SINOSSI

I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver... Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco Piccolo ha scritto un libro che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva: sarà impossibile non rispecchiarsi in queste pagine (per affinità o per opposizione), rileggendo parole e cose, rivelazioni e scacchi della nostra storia personale, e ricordando a ogni pagina che tutto ci riguarda. "Un'epoca quella in cui si vive - non si respinge, si può soltanto accoglierla".

RECENSIONE

Lasciando ai singoli lettori la libertà di giudicare se possa essere un biglietto di presentazione sufficiente e quindi il valore del riconoscimento ottenuto, è possibile affermare invece che il romanzo, caratterizzato dall'analisi politica degli ultimi 40 anni di storia italiana, con focus principale sulle figure di Berlinguer e Berlusconi, è soprattutto un romanzo di formazione. "Formazione" intesa come crescita individuale e passaggio dall'adolescenza all'età adulta di un ragazzo di Caserta che ripercorre le varie tappe di questo percorso e valuta il progressivo formarsi di opinioni, decisioni, modi di pensare, spinte propulsive verso certi comportamenti rispetto ad altri, sentimenti. Formazione basata sulle passioni che lo hanno sempre animato, anche da adulto, ossia la politica, il calcio, la Società, i libri, il divertimento con gli amici, la cultura.  Evidenziando e richiamando costantemente dei momenti particolari di conoscenza ed esperienza all'interno di queste passioni (il gol decisivo nella partita Germania Est-Germania Ovest dei Campionati del Mondo di calcio del 1974, un racconto dello scrittore statunitense Raymond Carver, i fischi indirizzati ad Enrico Berlinguer a Verona nel maggio del 1984, il successivo discorso di Craxi, i funerali di Berlinguer), momenti che si intrecciano con gli episodi personali (la disapprovazione per un gesto della madre che ha fatto credere all'autore/protagonista di essere sul punto di morire, il terremoto dell'Irpinia del 1980, la delusione e sofferenza per il rifiuto di un regalo da parte della giovane fidanzata, la carriera come giornalista) e che ci spiegano come possa avvenire un processo di  formazione che appare positivo e sano, un modello auspicabile per tutti. Nel senso che, al di là degli specifici contenuti, la passioni che hanno accompagnato la crescita dell'autore sono quelle che possono spingere un individuo a interrogarsi sugli altri, sul bene comune, su come poter migliorare la società, quindi TUTTI e anche se stessi. Con la politica, i suoi protagonisti e le sue vicende che fanno sempre da sfondo a tutto. Piccolo infatti, verso la fine del libro dice di non poter comprendere come non si possa essere appassionati della politica. E la interpreta e la comprende facendo riferimento, tra le altre cose, alle sue letture: così la Promessa di Durrenmatt ci aiuta a spiegare perché il rapimento di Moro in una mattina di marzo del 1978 ha cambiato il destino del nostro Paese.

[RECENSIONE A CURA DI DANILO.SERIO]

Autore Francesco Piccolo
Editore Einaudi
Pagine 264
Anno edizione 2013
Edizione Collana Supercoralli
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788806194567
Prezzo di copertina 18,00 €
Prezzo e-book 7,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico