SINOSSI

E' una delle opere letterarie più limpide e convincenti che siano uscite dall'esperienza storica della Resistenza. Tutto è sorretto e animato da un'unica volontà, da un'unica presenza, da un unico personaggio. Si ha la sensazione che le Valli di comacchio, la Romagna, la guerra lontana a poco a poco si riempiano della presenza grande, titanica di questa donna. Come se tedeschi e alleati fossero presenze sfocate di un dramma fuori dal tempo e tutto si compisse all'interno di Agnese.

RECENSIONE

Fra i romanzi che hanno influenzato maggiormente la letteratura neorealista troviamo "L'Agnese va a morire", di Renata Viganò. Leggendo il titolo, sembrerebbe che il personaggio principale del libro sia Agnese, una lavandaia romagnola ormai non più giovane, ma in realtà tutto ruota attorno all'azione e alla collaborazione dei partigiani, veri protagonisti del movimento della Resistenza, che "comparivano e scomparivano come ombre, ma ombre col fucile carico, col mitra che sparava". "Ogni uomo, ogni donna poteva essere un partigiano, poteva non esserlo. Questa era la forza della resistenza" scrive la Viganò, che, pagina dopo pagina, descrive la loro intensa attività quotidiana, svolta di nascosto, per eliminare e allontanare le truppe tedesche. Il romanzo è interessante ma, a mio avviso, non è molto dinamico, si concentra fin troppo sulla vicenda dei partigiani, risultando, in questo modo, un po' soporifero. Resta comunque indubbia l'importanza dell'opera all'interno della letteratura italiana, neorealista e non solo, e come testimonianza di quegli anni duri che ha vissuto l'Italia.

[RECENSIONE A CURA DI ROBY]

Autore Renata Viganò
Editore Einaudi
Pagine 250
Anno edizione 2005
Edizione Collana Einaudi tascabili. Scrittori
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788806174842
Prezzo di copertina 11,00 €
Prezzo e-book 7,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico