SINOSSI

"Il ritorno di Sherlock Holmes" è il libro con il quale Arthur Conan Doyle, assecondando le pressanti richieste del suo pubblico, fa sorprendentemente rientrare in scena il famoso investigatore, dopo averne narrato la morte in un'opera precedente. Scampato per miracolo, dunque, alla fine che il suo stesso autore aveva predisposto per lui, Sherlock Holmes riappare in una Londra che la sua lunga assenza ha reso più vulnerabile alle infaticabili trame dei criminali. Ma, spalleggiato dal fedelissimo Watson, il grande investigatore torna a fare uso della sua affilata intelligenza analitica nella densa nebbia inglese e nei delittuosi misteri che vi si occultano, offrendosi ancora come paladino di quei valori di razionalità e di umanesimo scientifico che ne hanno fatto un eroe-simbolo dell'Inghilterra vittoriana e positivista.

RECENSIONE

Il ritorno di Sherlock Holmes è il sesto elemento del cosidetto canone, dedicato all'investigatore di Baker Street. Nel precedente "Le memorie di Sherlock Holmes", Arthur Conan Doyle era arrivato a far morire il suo personaggio, sentendosi ormai intrappolato nella sua invenzione letteraria. Tuttavia, la pressione del pubblico lo convinse a rivedere la sua decisione. Dà vita, così, ad una raccolta di tredici racconti, nel primo dei quali viene spiegato come, in realtà, Holmes si sia salvato dallo scontro col professor Moriarty e abbia passato gli ultimi tre anni in giro per il mondo, in attesa dell'occasione giusta per ritornare in Inghilterra e continuare la lotta contro il crimine. A farne le spese sarà il colonello Moran, il quale, nell'archivio personale di Holmes, è catalogato come il secondo uomo più pericoloso di Londra. La personalità, il carattere, le qualità e i limiti dei protagonisti sono stati già descritti. Gli episodi narrati non sono, come direbbe Holmes, scientificamente più interessanti di quanto già letto. In altre parole, questo libro soddisfa solo i fedeli lettori di Sherlock Holmes. Niente più. Non che ciò sia cosa da poco. In particolare, Conan Doyle sembra porre all'attenzione del lettore una serie di partite a scacchi, nelle quali la difficoltà è raggiungere la vittoria col minor numero di mosse possibili. Holmes è un giocatore fortunato, ma soprattutto bravo. Ci sono ancora un paio di note interessanti. La prima è per Stanley Hopkins, unico agente di Scotland Yard che sembra avere la stima di Holmes; l'unico, al contempo, che vede in questi un maestro. La seconda riguarda il vizio di Holmes di ricorrere alle droghe nei periodi di inattività e apatia. Watson ci informa che, nel corso degli anni, è riuscito "a fargli abbandonare quelle droghe che una volta avevano quasi rovinato la sua brillante carriera". Infine, non è un caso che l'ultimo racconto, "L'avventura della seconda macchia", si apra con una sorta di giustificazione. Per bocca di Watson, Conan Doyle ci confessa la sua difficoltà nello scrivere nuove avventure: Holmes si è ritirato a studiare ed allevare api, nei Sussex Downs, per cui con riluttanza permette la pubblicazione di nuove esperienze, dato che la notorietà gli è divenuta insopportabile. Ogni eroe meriterebbe una fine più tragica e gloriosa.

[RECENSIONE A CURA DI PORTHOSEARAMIS]

Autore Arthur Conan Doyle
Editore Newton Compton
Pagine 288
Anno edizione 2010
Edizione Collana Grandi tascabili economici
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788854119673
Prezzo di copertina 6,00 €
Prezzo e-book 1,99 €
Categoria Giallo - Poliziesco - Noir