SINOSSI

Nel 1947 Gore Vidal era un giovane di ventidue anni, con all'attivo due romanzi pubblicati e lanciato sulle orme del nonno verso una brillante carriera politica. Dopo aver finito di scrivere "The City and the Pillar" (tradotto con La statua di sale per rispettare la citazione del passo riguardante la moglie di Lot della Genesi), un romanzo dichiaratamente omosessuale, si trovò di fronte a un dilemma: pubblicarlo o meno? È la storia di Jim Willard, figlio "normale" di una famiglia della media borghesia del Sud: bello, atletico e schivo. E innamorato di Bob Ford, il suo migliore amico. Vidal scandalizzò l'America, suscitando reazioni sdegnate. Il suo editore newyorchese, E.P. Dutton, lo detestò. Il "New York Times" rifiutò di pubblicizzare il libro, nessun giornale americano lo recensì e "Life" lo accusò di aver fatto diventare omosessuale la più grande nazione del mondo. Ma in poche settimane il libro fu un bestseller. Il romanzo racconta la ricerca ostinata e ossessiva di Bob da parte di Jim, dopo un weekend d'amore sul fiume che segna per sempre il suo destino. Trascorrono gli anni e Jim, ancorato al passato, è come una statua di sale. Nessuno dei suoi amanti riesce ad avere il suo cuore, fino all'incontro finale con Bob, l'amore della sua giovinezza, che riserva un emozionante colpo di scena.

RECENSIONE

Scrivere la recensione di questo libro non è affatto semplice. Il testo di Vidal è molto controverso e complesso. Gli argomenti che si trattano al suo interno sono molto delicati e vanno trattati con i guanti, soprattutto se si pensa al periodo storico in cui questo libro fu scritto. Omosessualità, amore e ossessione sono la chiave per leggere e comprendere il libro. Non bisogna guardarlo con occhio moralista perché questo libro lascia sotto certi punti di vista sconvolti, e non come si potrebbe banalmente pensare per via dell'omosessualità (argomento che nel 2015 non può e non deve scandalizzare nessuno, se non qualche vecchio nonnino) ma per la difficoltà di amare e di essere amati, caratteristiche proprie del genere umano in toto. Vidal non vuole proporci una semplice storia d'amore idilliaca, sarebbe stato troppo semplice e troppo banale, ma catapulta i suoi lettori in un turbinio di emozioni, in un mondo, allora sconosciuto, dove regnava la castrazione dei sentimenti, non solo non si poteva  amare chi veniva scelto dal proprio cuore, ma il più delle volte, non si poteva neanche parlare apertamente con lui/lei. Avvicinarsi alla persona da cui si era attratti non era affatto semplice, una sorta di rituale in cui domande e gesti diventano obbligatori per non correre rischi. Il mondo descritto da Vidal è un mondo triste, dove l’amore deve districarsi tra infinite difficoltà per poter fiorire. Ovunque nel libro l'amore è celato, assente o malsano. È un libro però che nonostante l'amarezza che porta con se vale la pena di leggere e di apprezzare, forse e soprattutto, per la durezza che Vidal fa trasparire dalle sua pagine e dalla sua anima. Il finale poi colpisce il lettore dritto allo stomaco e al cuore.

[RECENSIONE A CURA DI CLAUDIA1221]

Autore Gore Vidal
Editore Fazi
Pagine 229
Anno edizione 2009
Edizione Collana Tascabili
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788881129904
Prezzo di copertina 9,50 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico