SINOSSI

"Il mio più profondo desiderio è che in Africa la voce del cantastorie possa non morire mai". Nelson Mandela raccoglie in questa antologia il meglio dell'immaginario fiabesco africano. Le storie più belle e antiche, raccontate nella forma in cui ce le restituiscono oggi le metamorfosi prodotte da secoli di peregrinazioni. Ma anche alcune storie nuove che fanno da corollario al corpus della tradizione. "C'è la lepre," osserva Mandela, "una piccola canaglia; il furbo sciacallo, nel ruolo dell'imbroglione; la iena, nella parte del più debole; il leone, in quella di sovrano dispensatore di doni; il serpente, che infonde paura e al contempo è un simbolo di virtù taumaturgiche; ci sono gli incantesimi che provocano sventura o salvezza; ci sono cannibali raccapriccianti che fanno paura ai grandi non meno che ai piccoli". Il popoloso universo di uomini e animali che abitano questo continente con la loro generosa umanità e l'istintiva disponibilità al sorriso è colto attraverso gli squarci folgoranti dell.arida essenza dell'Africa, tramite il caleidoscopio dei suoi colori assoluti, del bagliore accecante del sole, della foschia azzurra delle montagne. All'orizzonte il benevolo sollievo offerto dall'acqua e dalle foglie. "Le mie storie più care" le definisce Mandela. Storie antiche quanto l'Africa, raccontate attorno ai falò della sera da tempo immemorabile, universali nella loro capacità di ritrarre gli animali e la loro umanissima magia.

RECENSIONE

Le "storie più care" di Nelson Mandela, quelle raccontate da secoli in Africa alla sera attorno al fuoco, sono state riunite proprio dal Premio Nobel sudafricano in questa raccolta, dove si respira l'odore e l'atmosfera dell'Africa: il suo sole, i suoi colori, le voci che la abitano. Storie vecchie accanto ad altre più recenti, provenienti dalle più diverse regioni africane, dal Marocco allo Zimbabwe al Sudafrica. Molte di queste sono state raccolte, sin dagli inizi del XX secolo, da missionari e folcloristi direttamente dalla voce dei cantastorie. Si tratta di racconti brevi e semplici, sia nella trama che nel linguaggio che nelle immagini che evocano. Nella maggior parte dei casi non hanno, al contrario delle fiabe occidentali, una morale più o meno esplicita: raccontano di uomini ed animali, spiegano fenomeni naturali, fanno viaggiare la fantasia. Ci sono la lepre, lo sciacallo, il leone e il serpente, ci sono gli alberi dallo spirito magico, la luna e le stelle. E poi sì, ci sono anche le storie di "principi" e "principesse", tra cui la versione africana di Cerentola: Natiki, vittima dei soprusi della madre e delle due sorelle, troverà il suo "principe" - un giovane cacciatore, con il quale vivrà "felice e contenta, badando al marito e ai figli e con le ciotole sempre piene di cibo". Non mancano anche racconti struggenti e commoventi, come "La madre che divenne polvere", nuovo mito della creazione, che ci ricorda quanto preziosa e generosa sia la Madre Terra con tutti noi che, invece, non facciamo altro che disprezzarla e indebolirla sempre più. Queste storie, in conclusione, formano un universo di folclore e tradizione di fascino incredibile, che non può e non deve andare perduto.

[RECENSIONE A CURA DI ZIABETTY]

Autore Nelson Mandela
Editore Feltrinelli
Pagine 172
Anno edizione 2012
Edizione Collana Universale economica
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788807723360
Prezzo di copertina 8,00 €
Prezzo e-book 5,99 €
Categoria Altri generi