SINOSSI

Elisabeth, 32 anni, contratto a progetto presso un’università di Londra, torna nella cittadina di provincia dove abita la madre per stare accanto a un vecchio vicino di casa, Daniel, 101 anni, che sta trascorrendo in uno stato di sonno prolungato quelli che sono forse i suoi ultimi giorni di vita. Attorno ai loro incontri, muti ma carichi di emozione, si agita un paese in crisi, diviso politicamente e minato dall’intolleranza e dalla paura. Primo romanzo di una tetralogia in corso d’opera ispirata alle quattro stagioni, Autunno è costruito come un caleidoscopio di aneddoti, visioni, salti nel tempo: gli episodi quotidiani della vita di Elisabeth si mescolano ai sogni di Daniel e ai ricordi dell’amicizia inconsueta e profonda che lega i due fin dall’infanzia della ragazza – fra i quali campeggia la figura affascinante di Pauline Boty, una delle pochissime esponenti femminili della Pop Art britannica, oggetto dell’amore di Daniel e degli studi di Elisabeth. I reality show sull’antiquariato, le pastoie burocratiche per il rinnovo di un passaporto, le scritte xenofobe sui muri fanno da sfondo a un’appassionata meditazione sull’incontro con il diverso e il potere trasformativo della creatività umana, un romanzo polifonico dalla voce ammaliante, carica di echi letterari (da Dickens a Shakespeare, da Ovidio a Huxley) ma capace di parlare in maniera straordinariamente diretta alla nostra inquieta contemporaneità.

RECENSIONE

Questo romanzo fa parte di una tetralogia ed è il primo dedicato alle stagioni. Questo è il primo romanzo inglese dell'era post-referendum. Si tratta di un dialogo fra una bambina, Elisabeth, e un uomo di 77 anni, Daniel, divisi da una rete che separa due cortili: quello di Elisabeth e quello del suo vicino Daniel. "Mi ha fatto piacere conoscerti... finalmente" dice Daniel ad Elisabeth, la prima volta che si incontrarono "gli amici di una vita, a volte si aspettano tutta una vita". C'è una grande leggerezza, un grande sentimento nel rapporto fra Daniel ed Elisabeth intorno al quale ruota Autunno, la nuova opera di Ali Smith tradotta da Federica Aceto che è stata salutata nel mondo anglosassone come il primo romanzo post Brexit e, diciamolo subito, come un capolavoro. Primo di quattro romanzi sulle stagioni, è un libro che esplora il tema del tempo e il modo in cui lo viviamo: gioca con la sua flessibilità nella sua stessa struttura narrativa; e raccontando una storia in modo non lineare, tocca una quantità di soggetti - l'amicizia, l'arte, la povertà, la burocrazia, la letteratura, la menzogna dei politici, ecc. Il tutto con la leggerezza di un sasso che rimbalza sulla superficie dell'acqua. E' chiaro che dietro alla sua calibrata leggerezza, Ali Smith è una scrittrice intensamente politica. Cinquantacinque anni, gay, cresciuta ad Inverness in una famiglia di classe operaia. E anche se ha ereditato il tocco satirico di Muriel Sperk e il gusto per il monologo interiore di Virginia Wolf, ha una sua voce che non sa somigliare a nessuno. Come Daniel, che è un pò mago, ha un rapporto di immediata affinità con l'arte visiva e come Shakespeare sa che il mondo è commedia perfetta, in cui tutto è mutevole e la realtà si dissolve nella magia. E' un romanzo che mi è piaciuto tantissimo, per la presa in giro da parte della protagonista della burocrazia inglese, per la grane amicizia che la lega al vecchio Daniel, per il racconto che si volge e descrive periodi diversi della vita di Elisabeth, tutto in mezzo ad una cornice attuale, moderna, vibrante. E' un libro che consiglio, consiglio, consiglio.

[RECENSIONE A CURA DI GRAZIELLA]

Autore Ali Smith
Editore Sur
Pagine 226
Anno edizione 2018
Edizione BigSur
ISBN-10(13) 9788869981258
Prezzo di copertina 17,50 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico