SINOSSI

Non esiste in tutta la letteratura occidentale una condanna dell'intera umanità paragonabile a quella contenuta nei "Viaggi di Gulliver": la sua critica dei valori, dalla religione alla scienza, dalla politica alla cultura, è spinta fino a minacciare le radici stesse dell'esistenza. Ma il genio di Swift ha dato a quest'amarissima opera un assoluto equilibrio d'insieme, costruendola come un prodigioso giocattolo meccanico: il suo terribile significato allegorico è accessibile solo a chi può e vuole intenderlo, e non danneggia mai la componente immaginativa del racconto né le sue suggestive costruzioni fantastiche.

RECENSIONE

I viaggi di Gulliver sono un romanzo dello scrittore irlandese Jonathan Swift, spesso sottovalutato e derubricato a letteratura per ragazzi. Sicuramente, a tale risultato hanno contribuito le numerose edizioni ridotte e rivedute che hanno trasformato l’opera in una sorta di favoletta per bambini. In realtà, Swift sceglie la via del romanzo e della fantasia per condurre una tagliente critica della società inglese settecentesca. L'espediente è il resoconto dei viaggi del medico Lemuel Gulliver, il quale si trova a visitare terre abitate da esseri stranissimi. A Lilliput incontra uomini alti circa sei pollici, i cui vizi assomigliano moltissimo a quelli della corte d'Inghilterra: la selezione della classe dirigente avviene in base alle capacità d’intrattenimento del re e della sua corte anziché sul merito e le due fazioni politiche principali sono in continuo conflitto tra loro. Inoltre gli abitanti di Lilliput sono occupati nella preparazione della guerra con la vicina terra di Blefusco. Nonostante l’aiuto decisivo per la neutralizzazione della flotta di Blefusco, Gulliver cade in disgrazia agli occhi del re, e la sua sola possibilità è abbandonare l’isola di Lilliput, cosiccome Swift, nella realtà, era stato costretto ad abbandonare l'Inghilterra, ormai inviso al re, per fare ritorno nella sua Irlanda. Nel corso del secondo viaggio, Gulliver è abbandonato dai suoi compagni in una terra abitata da giganti alti circa venti metri. Considerato un’attrazione da circo, frequenta la corte reale del paese, suscitando però solo impressioni negative nel re del posto, il quale considera crudeli e oscuri i comportamenti dei governi europei. Nel corso del terzo viaggio, invece, attaccato dai pirati, finisce sull’isola di Laputa, un’isola volante i cui abitanti si dedicano alla musica e alla matematica, ma non sono in grado di cogliere i risvolti pratici dei loro studi. In questa parte del romanzo, Swift si scaglia contro la scienza, e in particolare contro l’idea di un progresso senza freni e senza attenzione per la dimensione etico sociale. La conoscenza diventa così uno strumento di emarginazione degli uomini, una macchina che non promuove un’evoluzione democratica della società, ma diffonde uno stato d’ansia e d'incertezza, in chi non ha quella conoscenza e che dunque sono tagliati fuori da ogni decisione. Nel suo ultimo viaggio, Gulliver arriva nella terra dei cavalli razionali, gli Houyhnhnms, i quali non conoscono la differenza tra vero e falso e non conoscono i concetti di violenza e di guerra. Le loro terre però sono infestate dagli Yahoos, esseri brutali, scimmieschi, molto simili agli uomini. Gulliver prova orrore per tali esseri e vergogna dei suoi simili, tanto da voler rinnegare la sua natura e voler vivere per sempre vicino agli Houyhnhnms. La sua richiesta è però rifiutata, e costruitosi una barca torna a casa dalla sua famiglia, con la quale però non riuscirà più a ricostruire un rapporto. I suoi unici momenti di sollievo saranno quelli che passa nelle stalle, tra i cavalli, tra gli esseri più simili agli Houyhnhnms.

[RECENSIONE A CURA DI PORTHOSEARAMIS]

Autore Jonathan Swift
Editore Garzanti Libri
Pagine 282
Anno edizione 2007
Edizione Collana I grandi libri
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788811361046
Prezzo di copertina 7,80 €
Prezzo e-book 1,99 €
Categoria Classico - D'ambiente - Storico