SINOSSI

Interessante e accattivante quest'opera prima di Francesco Mundo. Un "giallo" che in un sapiente gioco di intrecci e alchimie tesse una storia dove domina sovrana la suspance. Procedendo veloci nella lettura ci si accorge che l'autore non scrive solo per intima soddisfazione, ma per sviluppare il discorso intellettuale, impegnato a risolvere il dissidio tra disfacimento storico-temporale e martellante ansia razionale. Un autore valido, dalla penna delicata anche quando tratta di eventi drammatici, scavando nella psiche del personaggio e toccando problemi umani di interesse universale che, per la modernità del dinamismo espressivo e per l'ecletticità epigrammatica della creazione, si colloca così tra le voci più intonate della narrativa contemporanea.

RECENSIONE

Morte di ghiaccio, prima opera di Francesco Mundo, viene definito un giallo: ma del genere giallo non ha proprio niente, se non un cadavere. Non vi sono indagini o deduzioni, quanto invece il raccontare cosa ha portato alla morte con cui si apre il libro. È quindi forse più un romanzo sociale, dal momento che l'autore si impegna a raccontare l'infelicitá del protagonista, i suoi rapporti vuoti; sono considerazioni sulla vita di chi racconta, che emergono dal ripercorre con i ricordi eventi passati. Ben lontano quindi da poter esser definito un giallo nel senso tradizionale del termine. La trama, di per sé promettente e con una base originale, si rovina con la descrizione di episodi inutili, quasi si volesse sottolineare come il protagonista abbia vissuto tutte le esperienze possibili, sfociando in un irrealismo addirittura stucchevole. La poca realisticità si riscontra anche nel rapporto con la sua terra d'origine, la zona dell'Alto Jonio, in cui torna per ritrovare sé stesso. Le lunghe riflessioni sull'attuale situazione meridionale, che vede giovani ed imprese lasciate a sé stesse, potenzialità non sfruttate e un senso di abbandono ad ogni livello, non va oltre i meri stereotipi. L'esaltazione dell'anima genuina di quelle terre si limita a parole scontate, il dialetto è completamente assente, così come le descrizioni di luoghi o la trasmissione di un senso effettivo di appartenenza. Il linguaggio utilizzato cade spesso in forme troppo eleborate e pretenziose, che stonano fortemente con il registro utlizzato fino a quel momento e con le vicende narrate.

[RECENSIONE A CURA DI BIBBAGOOD]

Autore Francesco Mundo
Editore Lepisma
Pagine 120
Anno edizione 2008
Edizione Il Calabrone
ISBN-10(13) 9788875371166
Prezzo di copertina 14,00 €