SINOSSI

"Tutta la letteratura americana moderna viene da un libro di Mark Twain che si intitola "Huckleberry Finn". È il miglior libro che possediamo. Non c'era niente prima. E non c'è stato niente di altrettanto buono, dopo". Tale la perentoria, concisa affermazione di Ernest Hemingway, che riconosce allo scrittore il merito di segnare con estrema forza e chiarezza - proprio attraverso la straordinaria logorrea gergale del protagonista di questo romanzo sarcastico, irriverente e tenero al tempo stesso - il passaggio dalla cultura semi-coloniale della Nuova Inghilterra a una nuova, autonoma cultura americana, influenzando intere generazioni di scrittori. Questa nuova traduzione del capolavoro di Twain ricrea in italiano il linguaggio affabulatorio e coloritissimo, irto di espressioni gergali del protagonista. Accuratamente integrale, è stata condotta sull'edizione americana del romanzo e non su quella inglese (apparsa un anno prima), monca di alcuni episodi, fra cui quello, magistrale, del barile fantasma che galleggia sul Mississippi.

RECENSIONE

Nonostante gli sforzi di Miss Watson e della vedova Douglas, Huck Finn non riesce proprio ad abituarsi all'idea di andare a scuola e di diventare un ragazzo civile, istruito e ben educato. Inoltre, l'improvviso ritorno del padre, sempre ubriaco e violento, lo spinge a prendere una decisione definitiva: inscenare la propria morte e fuggire, su una zattera, lungo il corso del fiume Mississippi. Tuttavia, questo estremo tentativo di tornare ad una vita spensierata, a contatto con la natura, priva di qualunque regola e vincolo sociale o affettivo, si rivelerà un lungo percorso d'iniziazione per il giovane Huck, il quale imparerà a distinguere il bene e il male; e arriverà a comprendere, pur tra mille difficoltà, valori quali la solidarietà e l'uguaglianza tra gli uomini. Il protagonista silenzioso di questo romanzo è il grande fiume Mississippi. Navigarne le acque assomiglia ad ascoltare il battito della terra, a volte lento, profondo, placido, altre impetuoso e sconvolgente. Dal fiume sembra dipendere l'esistenza di ogni essere, compreso l'uomo. Il fiume diventa il punto d'origine e la fine di ogni cosa: dona la vita e governa le giornate dei villaggi che si adagiano sulle sue rive, dall’altra parte porta con sé la salma del padre di Huck e quella del giovane Buck. Le avventure di Huckleberry Finn è considerato il seguito anomalo di "Le avventure di Tom Sawyer", precedente di una decina di anni. Twain però fa qualcosa di più. Va oltre il semplice racconto delle marachelle di un gruppo di giovani monelli: dipinge un’era, tratteggia un popolo. L'America selvaggia dei pionieri sta volgendo al termine, si sta formando una nazione nuova, che ha reciso definitivamente il cordone ombelicale dalla "mamma Europa". La storia degli Stati Uniti muove da qui, da questi due pilastri: sul piano politico, economico e sociale la definitiva soppressione della schiavitù, cui Twain sembra far riferimento attraverso la vicenda del vecchio Jim; sul piano culturale "Le avventure di Huckleberry Finn", nel quale Twain propone una lingua scorbutica, imprescindibile per tutti coloro che verranno dopo.

[RECENSIONE A CURA DI PORTHOSEARAMIS]

Autore Mark Twain
Editore Newton Compton
Pagine 320
Anno edizione 2010
Edizione Collana Grandi Tascabili Economici
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788854119048
Prezzo di copertina 6,00 €
Prezzo e-book 0,99 €
Categoria Classico - D'ambiente - Storico