondire il Ciclo "Il romanzo di Ferrara", che comprende e raggiunge una forma definitiva nel 1980 con i seguenti volumi:
Cinque storie ferraresi, Dentro le mura, Gli occhiali d'oro, Il giardino dei Finzi - Contini, Dietro la porta (recensito più sopra), l'Airone e L'odore del fieno.
Chi si vuole associare a me per la lettura, ovviamente è il benvenuto. Io penso di iniziare verso il 20 di Aprile.:) :) :)

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31/07/2018 22:07 #32 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic Letteratura italiana

Novel67 ha scritto: Ho finito anch'io entrambi i libri :)

Pubblicato nel 1919, "Con gli occhi chiusi" tratteggia i tormenti e le delusioni del giovane Pietro. La sua vita amara è segnata dal brutale rapporto con il padre Domenico, dalla grettezza e povertà degli operai che lavorano nel podere familiare di Poggio a' Meli e, soprattutto, dalle incertezze laceranti di un amore che mai appaga. Il giovane Pietro guarda ma non vede: i suoi occhi sono il sipario che volontariamente solleva o serra dinanzi alla realtà incomprensibile, ingestibile; sono l'unica difesa da una vita che disobbedisce alle illusioni, quando non si ha il coraggio e la forza di abitare, giorno per giorno, l'esistenza.

Qualcuno, parlando di Federigo Tozzi, ha scritto: “la grandezza, la contraddizione, l’ambiguità di questo scrittore sta proprio qui, una sua pagina potrebbe portare tanto a un quadro senese del Trecento quanto a uno norvegese di fine Ottocento, in pieno espressionismo, perché Tozzi è modernità, ma è anche provincialità, al tempo stesso”.

Il fascino dei suoi libri, per me, risiede proprio in questo: che sfuggono ad una precisa definizione. Con gli occhi chiusi non fa eccezione e lo rappresentazione - realistica ed allo stesso tempo allucinata – delle scene cittadine o campagnole che fanno da sfondo e cornice alla vicenda potrebbe appunto servire da esempio.

Qui lo stato d’animo dei personaggi può essere espresso - per contrasto o analogia - attraverso le descrizioni paesaggistiche, ma è vero anche il contrario: che uno stato d’animo influenzi la visione delle cose, tanto da distorcere la realtà.

E in effetti il titolo stesso allude alla cecità (psicologica) che affligge – o in cui si crogiola - il protagonista, totalmente incapace di vedere al di là del proprio io. Un io peraltro molto fragile e confuso così come il suo racconto, che pur seguendo il classico ordine cronologico si compone più di sensazioni che di fatti.

La lettura del romanzo può così risultare agevole e faticosa allo stesso tempo, tra frasi e immagini talora accostate senza evidente nesso logico e rovesciamenti di prospettive, che mettono in primo piano episodi che definiremmo secondari e spesso sorvolano su quelli principali.

Per quanto mi riguarda ho anche apprezzato questa inconsueta scelta stilistica, ma devo anche ammettere ch’essa non aiuta a renderci partecipi alla vicenda. In particolare, non si riesce bene a “sentire” quanto sia intensa la passione amorosa del protagonista, né - data la sua inconsistenza - se essa sia vera. Da qui il mio voto, appena sufficiente: 6

Dopo la bella recensione di Lorenzo mi ero decisa a riprovare a leggere Con gli occhi chiusi: letto nell'estate tra 4 e 5 liceo, ne avevo un ricordo non proprio entusiasta, avevo faticato tantissimo e ci avevo capito pochissimo. Stavolta ho fatto di meglio: non sono manco arrivata alla fine, mi sono fermata a 2/3 perchè non ce la facevo proprio più. Noioso da morire, il linguaggio fa addormentare, la narrazione è piattissima, non si capisce la psicologia dei personaggi, che secondo me sono tratteggiati malissimo.
Come dite spesso voi, ci sono momenti per alcuni libri e momenti per altri, bisogna interrompere a volte una lettura perchè magari non è il momento giusto. Be, se con Furore mi sono sforzata a finirlo perchè sapevo ne valeva la pena e che non lo avrei più ripreso in mano,, con Tozzi direi che ci metto definitivamente una pietra sopra.

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01/08/2018 13:06 #33 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Letteratura italiana
Ciao Bibba, è un bel po' che non ti leggo. Meno male che ogni tanto riappari.
Anche io ho letto a occhi chiusi, con Lorenzo, e seppure non mi ha entusiasmato però sono riuscita ad entrare nei personaggi e nella situazione, forse perché, vivendo in Lombardia ho avuto modo da ragazza di conoscere certi personaggi e situazioni simili, qui nelle nostre campagna della "bassa".
Inoltre, ti dirò, visto i romanzi "moderni" che circolano attualmente, sto rivalutando la lettura e in alcuni casi la rilettura dei classici, tedeschi, russi, francesi, inglesi ed americani: di molti autori avevo letto soltanto alcuni titoli lasciandone da parte altri. Un saluto affettuoso, Graziella.

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02/08/2018 00:05 #34 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic Letteratura italiana

Graziella ha scritto: Ciao Bibba, è un bel po' che non ti leggo. Meno male che ogni tanto riappari.
Anche io ho letto a occhi chiusi, con Lorenzo, e seppure non mi ha entusiasmato però sono riuscita ad entrare nei personaggi e nella situazione, forse perché, vivendo in Lombardia ho avuto modo da ragazza di conoscere certi personaggi e situazioni simili, qui nelle nostre campagna della "bassa".
Inoltre, ti dirò, visto i romanzi "moderni" che circolano attualmente, sto rivalutando la lettura e in alcuni casi la rilettura dei classici, tedeschi, russi, francesi, inglesi ed americani: di molti autori avevo letto soltanto alcuni titoli lasciandone da parte altri. Un saluto affettuoso, Graziella.



Ma dai Graziella, avevo scritto appena due settimane faaaaaaaaa!

Sì, forse per me è dipeso molto dal fatto che la realtà descritta da Tozzi è troppo distante dalla mia. Però non so, ciò mi succede solo con alcuni libri. Leggo libri ambientati in epoche ben più lontane dalla mia rispetto all'inizio Novecento e in luoghi più distanti da me rispetto alla campagna toscana così come leggo in lingue a me meno vicine dell'italiano. Ma in qualche modo ho difficoltà solo con alcuni romanzi: la storia in sè di Con gli occhi chiusi la trovo noiosissima, la caratterizzazione dei personaggi la trovo pessima. Una volta Lorenzo aveva accennato al fatto che forse a lui piace di più leggere classici di altre culture perchè li leggiamo in traduzione (che viene spesso aggiornata), mentre per i classici italiani ci tocca leggerni in originale e quindi il linguaggio ci risulta più ostico. Ma bo, per quanto mi riguarda la Austen o Zweig non ho problemi a leggerli in originale, quindi credo dipende proprio dal modo di scrivere di un determinato autore e dai gusti personali!

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03/08/2018 14:26 #35 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic Letteratura italiana

bibbagood ha scritto: Stavolta ho fatto di meglio: non sono manco arrivata alla fine, mi sono fermata a 2/3 perchè non ce la facevo proprio più. Noioso da morire, il linguaggio fa addormentare, la narrazione è piattissima, non si capisce la psicologia dei personaggi, che secondo me sono tratteggiati malissimo.



Ora hai capito che la mia recensione era solo un'esca per convincerti a leggerlo! :cheer:

Scherzo: ammetto però che questo romanzo non ha conquistato neppure me, che pure per Tozzi ho una predilezione. Ti suggerirei di provare con Il podere, che è quello che più ho apprezzato, ma probabilmente non è un autore nelle tue corde. Non importa: riproveremo con qualcos'altro, magari anche con l'aiuto di Graziella … ;)

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03/08/2018 17:43 #36 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Letteratura italiana
@ Bebba.
Anch'io la penso come te sullo scrittore Tozzi, a differenza di Novel che lo apprezza molto. Sicuramente ha una scrittura particolarmente involuta, infatti non ha certo fatto successo, ne viene molto citato nella storia della letteratura italiana. La descrizione dei personaggi e delle varie situazioni è però interessante, non vorrei dire una scemata, ma credo faccia parte del realismo italiano. Certo se non l'avessimo letto, non ci avremmo perso nulla, secondo me, anch'io sono caduta nella rete di Lorenzo.
Mi sono poi rifatta con Giorgio Bassani, col suo "Ciclo su Ferrara" sei romanzi abbastanza brevi, ma intensi. Li ho descritti uno per uno su parliamo di libri, sotto il loro titolo.
Ho sempre meglio di leggermi in ordine di data Fenoglio, visto che mi sono stati offerti per la lettura, e dopo averne letto uno, quello da cui è stato tratto un bellissimo film quest'inverno, intendo appunto leggerli tutti. Ora devo finire i libri "estivi", c'è ancora il mese di agosto di vacanza. Ho dato anche il mio nome a qualcuno (Non mi ricordo chi) che ha proposto una maratona su Proust, tutto. Alla ricerca del tempo perduto. Vediamo se parte questo mattone incredibile, io, nonostante lo avessi nella libreria di mia madre, ho sempre seguito il suo consiglio: "non leggerlo, ti annoieresti". Mio marito dice invece che dovrei leggerlo. Vedremo.
Campagna Toscana? Ma non dicevi di essere siciliana e di vivere in Germania?
Ciao, con affetto sincero. G.

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04/08/2018 13:26 #37 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic Letteratura italiana

Graziella ha scritto: @ Bebba.
Anch'io la penso come te sullo scrittore Tozzi, a differenza di Novel che lo apprezza molto. Sicuramente ha una scrittura particolarmente involuta, infatti non ha certo fatto successo, ne viene molto citato nella storia della letteratura italiana. La descrizione dei personaggi e delle varie situazioni è però interessante, non vorrei dire una scemata, ma credo faccia parte del realismo italiano. Certo se non l'avessimo letto, non ci avremmo perso nulla, secondo me, anch'io sono caduta nella rete di Lorenzo.
Mi sono poi rifatta con Giorgio Bassani, col suo "Ciclo su Ferrara" sei romanzi abbastanza brevi, ma intensi. Li ho descritti uno per uno su parliamo di libri, sotto il loro titolo.
Ho sempre meglio di leggermi in ordine di data Fenoglio, visto che mi sono stati offerti per la lettura, e dopo averne letto uno, quello da cui è stato tratto un bellissimo film quest'inverno, intendo appunto leggerli tutti. Ora devo finire i libri "estivi", c'è ancora il mese di agosto di vacanza. Ho dato anche il mio nome a qualcuno (Non mi ricordo chi) che ha proposto una maratona su Proust, tutto. Alla ricerca del tempo perduto. Vediamo se parte questo mattone incredibile, io, nonostante lo avessi nella libreria di mia madre, ho sempre seguito il suo consiglio: "non leggerlo, ti annoieresti". Mio marito dice invece che dovrei leggerlo. Vedremo.
Campagna Toscana? Ma non dicevi di essere siciliana e di vivere in Germania?
Ciao, con affetto sincero. G.


Sono di Roma :laugh: e vivo in Germania.
Tozzi in realtà l´ho dovuto leggere a scuola perchè è nel programma di letteratura italiana del quinto, quindi penso abbia avuto decisamente fama; però sì, credo ci siano più possibilità che leggerò Bassani invece di continuare con lui :-)!
Proust....mhm la vedo difficile, ma vedremo! È già la seconda volta che si cerca di far partire una lettura condidvsa su di lui :laugh:

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04/08/2018 14:08 #38 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Letteratura italiana
Beba, quando ho dato l'esame di maturità nella letteratura italiana non avevo Tozzi, vedrò se riesco a recuperare cosa ho portato allora, visto che l'esame di maturità l'ho dato da privatista a Reggio Emilia, unica scuola statale per quel tipo di maturità. Dovevo portate due anni perchè i primi tre li avevo già, quindi ho portato gli autori che mi parevano.
Con Proust, ho un conto apertissimo, ho tutta l'opera, del 1950, con copertine telate in edizioni bellissime, libri di mia mamma. Gli ultimi giorni prima che morisse le ho chiesto, di tutti i libri della sua biblioteca cosa avrebbe salvato, mi ha risposto Merezkovskij "Cristo e L'anticristo". Ma come, dico io, e tutti gli altri, e Proust? Con un sorriso un po' sprezzante di ha risposto: "Quello bisognava averlo letto per parlarne nei salotti"
Ciao

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11/03/2019 19:43 #39 da Novel67
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Continua il viaggio attraverso l’Italia, da nord …

Nello stesso punto un lampo spaventoso divampò per tutto il cielo e pel lago biancastro, per le montagne di cui si vide ogni sasso, ogni pianta scapigliata. Marina sfolgorò davanti a Silla con i capelli al vento e gli occhi fissi nei suoi. Era già buio quando egli ne sentì nel cuore il fuoco. (A. Fogazzaro)

Pubblicato nel 1881, Malombra uscì contemporaneamente a Vita dei campi di Verga, ma il suo ambito non è verista. Tardo-romantico, venne definito all’epoca, ma Marina di Malombra è già personaggio da letteratura decadente, nel suo essere sensuale, ammaliante, inquieta, tormentata, psicolabile e … pericolosa. Per sé e per gli altri.

Scoperti un giorno per caso alcuni oggetti appartenuti ad una sua antenata, una certa Cecilia, Marina finisce col convincersi d’esserne la reincarnazione e d’essere destinata a vendicarne i patimenti inferti dal marito, che l’aveva segregata in casa fino alla morte, ed a coronarne i sogni d’amore con Renato, l’amante. Quando Marina incontra Corrado Silla, lo scambia appunto per Renato, venendo contraccambiata nei sentimenti. Ma ciò che Marina desidera è solamente la vendetta …

Il romanzo - per la sua ambientazione, le passioni violente e irrefrenabili, le molte scene notturne, i deliri e le allucinazioni – può ricordare da un lato Cime Tempestose, Dracula dall’altro. Ma un conto è la trama, un conto lo stile. E se la prima pare avvincente, il secondo rischia di rendere la lettura – a tratti – lenta e pesante. Io ho preferito il Fogazzaro più intimista e nostalgico di Piccolo mondo antico, ma Malombra tutto sommato non m’è dispiaciuto (voto: 7): ne consiglierei tuttavia la lettura solo nel caso non si fosse completamente a digiuno di italiano ottocentesco (e di dialetto veneziano, nonché di tedesco: ma in questo caso, basterebbe un’edizione annotata ;) ).


…. a sud.

— Non mentire! — riprese Giacinta con la voce raddolcita. — Non me lo merito. Abbi il coraggio di dirmi che non m’ami più, se mai fosse vero che tu non m’ami più; abbi il coraggio di dirmelo! Preferisco questa spaventevole certezza al tormento del dubbio. Tu sei tutto per me! Perché non dovresti più amarmi? Che ti ho fatto di male? — (L. Capuana)

Giacinta, con la dichiarata dedica a E. Zola, è invece del Verismo il manifesto programmatico. Uscito nel 1879, fu male accolto dalla critica (l'accusa principale fu quella di immoralità, che gli costò addirittura la definizione di «libro immondo»), tanto da indurre l’autore a pubblicare una seconda edizione (quella ch’io ho letto), nel 1886, che se da un lato accentuò il criterio dell’impersonalità, dall’altro attenuò la crudezza di certe scene paradossalmente giudicate fin «troppo "veristiche"».

La vicenda – ispirata ad una storia vera - narra un caso di psicopatologia, che trae origine da una violenza subita nell’infanzia che non lascia tracce nell’immediato ma che finirà col condizionare i futuri rapporti affettivi della protagonista.

In quanto “caso clinico” al centro d’un romanzo a me ha ricordato Teresa Raquin, del 1867, il che dimostra almeno una “parentela” della nostra letteratura ottocentesca – spesso considerata arretrata e provinciale - con quella europea.

E’ poi curioso che in entrambi i casi la protagonista di questo dramma di nervi e sentimenti sia una donna, come se il mito minaccioso dell’irrazionalità femminile fosse stato riversato nella “malattia” di cui esse qui paiono soffrire. Schiacciate dalla patologica personalità dei personaggi femminili, la tradizionale figura maschile s’appiattisce d’altra parte in ruoli negativi, deboli e vigliacchi, che anticipano gli inetti novecenteschi. Ed è stata questa interessante annotazione – reperita in rete – che mi ha indotto ora a riprendere in mano Una vita, di Svevo, giusto per dare un filo conduttore a queste mie letture.

Ma rimanendo ora a Capuana (di cui nel frattempo ho letto altro), dico che il libro a me è piaciuto molto (voto: 7,5), anche stilisticamente (quale differenza con l'italiano un po' vetusto e pomposo di Malombra!) Per questo mi sentirei - almeno in questo caso - di consigliarne a tutti la lettura. A volte, ad allargare gli orizzonti, basta il giardino di casa nostra ...

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15/03/2019 20:06 #40 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic Letteratura italiana
«Così è il mondo!» pensava il marchese. «Tutto apparenza. Mi credono onesto, irreprensibile perché ignorano. Così è il mondo! Forse parecchi di questi qui hanno fatto peggio di me, e, ignorando, anche io li stimo e li rispetto. Forse, non hanno avuto coraggio, ardire, astuzia, onesti loro malgrado; forse, loro è mancata l'occasione, onesti per caso!»

Si parlava di Capuana, ed ecco un altro bel romanzo: Il marchese di Roccaverdina (voto: 7,5).

Se ambientazione e personaggi sono riconducibili a Verga, la trama ricorda il Dostoevskij di Delitto e Castigo. Il movente qui è la gelosia, che finisce per spingere il protagonista a macchiarsi d’omicidio, lasciando poi che la colpa ricada su altri: ma volontà, passione e cinismo nulla potranno contro i fantasmi del passato e i rimorsi della coscienza, che lo perseguiteranno fino a renderlo folle.

Il romanzo inizia a delitto è già avvenuto; la vicenda, dunque, è tutta incentrata sul senso di colpa e sugli specchi a cui tutti i ragionamenti del colpevole s'appigliano in maniera sempre più disperata, per franare poi alla fine, quando ormai il pericolo sembrerebbe superato.

Curiosa questa nota trovata sul web: “Capuana con questo romanzo scardina il verismo dall'interno: inserisce elementi autobiografici, elementi di tragedia greca, ricama attentamente intorno ai temi della religione, del bigottismo, dell'ateismo; si fa tirare i bottoni della giacca dagli incipienti/imminenti espressionismo e simbolismo, precorre tutti gli schemi più classici del giallo e del noir senza peraltro restarvi impantanato”.

Personalmente non sono in grado di confutare quest’affermazione così come d’avvalorarla, perché non conosco tanto a fondo i canoni cui obbedisce questa corrente letteraria (di cui Capuana è considerato il teorico) per poter dire “ah, questo è verismo e questo no”; ma è interessante constatare come la suddivisione a compartimenti stagni della storia della letteratura, così come ci viene insegnata a scuola, sia talvolta poco calzante.

In ogni caso, verista o meno, questo romanzo si lascia leggere con piacere, grazie anche ad una scrittura chiara, semplice e lineare: e ad un semplice lettore ciò potrebbe bastare.


Ho concluso intanto anche Una vita.

Chi non ha le ali necessarie quando nasce non gli crescono mai più. Chi non sa per natura piombare a tempo debito sulla preda non lo imparerà giammai e inutilmente starà a guardare come fanno gli altri, non li saprà imitare. Si muore precisamente nello stato in cui si nasce, le mani organi per afferrare o anche inabili a tenere.
Alfonso fu impressionato da questo discorso. Si sentiva molto misero nell'agitazione che lo aveva colto per cosa di sì piccola importanza.
– Ed io ho le ali? – chiese abbozzando un sorriso.
– Per fare dei voli poetici sì! –


Il romanzo d’esordio di I. Svevo (1892) avrebbe dovuto intitolarsi Un inetto (poi il titolo fu cambiato). E tale sarebbe appunto Alfonso Nitti, il protagonista.

La parola inettitudine, vocabolario alla mano, è oggi comunemente intesa come incapacità a svolgere un determinato compito, lavoro o esercizio. E’ dunque facile, accingendosi alla lettura del libro, immaginare che qui si parli d’un personaggio in qualche modo ridicolo (ed a cui certamente nessuno sentirebbe d'assomigliare).

Invece, se si ride, si ride amaro, perché l’inettitudine qui assume un significato più generale, esistenziale. Alfonso è infatti un sognatore, dotato d’ali immaginarie adatte sì ai voli pindarici, ma incapaci a sostenerlo nella vita di tutti i giorni: al lavoro, nelle relazioni sociali, nell’amore.

E’ uno che, prima o poi, rinuncia: quando c’è da lottare, quando c’è da impegnarsi, quando c’è da assumersi una responsabilità. Rinunciare, fuggire, è più facile, e conduce sempre ad un porto tranquillo.

Messa così, questo tipo non meriterebbe né giustificazione, né pietà. Io però non sarei così categorico, perché Una vita mette a nudo non solo l'inadeguatezza e - diciamolo - la codardia del protagonista, ma anche la falsità, il cinismo, l'opportunismo, la prepotenza e la vanità di chi gli sta intorno, la ripetitività del lavoro, l'ipocrisia delle relazioni sociali, l'incostanza dell'amore. O forse le cose così appaiono - o sono - solo perché si è inetti?

Vediamo se Senilità, secondo romanzo di Svevo e libro del mese del Club nel febbraio 2012, approfondisce la questione …

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Avatar di manulas82 manulas82 - 11/05/2019 - 08:23

Come proposte per giugno, berlin alexanderplatz di doblin,o le immagini perdute di peter handke ?. Questi 2 libri mi hanno sempre incuriosito ?.

Avatar di manulas82 manulas82 - 11/05/2019 - 08:20

Purtroppo non posso partecipare al prossimo incontro. Solo ora ho visto che si tiene domani. Spero di poter partecipare all'incontro di giugno ?.

Avatar di Bibi Bibi - 10/05/2019 - 17:34

..oppure visita la sezione dedicata al Gruppo di Lettura di Roma. :D

Avatar di Bibi Bibi - 10/05/2019 - 17:33

Ciao ragazzi, benvenuti Garantisco che siete nel posto giusto se avete voglia di sommergervi di libri! :D Paola, la responsabile del GdL di Roma è aleinviaggio, prova a metterti in contatto con lei..

Avatar di Crusader Crusader - 09/05/2019 - 13:39

Ciao a tutti, è parecchio che vi seguo, essendo un divoratore di libri ho deciso di iscrivermi

Avatar di paolagianella paolagianella - 04/05/2019 - 12:53

Buongiorno.Sono Paola e mi sono iscritta per cercare un gruppo di lettura e condividere il mio amore per i libri. Abito a Bracciano.A Roma dove e quando ci si incontra? Grazie e buona giornata a tutti

Avatar di Bibi Bibi - 04/05/2019 - 11:05

Non ci sono ancora proposte per il Libro del Mese di Giugno? Coraggio, fatevi avanti! :D

Avatar di aleinviaggio aleinviaggio - 04/05/2019 - 06:30

ciao Claudio, il prossimo incontro del gruppo di Roma sarà DOMENICA 12 MAGGIO alle 16:30 presso il Caffe Letterario a via Ostiense, 95. Parleremo de Le menzogne della notte di Bufalino

Avatar di Bibi Bibi - 03/05/2019 - 11:34

Benvenuto Claudio! Per il gruppo di Lettura di Roma accedi alla sezione dedicata, ti sapranno dire di più.

Avatar di Cloud Cloud - 02/05/2019 - 13:54

Buongiorno a tutti, mi presento sono Claudio. Mi piacerebbe avere qualche info sul gruppo di lettura di Roma per parteciparvi. Grazie mille

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    remembrandt 15.04.2019 23:29
    Ottima recensone Anna! E' un libro che ho tra i miei desiderata da un po' e spero di leggerlo presto!

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