SINOSSI

Arigliana, "cinquanta case di pietra e duecento abitanti", è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza. Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore. Attraverso questa voce irriverente, scanzonata eppure saggia, Catozzella scrive un romanzo potente e felice, di ombre e di luce, tragico e divertente, semplice come le cose davvero profonde.

RECENSIONE

Il protagonista del libro è Pietro, un bimbo di undici anni originario della Basilicata e rimasto orfano di mamma, che abita a Milanox, "periferia di Milano chiamata così perchè incrocio tra Milano e un luogo malfamato che si chiama Bronx". Per distrarsi dall'assenza improvvisa della mamma trascorre le vacanze estive assieme alla sorella Nina, presso i nonni ad Arigliana, paesino sulle montagne della Lucania "cinquanta case di pietra e duecento abitanti".
Attraverso la voce di Pietro emerge lo spaccato di vita di un piccolo paese del sud Italia ancora legato ad un mondo contadino, con la sua mentalità chiusa, le sue credenze popolari e i suoi pregiudizi ma emerge anche la difficile realtà con cui gli abitanti devono scontrarsi, tra cui la mafia locale e un sistema economico globale che impone ai proprietari delle terre di produrre metà colture perchè da quel momento "la comunità europea avrebbe regolato la produzione in tutti gli stati". La scoperta di un gruppo di immigrati, nascosti nella Torre Saracena, accentua le paure degli abitanti del piccolo paese, che vedono negli stranieri una minaccia al loro già precario equilibrio. In realtà proprio questa famiglia di migranti crea un vento nuovo di crescita e rinascita. Mi piace tantissimo il fatto che il racconto sia affidato alla voce di Pietro che, con il suo linguaggio semplice e talvolta sgrammaticato, con l'assenza dei congiuntivi e le sue espressioni infantili e talvolta disarmanti, permette di vivere in modo totale la lettura. La figura di Nino mi ha colpito molto e, in particolar modo il suo processo di crescita durante le vacanze estive. All'inizio del libro, il suo personaggio si presenta molto fanciullesco, con la toccante dolcezza di chi è ancora troppo fragile per poter affrontare la morte della mamma e immagina di parlare con lei, di vivere situazioni reali fatte anche di contatti fisici durante le quali la donna lo rimprovera e lo guida attraverso le difficoltà della vita. Lo scontro con una realtà cruda lo costringe a crescere all'improvviso, lo fa diventare uomo. Il libro richiama un po' al romanzo dei Malavoglia e al suo "ideale dell'ostrica", con questo desiderio di rimanere uniti negli affetti per evitare di essere travolti da un mondo malvagio che spezza le gambe a chi vuole risollevarsi. Stupenda la frase che conclude la lettura "ti insegnano a non splendere. E tu splendi invece". Incoraggia a guardarsi dentro e a trovare la forza e la bellezza di cui ognuno di noi è dotato per combattere sempre e comunque in un mondo talvolta ostile e a trovare la nostra forma di riscatto. E' un libro che affronta diverse problematiche sociali ma alleggerite dalla narrazione del bimbo, che strappa al lettore sorrisi di complicità e tenerezza.

[RECENSIONE A CURA DI CRICRI74]

Autore Giuseppe Catozzella
Editore Feltrinelli
Pagine 233
Anno edizione 2018
Edizione I narratori
ISBN-10(13) 9788807032851
Prezzo di copertina 16,00 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico