SINOSSI

Nel 1939 il miliardario americano Dudley Wolfe partì dal Maine deciso a diventare il primo uomo a scalare il K2, la seconda vetta più alta della terra. Secondo molti la più difficile: una montagna straordinaria e terribile, destinata solo a pochi alpinisti esperti e determinati. Nonostante l'età e l'inesperienza, Wolfe diede grande prova di coraggio e insieme a Fritz Wiessner e a tre sherpa, continuò a salire anche quando le forze lo stavano abbandonando. Ma poi non riuscì a proseguire. Tentò la discesa ma non ce la fece, e i suoi compagni furono costretti ad abbandonarlo a 7600 metri d'altezza. 63 anni dopo, Jennifer Jordan scopre i suoi resti alle pendici del K2 e racconta la storia appassionante di questa sfida grandiosa, che nasce nei patinati salotti europei e sale fino alle vertiginose altezze di una montagna splendida e inviolabile.

RECENSIONE

Questo emozionante libro cerca di fare luce sui misteri che ancora oggi aleggiano attorno alla spedizione americana del 1939 sul maestoso K2. Benchè il K2 non sia l’ottomila più alto, con i suoi 8609 m, è considerato la montagna più impegnativa da scalare. Dudley Wolfe è un miliardario americano, un uomo di cuore e amato da chi lo conosce, ha soldi da spendere e una sfida da intraprendere: arrivare in cima al K2. Così nel 1939, anche e soprattutto grazie ai suoi finanziamenti, viene organizzata una spedizione americana, capitanata da un tedesco di nome Fritz Weissner, un uomo ambizioso e poco incline a lavorare per il bene comune. Queste sue caratteristiche, unite all’inesperienza e alla scarsa preparazione del resto del gruppo, sono le preoccupanti premesse a questa tragica spedizione. Il libro inizialmente racconta la vita di Dudley Wolfe, per poi seguire tutte le fasi della scalata, i movimenti tra un campo base e l’altro, la fatica, i pericoli, le discussioni e i fraintendimenti. Esiste indubbiamente un codice etico tra gli scalatori, fatto di regole pratiche e umane: sostanzialmente si scala solo se in sicurezza e si aiutano i compagni in difficoltà. Quando non si rispetta la montagna, con i suoi tempi e le sue leggi, quando si lavora più per sé stessi che per il gruppo, la tragedia è inevitabile: nessuno del gruppo è riuscito ad arrivare in vetta, Dudley Wolfe e 3 Sherpa che hanno cercato di salvarlo da morte certa sono scomparsi nell’impresa e il resto del gruppo è tornato a casa gravemente indebolito e provato. Le ultime pagine sono dedicate al "dopo", ai processi e alle indagini compiute dalla famiglia di Dudley. Sono di parte, amo i libri che raccontano le imprese di montagna, perché raccontano la preparazione e il sacrificio che gli scalatori affrontano in nome di una grande passione, fino al punto di rischiare la vita stessa. Anche questo libro mi è piaciuto, avrei forse limitato a meno pagine la parte iniziale, incentrata sulla vita di Dudley prima dell'impresa che gli fu fatale.

[RECENSIONE A CURA DI CLACLA]

Autore Jennifer Jordan
Editore Newton Compton
Pagine 239
Anno edizione 2010
Edizione Narrativa
ISBN-10(13) 9788854123076
Prezzo di copertina 13,90 €
Prezzo e-book 5,99 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia