SINOSSI

Nel novembre del 1859, Elizabeth Gaskell trascorse una vacanza nella nebbiosa Whitby, una cittadina sulle coste dello Yorkshire. Qui fece lunghe ricerche sulla caccia alla balene, sull'arruolamento forzoso dei marinai nelle flotte britanniche durante le guerre contro la Francia e sulle ribellioni popolari che si opposero alla coscrizione. Al suo ritorno a casa iniziò a scrivere un nuovo romanzo. Così Whitby diventò Monkshaven, conservandone tutto: l'abbazia, il porto, le fattorie, il respiro del mare e l'abbraccio delle brughiere. La sua penna si mise ancora una volta a narrare appassionatamente la storia degli umili; la storia più triste che avesse mai scritto, come la stessa autrice definì il racconto di Sylvia Robson e dei suoi due innamorati, Charley Kinraid, l'impavido ramponiere, e Philip Hepburn, il commesso che vive dietro il bancone di una bottega e passa le ore a misurare stoffe. Ma la realtà non è mai interpretabile in modo univoco, gli eventi si susseguono imprevedibili e mutano le persone. Solo il mare, che Sylvia contempla immobile sulla spiaggia, rimane identico a se stesso, con il fragore dei suoi flutti impetuosi, con il suo linguaggio che parla di eternità.

RECENSIONE

Aprendo le pagine di questo libro ho sentito l'aria fredda proveniente dal mare del nord che mi sferzava le gote e l'odore di salmastro che mi pungeva le narici. Mi guardavo intorno e vedevo l'estesa brughiera di prati verdi con erica ed edera e le scogliere affacciate sull'acqua da cui poter scrutare l'orizzonte lontano. E' chiaro che mi ha subito trascinato come un vortice dentro la narrazione. Mi ha irritato immediatamente la protagonista Sylvia, che, sia da adolescente che poi da giovane donna, non perde le sue caratteristiche peculiari: orgogliosa, testarda, caparbia, irascibile, immatura, viziata e ignorante. Nonostante tutti i dolori che verranno a colpirla è difficile provare simpatia o pena per lei. Invece ho amato molto il personaggio di Philip che con la sua costanza e perseveranza, la sua mitezza e il non essere mai sopra le righe ha conquistato un posto speciale nel mio cuore. Tanto più che il vero protagonista della storia sembra essere lui, dato che si scandagliano i suoi pensieri, i suoi stati d'animo e la sua vita molto più di quelli altrui.E' la storia di un triangolo amoroso, come si può immaginare dal titolo, ma sarebbe riduttivo definirla così perchè è molto di più: è un romanzo storico e sociale, un romanzo che parla di vita, di relazioni, di sofferenza e di morte. L'autrice deve aver svolto un lavoro di ricerca accurato per scrivere quest'opera perché colloca la storia all'epoca delle guerre napoleoniche e i protagonisti vengono enormemente influenzati da ciò che accade in quel periodo. Questo romanzo è ambientato in un villaggio rurale e marittimo: qui le donne, fossero esse madri, figlie o mogli, attendevano per 6 mesi all'anno il ritorno degli uomini dalla caccia alle balene ed è tremendo leggere di come la marina militare britannica arrivasse con le sue bande di coscrizione a portarsi via gli uomini rapendoli ancor prima che sbarcassero a terra oppure da casa, spesso all'insaputa della famiglia, e molto spesso di loro non si sapeva più nulla.E' una storia intensa, sulla quale non voglio aggiungere altro se non il consiglio di avere sempre a portata di mano dei fazzoletti per asciugare le lacrime.

[RECENSIONE A CURA DI EMILYJANE]

Autore Elizabeth Gaskell
Editore Jo March
Pagine 576
Anno edizione 2014
Edizione Collana Atlantide
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788890607660
Prezzo di copertina 15,00 €
Categoria Classico - D'ambiente - Storico