SINOSSI

Un flusso di ricordi breve ma torrenziale, pieno di pathos, animato da un’incrollabile voglia di sopravvivere, rende impossibile staccare gli occhi dalle pagine di una delle testimonianze più forti consegnateci dalle vittime della Shoah.

Oggi ottantasettenne, in queste memorie in forma di lettera al padre, Marceline ricorda con straordinaria chiarezza gli orrori subiti, ma soprattutto rivela l’amore incondizionato che la lega al genitore, le cui parole al momento della deportazione – «Tu tornerai, Marceline, perché sei giovane» – l’accompagnano, spronandola a sopravvivere, per tutto il percorso che la attende, da un campo all’altro, da Birkenau a Bergen-Belsen, da Lipsia a Theresienstadt, fino alla liberazione e al ricongiungimento con la madre e i fratelli. Le sue frasi brevi, concise, ci presentano i fatti accaduti man mano che le ritornano alla memoria, e ci raccontano anche il «dopo»: il ritorno a casa, la difficoltà di tornare a una vita normale, le incomprensioni con chi vuole solo dimenticare, il matrimonio con l’intellettuale francese Joris Ivens.

RECENSIONE

Ho avuto tra le mani un gioiello: questo è un libro di rara intensità, da leggere e rileggere. L'autrice è stata deportata ad Auschwitz insieme al padre. Lei è tornata, lui no. Durante la prigionia il padre riuscì a farle avere un bigliettino di speranza, per infonderle la forza di resistere. Questo libro è la risposta di Marceline a quel biglietto, del quale non ricorda nemmeno bene il contenuto, perché costretta a leggerlo di nascosto per poi farlo sparire. Marceline parla al padre, gli racconta alcuni episodi tremendi vissuti nel lager, ma anche il difficile rientro nella civiltà. "Avevo perduto ogni riferimento. Bisognava che la memoria venisse distrutta, altrimenti non sarei riuscita a vivere". L'orrore del lager è sopportabile solo annullando la propria umanità, sono parole tremende. E poi ancora scrive al padre:" Saremmo stati in due a sapere. Forse non ne avremmo parlato spesso, ma i fetori, le immagini, gli odori e la violenza delle emozioni ci avrebbero attraversati come delle onde, anche in silenzio, e avremmo potuto dividere il ricordo in due". Marceline sente di non poter condividere un tale fardello con chi non lo ha vissuto, in questo caso sente di non riuscire a seguire i consigli della madre, che cerca di riportarla a vivere a pieno la vita. E poi ancora alla fine del libro:"Come si fa a trasmettere quello che noi stessi abbiamo tanta difficoltà a spiegarci?". Sul finale l'autrice fa interessantissime considerazioni sulla storia di Israele, e su come certe atrocità potrebbero benissimo venire ricommesse, perché la cattiveria e l'antisemitismo sono insite nell'animo umano. Assolutamente da leggere.

[RECENSIONE A CURA DI CLACLA]

Autore Marceline Loridan-Ivens
Editore Bollati Boringhieri
Pagine 105
Anno edizione 2015
ISBN-10(13) 9788833927091
Prezzo di copertina 12,90 €
Prezzo e-book 4,99 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia