Pochi italiani sanno che alcune delle più belle fiabe del mondo, da "Cenerentola" al "Gatto con gli stivali", un po' prima di finire dentro i libri di Perrault e di Grimm, dove tutti lo scoprimmo da bambini, erano giunte all'orecchio del napoletano Basile (1575-1632), che all'inizio del Seicento le acciuffò e inguainò nella sua lingua, infilandole in quel "Cunto de li cunti" che fu definito da Croce "il più bel libro italiano barocco". Ancora oggi, infatti, per la maggior parte degli italiani, questo libro straordinario, insieme regale e cencioso, gentile e brutale, fastoso e plebeo, resta un capolavoro sconosciuto.

I racconti di Giambattista Basile sono ben diversi dalle fiabe a cui la letteratura contemporanea e il cinema ci hanno abituati. Narrano sì di eroi e principesse, ma rispecchiano il gusto letterario dei tempi in cui sono state scritte, il XVII secolo, quando ancora non era stato inventato il cosiddetto "lieto fine". Le fiabe di Basile, dunque, raccontano di regni incantati, principi ed eroi, ma con un gusto che oggi definiremmo gotico e dark, con uno spiccato senso del violento e del macabro. Ogni racconto è un universo a sé, ma in ognuno si può ritrovare il filo conduttore dell'analisi della psiche e dei sentimenti degli uomini nei temi classici della gelosia, della vendetta, dell'amore e della morte eroica. Le fiabe di Basile hanno dato un'impronta indelebile a questo genere letterario ed ancora oggi, in quelle contemporanee, se ne ritrovano echi e ricordi, seppur mitigati dal ben noto "e vissero tutti felici e contenti".

Autore Giambattista Basile
Editore Adelphi
Pagine 668
Prezzo di copertina 18,00 €
Prezzo e-book 0,00 €
Categoria Classico - D'ambiente - Storico