Bartleby lo scrivano, apparso nel 1853, tra i più bei racconti dell'epoca moderna, parla di un comico scrivano che rivendica l'ozio e il silenzio, contro tutte le pressioni dell'utilitarismo americano. Imitato, meditato e tradotto da alcuni dei massimi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Georges Perec, Italo Calvino (che intendeva dedicargli l'ultima delle sue Lezioni americane), è anche una parabola sul lavoro di scrivere destinata a sconvolgere molte idee. La traduzione di Gianni Celati ce lo restituisce in tutta la sua freschezza, con una umoristica adesione ai tic di Bartleby (ad esempio la sua celebre frase: "Avrei preferenza di no"). Inoltre Celati presenta un suo studio sull'esilarante scrivano, la versione delle lettere di Melville nel burrascoso periodo di passaggio da "Moby Dick" a "Bartleby", ed un elenco ragionato delle varie interpretazioni del racconto.

Il primo anno di Club del Libro si è concluso egregiamente con il Libro del Mese di Gennaio. Abbiamo avviato numerose nuove iniziative tra cui lo Spazio Autori, dedicato ai nostri amici scrittori, che ospitiamo volentieri sulle nostre pagine. A loro è dedicato questo primo Libro del Mese del secondo ciclo del Club del Libro. Siamo pronti per continuare la nostra avventura letteraria ed il primo passo che facciamo in questo 2011 ci porta in America. Bartleby lo scrivano: una storia di Wall Street, è un racconto che merita di essere letto poiché ci apre gli occhi mostrandoci, tra le tante cose, quale sia la vera potenza della scrittura.

<<La potenza della scrittura non sta in questa o in quella cosa da dire, bensì nel poco o niente da dire, in una condizione in cui si annulla il dovere [...] La potenza della scrittura sta nell'essere senza aspettative, nell'essere rassegnazione e rinuncia al dovere di scrivere, possibilità di rimanere sospesa soltanto come "preferenza".>>

Autore Herman Melville
Editore Feltrinelli
Pagine 116
Prezzo di copertina 6,00 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico