SINOSSI

Il 1929, passato alla storia come l'anno del crollo di Wall Street che segnò l'inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per la letteratura americana. Escono infatti "Addio alle armi" di Hemingway e "L'urlo e il furore" di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimi tra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e i fanatismi di quel Sud di cui pativa l'interminabile decadenza, incominciata con la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa il teatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato e presente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, che scandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.

RECENSIONE

E’ la storia di una famiglia del Mississipi in uno stato di profonda decadenza economica, psichica e morale alle soglie della grande crisi economica che si innescherà dal crollo della Borsa di Wall Street nel 1929. La famiglia COMPSON è formata da una madre ipocondriaca, un padre avvocato fallito e alcolizzato, lo zio MAURY, fratello della madre, che vive alle spalle della sorella e da quattro ragazzi: CANDACE, unica femmina detta CADDY, QUENTIN, JASON e MAURY detto BENJI, ritardato mentale e sordomuto dalla nascita. Accanto a questa famiglia c’è quella dei servi di colore, i GIBSON: DILSEY la madre, ROSKUS il marito, i figli VERSH, T.P., FRONY e il nipote LUSTER che tiene compagnia e controlla Benji. Il romanzo è costruito da quattro diverse voci, indicate nel testo soltanto per mezzo di una data: la prima parte (7 aprile 1928), è il racconto di Benji, che non ha il senso del tempo e mescola presente e passato. La seconda (2 giugno 1910) è la storia narrata da Quentin, studente ad Harvard che nutre un’attrazione sessuale per la sorella Caddy, la quale ha avuto vari ragazzi, rimane incinta e si sposerà per riparazione con un uomo che non ama lasciando per sempre la casa dove peraltro manderà la figlioletta che ha chiamato QUENTIN come il fratello il quale si ucciderà poco dopo le nozze della sorella. Il (6 aprile 1928) segna la storia vista dal terzo fratello, Jason, avido e autoritario, che cerca di impadronirsi della casa e degli affari di famiglia, ruba il denaro per l’educazione della nipote Quentin, la quale alla fine si vendicherà del torto subito. Nell’ultima parte (8 aprile 1928) il punto di vista è di Dilsey, la serva fedele dei Compson. Notizie utili queste per non perdersi.

Non è un libro facile, l’autore ricorre al flusso di coscienza, risente di Joyce per cui si rischia il disorientamento. Del resto la mente umana è un fiume in piena e non esiste logica nella formulazione dei pensieri, ed è così che si dipana il romanzo quindi bisogna abbandonarsi alla corrente per apprezzarlo rinunciando a capire tutto. Ma una soluzione per aver più chiarezza nelle vicende dei personaggi esiste: basta iniziare a leggere l’appendice che si trova alla fine del libro (I Compson 1699-1945) e che l’autore nel 1946 aveva preparato per l’editore "Quando l’avrai letta vedrai che è la chiave di tutto il libro" . Faulkner voleva che fosse posta all’inizio del romanzo e nelle prime edizioni avvenne, ma successivamente fu collocata alla fine. Basta questa accortezza per gustarsi un libro complicato ma che ti lascia un ricordo indelebile, ti porta nei meandri dell’inconscio di personaggi che agiscono spinti da forti pulsioni che producono loro sensi di colpa. Si percepisce un’atmosfera triste, angosciante, la disfatta di una famiglia perbenista, ipocrita dalle cui rovine emergerà la giovane Quentin, furba, anticonvenzionale, scaltra che è il segno di una epoca nuova. Lettura consigliata? Non per tutti, ma ne vale davvero la pena!

[RECENSIONE A CURA DI VANNA]

Autore William Faulkner
Editore Einaudi
Pagine 321
Anno edizione 2014
Edizione Einaudi tascabili. Scrittori
ISBN-10(13) 9788806222451
Prezzo di copertina 13,00 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico