SINOSSI

Pochi italiani sanno che alcune delle più belle fiabe del mondo, da "Cenerentola" al "Gatto con gli stivali", un po' prima di finire dentro i libri di Perrault e di Grimm, dove tutti lo scoprimmo da bambini, erano giunte all'orecchio del napoletano Basile (1575-1632), che all'inizio del Seicento le acciuffò e inguainò nella sua lingua, infilandole in quel "Cunto de li cunti" che fu definito da Croce "il più bel libro italiano barocco". Ancora oggi, infatti, per la maggior parte degli italiani, questo libro straordinario, insieme regale e cencioso, gentile e brutale, fastoso e plebeo, resta un capolavoro sconosciuto.

RECENSIONE

Questo è un libro di fiabe. Con le parole del Basile si entra infatti in un mondo diverso, pieno di stravagante fantasia. Non sono però le fiabe emozionanti della Disney queste (anche se qualcuna ha origine da qui). Le fiabe del Cunto hanno tutte uno stampo comune, si sa già come finirà la storia e a lungo andare quasi ci si può annoiare. Però non è di certo la storia che porta il lettore a continuare a leggere, è il sorriso. Questo libro infatti vuol solo farci divertire. Per me è stato uno di quei libri che riempie i momenti vuoti della giornata, i minuti di attesa che altrimenti sarebbero stati persi, uno di quelli che ti fa sorridere senza accorgertene mentre la gente ti guarda perplessa. È un libro di compagnia estremamente piacevole.

[RECENSIONE A CURA DI ROBY_LANDI]

Autore Giambattista Basile
Editore Adelphi
Pagine 668
Anno edizione 2010
Edizione Gli Adelphi
ISBN-10(13) 9788845924989
Prezzo di copertina 18,00 €
Prezzo e-book 0,00 €
Categoria Classico - D'ambiente - Storico