SINOSSI

La vita di Tony Webster è stata un fiume relativamente tranquillo, da costeggiare al riparo di scelte ragionevoli e sistematici oblii. Ora però la lettera di un avvocato che gli annuncia un'inattesa quanto enigmatica eredità sommuove il termitaio poroso del passato, e il tempo irrompe nella noia del presente sotto forma di parole risalenti all'adolescenza, quando Tony procedeva all'educazione morale, sentimentale e sessuale che ne avrebbe fatto, inavvertitamente come spesso accade, l'adulto che è. Il percorso a ritroso nelle zone d'ombra della vita, con i suoi dolori inesplorati e i suoi segreti, diventa cosi riflessione sulla fallacia della storia, "quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione", secondo il geniale amico dei tempi del liceo, Adrian Finn. Ed è dunque a quel punto di congiunzione, ai ricordi imperfetti come ai documenti inadeguati, che il vecchio Tony deve ora guardare per comprendere le vicissitudini del Tony giovane. Come ha potuto la ragazza di allora, Veronica Ford, preferirgli l'amico raffinato e brillante, Adrian? Ci sono solo Camus e Wittgenstein dietro l'estrema decisione di Adrian? Da che cosa ha voluto metterlo in guardia tanti anni prima la madre della ragazza? Perché a distanza di quarant'anni Veronica ritorna nella sua vita con un bagaglio di silenzi e il rifiuto di dargli ciò che è suo? Gli indizi da studiare tessono un filo d'Arianna di reminiscenze inaffidabili.

RECENSIONE

Tony Webster racconta in prima persona questa storia, ambientata nell'Inghilterra dei nostri giorni: si inizia dagli anni del liceo, quattro amici di scuola, con ideali e paure tipiche dell'età. Poi gli anni dell'università, gli amori, l'età adulta. Tony è ormai un sessantacinquenne, divorziato e padre di una figlia a sua volta sposata e con figli. Le sue riflessioni riempiono le pagine, dapprima con parole piene di cinismo e di petulanza, poi con considerazioni sempre più profonde e toccanti. "Non è affatto vero che la storia è fatta delle menzogne dei vinicitori, come sostenni una volta disinvoltamente (...); adesso lo so. E' fatta più dei ricordi dei sopravvissuti, la maggior parte dei quali non appartiene né alla schiera dei vincitori né a quella dei vinti." Tony ricorda così la giovinezza, i suoi rapporti amorosi, in particolare quello finito male con l'enigmatica Veronica, e poi l'amicizia con Adrian, un ragazzo intelligentissimo ed introverso. "Quando siamo giovani e sensibili, siamo anche più cattivi che mai; mentre, con il rallentarsi del sangue nelle vene, quando la sensibilità delle cose è meno acuta, e noi più corazzati e più capaci di tollerare le ferite, diventiamo anche più attenti a non far male". Tony realizza di essere stato un giovane a volte crudele ed impietoso, ormai conscio del fatto che il peso delle parole può rivoltarsi proprio verso chi le ha pronunciate. Questo libro mi è piaciuto tantissimo, ho dapprima quasi odiato il protagonista, per poi giudicarlo con grande tenerezza. E' un libro ricco di pensieri sulla vita, di cocenti rimorsi e di nostalgici rimpianti, che è valso allo scrittore il "Man Booker Prize 2011". Fortemente consigliato dai 40 anni in su.

[RECENSIONE A CURA DI CLACLA]

Autore Julian Barnes
Editore Einaudi
Pagine 160
Anno edizione 2014
Edizione Super ET
ISBN-10(13) 9771128609581
Prezzo di copertina 11,00 €
Prezzo e-book 6,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico