SINOSSI

Kweku Sai è morto all'alba, davanti al mare della sua casa in Ghana. Quella casa l'aveva disegnata lui stesso su un tovagliolino di carta, tanti anni prima: un rapido schizzo, poco più che un appunto, come quando si annota un sogno prima che svanisca. Il suo sogno era avere accanto a sé, ognuno in una stanza, i quattro figli e la moglie Fola. Una casa che fosse contenuta in una casa più grande - il Ghana, da cui era fuggito giovanissimo - e che, a sua volta, contenesse una casa più piccola, la sua famiglia. Ma quella mattina Kweku è lontano dai suoi figli e da Fola. Perché il chirurgo più geniale di Boston, il ragazzo prodigio che da un villaggio africano era riuscito a scalare le più importanti università statunitensi, il padre premuroso e venerato, il marito fedele e innamorato, oggi muore lontano dalla sua famiglia? Lontano da Olu, il figlio maggiore, che ha seguito le orme del padre per vivere la vita che il genitore avrebbe dovuto vivere. Lontano dai gemelli, Taiwo e Kehinde, la cui miracolosa bellezza non riesce a nascondere le loro ferite. Lontano da Sadie, dalla sua inquietudine, dal suo sentimento di costante inadeguatezza. E lontano da Fola, la sua Fola. Ma le cose che sembrano più fragili, come i sogni, come certe famiglie, a volte sono quelle che si rivelano più resistenti, quelle che si scoprono più forti della Storia (delle sue guerre, delle sue ingiustizie) e del Tempo.

RECENSIONE

"La bellezza delle cose fragili" è il romanzo di esordio della scrittrice TaiyeSelasi, di madre nigeriana e di padre ghanese, cresciuta a Boston e ora residente a Roma. E' lei per prima una "afropolitan", termine coniato dall'autrice stessa per indicare la nuovissima generazione di immigrati africani, talentuosi, brillanti e cosmopoliti.
E' la storia di una coppia ghanese, Fola e Kweku, immigrati tra gli anni '60 e '70 negli Stati Uniti, nel tentativo di compiere la loro personale scalata sociale. Lei, seppur donna intelligente e promettente, rinuncia alle sue ambizioni per sostenere la carriera del marito, un chirurgo eccezionale. Non un'imposizione maschilista al ruolo di protettrice del focolare domestico, ma una volontaria scelta d'amore. Dalla relazione passionale dei due nasceranno quattro brillanti figli. Olu, taciturno e perfetto, studioso di talento, vince borse di studio in diversi college fino a seguire le orme paterne e diventare lui stesso chirurgo. Taiwo, bellezza formidabile della natura, anch'ella eccelle negli studi senza troppa fatica. Ha un rapporto simbiotico, ai limiti dell'ambiguità, con il fratello gemello, Kehinde, un'artista, anima creativa e vagabonda. Infine, Sadie, la più piccola, né particolarmente intelligente né particolarmente bella, il pesce fuor d’acqua della famiglia, alimenta la sua insicurezza con un devastante complesso di inferiorità nei confronti dei fratelli. Sebbene i personaggi abbiano dei caratteri molto marcati e distinti, talvolta contrapposti, tuttavia si possono scorgere delle velate corrispondenze, tra Olu e suo padre, tra Sadie e sua madre. E' un romanzo corale, una saga famigliare caratterizzata da attriti e segreti, ma anche da amore e cura verso il prossimo. La storia è ambientata in una cornice sfumata, nel mondo globalizzato, tra il Ghana e gli Stati Uniti, tra Londra e la Nigeria. I personaggi vivono esistenze diverse ai capi opposti del globo. Sono in continuo movimento all'interno di una società rarefatta, colma di rammarichi e insoddisfazioni. Si tratta di individui ormai contaminati da diverse atmosfere e che perciò faticano a trovare un'identità culturale univoca. Sono il frutto dell'esperimento di un melting-pot variegato. L'evento che da il via al romanzo, li costringerà a riunirsi un'ultima volta. E’ il racconto di come una famiglia può disperdersi e di come tuttavia, mettendo da parte le divergenze,può ritrovarsi. Questi figli dell’emigrazione immersi in diverse culture, non riescono più a sentirsi a casa né qua né là. Da qui l'importanza della riunione della famiglia, dell'appartenenza ad un popolo, del bisogno di identità e di radici laddove non vi sono che incertezza e "cose fragili". Nel romanzo la commistione tra modernità e tradizione è bilanciata. L'autrice attinge alle leggende e ai miti africani, nonché al suono melodioso e atavico della lingua stessa per parlare dell’Africa, un paese in cui è nata la vita e da allora scorre immobile. La Selasi inaugura la sua carriera con un romanzo attuale e ambizioso, condotto con una scrittura raffinata e misurata, tuttavia capace di toccare il nucleo intimo e commosso del lettore e di stimolare parimenti un sincero affetto per i personaggi e profonde riflessioni sulle fragilità e le contraddizioni della nostra società.

[RECENSIONE A CURA DI ALTEA]

Autore Taiye Selasi
Editore Einaudi
Pagine 328
Anno edizione 2013
Edizione Collana Supercoralli
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788806208028
Prezzo di copertina 19,00 €
Prezzo e-book 6,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico