"Forse il più straordinario, il più onesto, il più accurato e infine anche il più commovente libro tra i tanti che sono stati scritti sull'avventura dell'uomo nello spazio." È il commento autorevole del "New Yorker" all'edizione americana di "Se il sole muore" di Oriana Fallaci, pubblicato in Italia da Rizzoli nel 1965 e poi tradotto in undici Paesi. Negli anni Sessanta la Fallaci, che è già scrittrice di fama e inviata di punta de "L'Europeo", trascorre lunghi periodi in America, tra gli astronauti e i ricercatori di Cape Kennedy. Li osserva, li esamina, li interroga. Ne risulta il diario di una donna che vive i suoi tempi affrontando con curiosità ed entusiasmo le scoperte della scienza e della tecnologia, ma che guarda all'impresa spaziale con timore e molti dubbi. La narrazione prende la forma di un dialogo in parte immaginario con il padre. Con lui Oriana discute in modo anche polemico, consapevole della distanza che li divide: l'anziano genitore attaccato all'autenticità delle cose, agli alberi e alla terra che hanno nutrito intere generazioni. E la figlia che conduce la sua inchiesta nel "mondo nuovo" domandandosi a prezzo di quale felicità o infelicità l'individuo conquisterà la Luna e gli altri pianeti. "Se il Sole muore," le aveva detto Ray Bradbury in un memorabile incontro "la nostra razza muore col Sole... E muore Omero, e muore Michelangelo, e muore Galileo. Salviamoli dunque, salviamoci." Prefazione di Mario Calabresi.

Un anno fa a quest'ora gli iscritti del Club del Libro leggevano "Il sesso inutile" di Oriana Fallaci. Libro che dette vita a numerosi spunti di riflessione e che vinse il Libro d'Oro del Club del Libro 2012. Oggi torniamo a leggere uno dei libri della scrittrice Toscana, scelto dagli iscritti del Club del Libro durante il ritrovo di Firenze. Se il sole muore, rappresenta l'interrogativa di un'umanità, quella del 1965, alle prese con le meraviglie prodigiose di un futuro vertiginoso, lanciata irreversibilmente verso un progresso inarrestabile. Un viaggio nello spazio, verso la Luna. Una storia vera che sa di fantascienza. La testimonianza di una donna tra gli astronauti americani nel'epoca del mito della corsa allo spazio, divisi tra paura, coraggio e sogni. Ed Oriana lo compie dialogando con suo padre: "Da una parte ero io, la bambina che crede alle stelle e dall'altro eri tu, l'adulto che crede alla terra". La scrittrice italiana regala così al suo pubblico il reportage dei suoi lunghi viaggi negli States e avvicinandolo a quegli uomini destinati alla luna. Di seguito un estratto che chiarisce la portata di questo viaggio verso le stelle, che giustifica ne esalta il senso profondo: "Non mi riusciva di dirlo papà. Non mi riusciva di dire che per un minuto, uno stupendo minuto esatto, avevo fatto la pace con gli uomini: m'ero accorta che gli uomini erano davvero grandi, papà. Sono grandi anche quando sostituiscono l'erba con l'erba di plastica, sono grandi anche quando trasformano l'urina in acqua da bere, sono grandi anche quando adoperano le ruote anziché le gambe, sono grandi anche quando dimenticano il verde e l'azzurro, quando ammazzano le creature cui hanno donato la vita. Ed io ero fiera di essere nata tra gli uomini anziché tra gli alberi e i pesci: ero fiera perché... perché per un minuto, uno stupendo minuto, m'è sembrato di vedere gli uomini che giocavano a carte con Dio".

Autore Oriana Fallaci
Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Pagine 623
Prezzo di copertina 13,00 €
Prezzo e-book 7,99 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia