SINOSSI

Il giovane Michelangelo Merisi da Caravaggio è cresciuto come un reietto, la madre bigotta lo considera portatore di sventure alla famiglia. Lo incolpa della peste, tutto ciò quando ha soli cinque anni. Su consiglio della Duchessa Costanza Colonna, protettrice della famiglia Merisi, Michelangelo viene mandato a "bottega" a Milano presso il pittore Simone Peterzano. A Milano a soli diciassette anni viene accusato di omicidio, sconta in carcere una pena di un anno. Nei due anni successivi lui e i fratelli vendono i terreni della famiglia e Michelangelo con la sua parte del ricavato parte per l'Italia, sperperando i suoi soldi in bei vestiti e facendo una vita agiata. Finiti i soldi decide di stabilirsi a Roma e vi arriva senza un soldo, va ad abitare nel quartiere degli artisti dove prende in affitto una stanza: sopravvivere nel quartiere degli artisti significa destreggiarsi tra ricchi committenti e spietati criminali.
Sotto la protezione del potente cardinale del Monte, Caravaggio inizia la sua turbolenza ascesa, intrecciando una relazione con la Fillide, "la più famosa puttana di Roma". Con la gloria cresce però anche la sua arroganza, e Caravaggio si troverà a un bivio dal quale non potrà più tornare indietro. Di nuovo nella polvere, di nuovo in fuga, con una taglia sulla testa.

RECENSIONE

L'autrice non è una storica. Scrive romanzi e, anche questo, se pur narra di un pittore esistito, è un romanzo su questo personaggio così discusso e ambiguo, ribelle e violento, pieno di ambiguità. Fin da bambino Michelangelo è preso a malvolere da una madre bigotta a seguito di uno scherzo che le ha fatto: quello di recitare la parte del morto dopo essere stato ripescato dallo stagno vicino a casa dal fratello. Da quel giorno la madre si convince che Michelangelo è portatore di disgrazie per la sua famiglia e, all'arrivo della peste, lo accusa di esserne la causa. La famiglia comunque riesce a fuggire da Milano, dove si diffonde la malattia, rifugiandosi in campagna. Tuttavia, pochi giorni dopo, la peste contratta a Milano dal padre e dal fratello si manifesta in tutta la sua virulenza, portandoli alla morte. Michelangelo si sente responsabile della morte del padre e diventa sempre più un bambino chiuso, ribelle, rissoso. Per intercessione della nobildonna Costanza Colonna, protettrice della famiglia Merisi, Michelangelo viene affidato al pittore Simone Peterzano che lo prende a "bottega" a Milano. Qui conclude il suo apprendistato ma uccide anche per sbaglio un uomo innocente che viene utilizzato come scudo umano in una rissa di strada fra Michelangelo e un delinquente. Michelangelo dovrà scontare un anno di prigione prima di venir scagionato. Morti i genitori, e avendo delle terre di proprietà da vendere, i fratelli si spartiscono l'eredità. Michelangelo con i suoi soldi parte in viaggio per l'Italia, fornendosi di belle vesti e vivendo una vita agiata. Nel giro di un anno si trova senza soldi e decide di andare a vivere a Roma dove vuol fare il pittore. Arrivato a Roma si trova invischiato ancora una volta in mezzo alle risse, che erano all'ordine del giorno: tutti giravano armati di spade e pugnali. Per potersi mantenere si mette a lavorare per un certo Cesari, che aveva molte commesse anche con il Papa. Cesari lo costringe a dipingere fiori e frutta, cosa per la quale Caravaggio si sente umiliato. Con questo Cesari, detto Cavalier D'Arpino, Caravaggio ha sempre un rapporto burrascoso e malevolo. Tutti gli artisti si accorgono del grande talento del giovane Caravaggio, ma ne temono la concorrenza. Caravaggio viene colpito dagli ultimi strascichi della peste e ricoverato nelle cantine dell'Ospedale. Non muore solo grazie alle mirabili cure di un frate, messogli vicino dalla sua protettrice Costanza Colonna. Caravaggio non riesce a vendere i suoi quadri, unici per lo stile innovativo. Decide perciò di rivolgersi al mercante d'arte Spata, celebre per la sua clientela ricercata. Spata resta senza parole quando Caravaggio gli mostra uno dei suoi dipinti: "Ragazzo con il canestro di frutta" . A Roma non si era mai visto niente di simile! Spata lo introduce presso il Cardinale del Monte, ambasciatore a Roma dei Medici fiorentini, che apprezza lo stile innovativo del Caravaggio e lo ospita dandogli una stanza e un studio nella sua residenza di Palazzo Madama. Da qui in poi inizia l'ascesa del Caravaggio che riesce per un certo tempo a tenersi lontano dai guai. Per la sua indole violenta e rissosa, si ritrova presto a frequentare taverne malfamate e alla fine, in un secondo incidente, uccide Ranuccio Tommasini, protettore della sua amante e musa Fillide. Gli ultimi quattro anni della sua vita vedono un Caravaggio fuggiasco. Su di lui grava il "bando capitale": chiunque avesse riportato a Roma la sua testa avrebbe ricevuto una ricompensa. I luoghi della sua fuga sono Napoli, Malta e la Sicilia. Caravaggio muore di febbre malarica sulla spiaggia di Porto Ercole in Toscana, attendendo una nave che avrebbe dovuto riportarlo a Roma, in vista della grazia, a soli 39 anni. La storia di Caravaggio è essa stessa un romanzo. Lui è il classico esempio di genio e sregolatezza. Bisessuale, ha avuto l'unico vero rapporto d'amore con il suo compagno Minniti, suo convivente e modello in molte sue opere. Non trovo che in questo romanzo ci sia un enigma come suggerisce il titolo. Michelangelo è figlio di un'epoca contraddistinta da una società violenta. Inoltre proviene da una famiglia che, salvo il padre, non lo ha mai amato. Questa mancanza di amore e di accettazione lo hanno reso quello che è stato e che ha segnato così incisivamente la sua vita.

[RECENSIONE A CURA DI GRAZIELLA]

Autore Alex Connor
Editore Newton Compton Editori
Pagine 334
Anno edizione 2017
Edizione Nuova narrativa Newton
ISBN-10(13) 9788822713391
Prezzo di copertina 10,00 €
Prezzo e-book 3,99 €
Categoria Horror - Thriller - Mistero - Gotico