SINOSSI

E' un plotone di giovani ragazzi quello comandato dal maresciallo Antonio René. L'ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha appena vent'anni e si sente inesperto in tutto. Per lui, come per molti altri, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita. Al momento di partire, i protagonisti non sanno ancora che il luogo a cui verranno destinati è uno dei più pericolosi di tutta l'area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, "un recinto di sabbia esposto alle avversità", dove non c'è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio. Ad attenderli laggiù, c'è il tenente medico Alessandro Egitto. È rimasto in Afghanistan, all'interno di quella precaria "bolla di sicurezza", di sua volontà, per sfuggire a una situazione privata che considera più pericolosa della guerra combattuta con le armi da fuoco. Sfiniti dal caldo, dalla noia e dal timore per una minaccia che appare ogni giorno più irreale, i soldati ricostruiscono dentro la fob la vita che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti. In un romanzo corale, che alterna spensieratezza e dramma, Giordano delinea con precisione i contorni delle "nuove guerre". E, nel farlo, ci svela l'esistenza di altri conflitti, ancora più sfuggenti ma non meno insidiosi: quelli familiari, quelli affettivi e quelli sanguinosi e interminabili contro se stessi.Per il mese di novembre il Club del Libro ha scelto di leggere, dopo una lotta all'ultimo voto fino agli ultimi minuti, "Il Corpo Umano" di Paolo Giordano.

RECENSIONE

La lettura de "Il corpo umano" l'ho affrontata con la consapevolezza che sarebbe stata una lettura triste. Non sbagliavo. Non è un libro felice quello che ci propone Paolo Giordano. Leggere della guerra non può mai essere una cosa felice. Così Giordano ci propone un plotone di militari comandati da un uomo, Renè, che oltre alla vita militare svolge una vita da gigolò. La lettura del libro scorre velocemente, Giordano usa parole e dialoghi semplici e lineari. I personaggi sono tutti facilmente immaginabili, nonostante l'autore non ci fornisca descrizioni dettagliate dei loro caratteri, e sono anche abbastanza stereotipati. Nonostante ciò, la vita in una caserma militare me la immagino in un modo molto vicino in cui ce la racconta Giordano: piena di ragazzi che per sopravvivere alla morte che gli aleggia attorno, assumono di continuo comportamenti che non ti aspetti da un soldato. C'è una donna fra i militari di Renè, e Giordano avrebbe potuto farne un'eroina, e invece la seppellisce fra gli stereotipi che sentiamo tutti giorni sulle donne: che non sanno guidare, e che in mezzo ad un gruppo di uomini deve per forza essere l'oggetto dei desideri della maggior parte di loro. Quello che ho apprezzato di questo libro è il modo in cui ognuno di loro combatte contro una guerra personalissima. Il modo in cui le vite di alcuni di loro si intrecciano inevitabilmente senza che loro se ne accorgano. Per concludere penso che nessuno sia tornato intero da quella missione, nemmeno quelli che sono tornati a casa con i propri piedi o che hanno tutti i pezzi del corpo attaccati al posto giusto.

[RECENSIONE A CURA DI BIBI]

Autore Paolo Giordano
Editore Mondadori
Pagine 309
Anno edizione 2014
Edizione Collana Edizione speciale
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788804646143
Prezzo di copertina 14,00 €
Prezzo e-book 6,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico