SINOSSI

"La coscienza di Zeno" (1923), uno dei capolavori della letteratura europea del Novecento, è la tragicomica vicenda di un "inetto a vivere", che, su sollecitazione del proprio psicanalista, ripercorre le tappe della sua oscillante e inconcludente esistenza punteggiata dai ripetuti, e inutili, tentativi di smettere di fumare. Zeno Cosini è una specie di marionetta tirata da fili che, quanto più indaga, tanto più gli sfuggono. È schiacciato da un destino che sembra ineluttabile: desideroso dell'Ordine, è sommerso dal Caos; alla infantile ricerca di certezze, si ritrova compiaciuto funambolo sul filo oscillante della catastrofe personale e familiare. Introduzione di Franco Marcoaldi.

RECENSIONE

Un grande classico della letteratura italiana che ho riscoperto a distanza di tempo. Una lettura che a molti di noi viene imposta sui banchi di scuola risultando così pesante e poco interessante, ma riaffrontato in età adulta non può che colpire. Più che di un romanzo si tratta di un manoscritto fittizio del protagonista (Zeno Cosini) che il suo psicanalista (dottor S.) pubblica in seguito all'abbandono della terapia da parte del paziente (espediente letterario di Svevo).
Il racconto narra delle vicende personali di Zeno suddivise nei capitoli principali della sua vita: il vizio del fumo, il rapporto conflittuale con il padre, il matrimonio "casuale" con Augusta - nonostante il protagonista sia innamorato della sorella Ada -, la storia di tradimento con Carla e infine la storia dell'associazione commerciale con Guido, il marito di Ada, conclusasi tragicamente. Nell'ultimo capitolo Zeno riflette sulla utilità - o meglio sulla inutilità - della psicanalisi come "cura" della sua malattia, che si può descrivere come nevrosi e ipocondria. Zeno si dice guarito totalmente solo quando la guerra lo mette dalla parte dei fortunati in quanto non và al fronte e la famiglia è al sicuro e la vita gli riserba ottime sorprese dal lato economico. Solo a questo punto smette di preoccuparsi della sua salute, ed inizia ad affrontare la vita con i suoi alti e bassi. Il romanzo in realtà non è solo la storia della vita di Zeno, quanto una descrizione puntuale della sua coscienza e della sua insofferenza interiore. Svevo delinea in Zeno un inetto trascinato dagli eventi della vita, che non riesce a prendere decisioni in quanto è sempre pronto a rimandare supportato da mille ragionamenti. Alla fine sono gli altri a decidere per lui il quale entra in un matrimonio in cui si sente costretto, instaura una relazione parallela con l'amante che gli crea grossi sensi di colpa ed è infine obbligato ad accettare la chiusura di questo rapporto per scelta della amante, perché non è in grado di scegliere se chiudere con la moglie o con Carla. Si trova invischiato in un'associazione commerciale in perdita, anche qui non prende decisioni. Solo alla fine, dopo la tragica morte del socio in affari, cerca di ripagare i debiti del cognato per aiutare la famiglia. Incredibile come Svevo riesca a dipingere con precisione le sensazioni, i pensieri contrastanti ed incongruenti dell'animo umano, i voli pindalici di cui Zeno è spesso perso. Proseguendo nella lettura, Zeno diventa sempre più "reale", un personaggio descritto nei dettagli, nei più intimi pensieri. Una lettura non facile e non sempre scorrevole, ma che sicuramente arricchisce.

[RECENSIONE A CURA DI SWEETMOM]

Autore Italo Svevo
Editore Feltrinelli
Pagine 413
Anno edizione 2014
Edizione Universale economica. I classici
ISBN-10(13) 9788807900495
Prezzo di copertina 10,00 €
Prezzo e-book 0,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico