SINOSSI

Dove si può trovare riparo da se stessi? Un uomo che cerca nel silenzio una pace impossibile. La bellezza del bosco intorno a lui che sembra respirare, e decidere il destino delle persone. La malinconica umanità del litorale laziale, tra piccoli delinquenti nostalgici e case mangiate dalla salsedine. Dimenticare è un romanzo di solitudine e d'amore, spirituale e romantico. Un noir dei sentimenti, che dà corpo e voce alla paura piú indicibile – scoprire che il nemico ha la tua stessa faccia. Peppe Fiore è nato a Napoli nel 1981 e vive a Roma, dove affianca alla scrittura di romanzi la professione di sceneggiatore. Ha pubblicato, fra gli altri libri, La futura classe dirigente (minimum fax 2009) e Nessuno è indispensabile (Einaudi 2012). Dopo aver lavorato per tutta la vita in un lido balneare di Fiumicino, Daniele si è ritirato da un giorno all'altro in un paesino sperduto dell'alto Lazio, dove ha preso in gestione il bar fatiscente di una stazione sciistica abbandonata in mezzo al bosco. La piccola comunità di Trecase lo accoglie senza diffidenza ma col silenzioso sospetto che stia scappando da qualcosa. Ciò che nessuno può sapere, è che il suo nemico ha la sua stessa faccia. Si dice che da quelle parti un orso abbia ucciso una ragazza. Il bosco tace, e guarda quest'uomo rimettere a nuovo il locale mentre cerca di rimettere a nuovo se stesso. Quando una donna entra nella sua vita, inizia una storia d'amore calda e adulta: l'esistenza prende un ritmo accettabile, il passato sembra aver ormai rallentato la sua rincorsa. Ma un giorno il nipote – il figlio di suo fratello – lo viene a cercare. Sono passati tredici anni, e per Daniele è arrivato il momento di tornare con lui al Lido Esperanza. Dimenticare è la storia di un segreto lungo una vita. È la storia di un mistero senza nome che aleggia sul bosco, attraverso le fronde dei faggi che ogni notte sembrano «ripetere le voci dei morti». Non c'è redenzione in queste pagine, ma non c'è condanna. Peppe Fiore ha scritto un romanzo su cosa significa smarrirsi e poi ritrovarsi, raccontando quello che ognuno di noi ha dentro: «una bestia addormentata, sempre con un occhio chiuso e l'altro aperto».


RECENSIONE

Quando Daniele chiude gli occhi mentre il fratello incomincia a calciare la palla: 200 palleggi per pregare il debito, il fratello gli dice "prega, tu inizia a pregare" non sa chi pregare, non crede in Dio, allora prega e qui lo scrittore ci fa un elenco secondo me bellissimo di tutto ciò che la mente di Daniele rivolge nella preghiera. E così prega la fame che unisce uomini e bestie, la violenza, parente stretta della fame e che come la fame è un linguaggio universale, prega la rabbia, la distruzione che segue a ruota la rabbia, e di conseguenza prega la malattia e la pazzia che esprimono la rovina dei corpi. Queste pagine liriche, mi sono entrate sotto la pelle, ho provato empatia. Daniele, il protagonista, mi piace per la sua positività ed il suo coraggio. È sempre a fianco al fratello Franco quando questi deve scontare qualche punizione per i casini che fa. Per salvare il fratello dai debiti, dà i soldi della sua parte di vendita dei bagni che i due fratelli hanno a Fiumicino. Poi Daniele va a stare in montagna in una zona laziale ai confini con l’Abruzzo dicendo a tutti che è in Messico, chiude i rapporti con il fratello ma il motivo non viene raccontato, è un segreto che si svelerà solo nelle ultime pagine del romanzo. Il romanzo è raccontato con grande perizia: i luoghi descritti con malinconia e cieli con luci dorate, rosee, arancioni o grigi e cupi. Daniele è un personaggio che incuriosisce: la sua nuova casa sulle montagne resta un luogo solitario, fuori da mondo, oltre alla casa con il bar che occupa, per anni ci sarà presente un camper con due abitanti. Qui tutto sembra avvenire in un mondo a noi sconosciuto, fuori dal tempo. Daniele resterà in montagna per tredici anni, poi un avvenimento lo farà tornare a Fiumicino. Spesso nel romanzo si parla di un Orso che gira fra i boschi, ma tutti gli abitanti, compresi i guardiacaccia dicono che è impossibile che su quelle montagne ci sia un Orso. Eppure prima che arrivasse Daniele, quel luogo era una località sciistica, ma una ragazza era stata ritrovata dopo tre giorni dalla sua scomparsa, morta in un canalone e con ferite profonde che sembravano quelle di una bestia feroce. Così pure scompare un bimbo, che viene ritrovato in un crepaccio con ferite che sembrano proprio fatte da un Orso. Ma non si vuol credere al fatto che lì ci sia un Orso, quindi tutto rimane nel non risolto. Mi è piaciuto il romanzo così essenziale e con personaggi veri, pieni di vita.

[RECENSIONE A CURA DI GRAZIELLA]

Autore Peppe Fiore
Editore Einaudi
Pagine 192
Anno edizione 2017
Edizione Supercoralli
ISBN-10(13) 9788806234911
Prezzo di copertina 18,50 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico