SINOSSI

Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all'informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore. Un redattore paranoico che, aggirandosi per una Milano allucinata (o allucinato per una Milano normale), ricostruisce la storia di cinquant'anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell'ombra Gladio, la P2, l'assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent'anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. E poi un cadavere che entra in scena all'improvviso nella più stretta e malfamata via di Milano. Un'esile storia d'amore tra due protagonisti perdenti per natura, un ghost writer fallito e una ragazza inquietante che per aiutare la famiglia ha abbandonato l'università e si è specializzata nel gossip su affettuose amicizie, ma ancora piange sul secondo movimento della Settima di Beethoven. Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l'incubo sia finito.

RECENSIONE

Siamo nel 1992 e tutta la vicenda si consuma fra il 6 aprile e l'11 giugno: è appena esploso il bubbone di Tangentopoli, il 17 febbraio è stato arrestato, mentre cercava di far sparire una tangente tirando lo sciacquone di un water, l'ingegner Mario Chiesa, socialista e presidente del Pio Albergo Trivulzio. A Milano, Simei raduna un gruppetto malamente assortito di giornalisti sfigati: una gossipara che aspira al giornalismo alto, un portatore d'acqua che raccoglie brandelli di notizie nei commissariati e nelle astanterie degli ospedali, un fabbricatore di dossier che forse è al soldo dei servizi segreti, un dietrologo paranoide, un ex correttore di bozze e un enigmistica. Li guida, un po' caporedattore e un po' coach, Colonna, un cinquantenne colto che in vita sua ha collezionato soltanto fallimenti. La sporca mezza dozzina dovrà confezionare dodici numeri zero di un quotidiano, "Domani", che forse non vedrà mai la luce. Il finanziatore, il commendator Vimercati che possiede alberghi e case di riposo, tv locali da televendite e una ventina di giornali trash, se ne servirà per lanciare segnali e fare pressioni, con l’obiettivo di essere ammesso nei salotti buoni dell’economia e della finanza. Al centro del romanzo Eco pone la madre di tutti i complotti e di tutte le dietrologie italiche: Benito Mussolini non è morto, al suo posto hanno fucilato un sosia: in realtà si è rifugiato in Argentina e da lì ha sovrinteso a tutte le nefandezze italiche del secondo '900, stragi e P2, Cia e mafia, eliminazione di papa Luciani e sequestro Moro, Brigate Rosse e Ali Agca, Piano solo e Golpe Borghese. Mancano solo la Piovra Gigante, il Triangolo delle Bermude, il Grande Cocomero, il Perfido Cinese e il Professor Moriarty, e la storia universale dell'infamia è servita. Modo più confuso e sfocato per affrontare fatti veri e funesti del dopoguerra italiano non ci poteva essere: puro sfondo, congerie di fatti in cui tutto si tiene e il falso è indistinguibile dal vero, dove l’accumulo ingenera panico e, in chi non sa, inibisce ogni comprensione. Lo stesso effetto del brutto giornalismo stigmatizzato nelle pagine del romanzo. In sintesi, un romanzo modesto, senza particolari impennate, a tratti caratterizzato da molte digressioni satiriche, ma tutte stanche e già sentite e neanche una che ricordi la verve dissacrante del "Diario minimo", una storia che si limita a vedere il dito e non la luna, simile a un pasticcio di carne assemblato da un cuoco frettoloso che non ha sminuzzato e amalgamato gli ingredienti, e in cui affiorano frattaglie, becchi, zampe, creste e altro sparso materiale. Una domanda è d'obbligo: ma che fine ha fatto l'Eco autore del "Nome della Rosa" e di "Il pendolo di Foucault"? Vuoi vedere che "Numero zero" l’ha scritto un sosia del professore e quello vero si è nascosto in Argentina a indagare su Jorge da Burgos e a preparare un sequel del "Nome della rosa"?

[RECENSIONE A CURA DI BARNI]

Autore Umberto Eco
Editore Bompiani
Pagine 218
Anno edizione 2015
Edizione Collana Narratori italiani
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788845278518
Prezzo di copertina 17,00 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico