SINOSSI

Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa cosi un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo. Impegnato a volare tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze. "Vidi crollare prima una e poi l'altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi". È questo il primo sintomo di un'inarrestabile trasformazione. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni "arabo" un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India sembrano sull'orlo di una guerra atomica, giunge per Changez il momento di compiere un passo irreversibile...

RECENSIONE

134 pagine, 12 capitoli. In questo che sembrerebbe un piccolo libretto, c'è la voce narrante del protagonista, che seduto in un bar ristorante di casa sua a Lahore in Pakistan, dove ormai risiede da due anni, di fronte ad un avventore Americano, racconta tutta la sua storia dal giorno che viene assunto alla Underwood Samson & Company, in qualità di analista. Tutto il colloquio avviene nell’intervallo di tempo fra le quattro del pomeriggio (ora del the) e la fine di una cena, circa la mezzanotte. Changez racconta la sua storia creando attorno ad essa una grande attenzione da parte del lettore che continuamente si chiede, come andrà a finire. C'è una grande tensione, e quando il racconto viene intercalato da brevi passaggi verbali fra i due, lui pakistano, l'altro un omone amaricano, che via via prende una certa identità, il lettore si pone sempre la stessa domanda, dove vuol parare l'autore? Bellissimo romanzo, avvincente, nel quale il protagonista, giovane intelligente, nel suo racconto pone sempre a confronto l'America con la sua cultura, e il suo paese, così diverso, e quella della sua famiglia. Confronto su confronto con una capacità letteraria incredibile Mohsin Hamid, ci porta a riflettere su tante cose: il pregiudizio, la forte divisione in classi, la meritocrazia e la competitività esasperate che regnano in America e che comunque avevamo già avuto modo di imparare da molti altri romanzi sulla società americana. Inoltre ci viene naturale pensare: e da noi, qui in Italia? Le cose ormai sono così anche da noi, nella nostra società globalizzante del mondo del lavoro le cose non stanno meglio. Anche qui manager si occupano di aziende da chiudere perché poco produttive, a anche qui si perdono molti posti di lavoro.

[RECENSIONE A CURA DI GRAZIELLA]

Autore Mohsin Hamid
Editore Einaudi
Pagine 134
Anno edizione 2008
Edizione Super ET
ISBN-10(13) 9788806194819
Prezzo di copertina € 9,50 €
Prezzo e-book 6,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico