SINOSSI

È diventato così vorticoso il calcio dei nostri giorni, in cui appuntamenti ed emozioni, polemiche e prodezze si accavallano all'infinito, da indurci sempre più spesso alla riscoperta di un tempo in cui tutto aveva una scansione più umana, più congeniale a una passione da assaporare anziché da trangugiare. Cresce anche tra i giovani la curiosità per la memoria, la domanda di personaggi che hanno segnato altre epoche. Come quell'autentico fuoriclasse di umanità che fu paròn Rocco. Nel centenario della nascita, Gigi Garanzini, che lo conobbe e lo frequentò quando era ormai sul viale del tramonto, ritorna sulle tracce dell'inimitabile allenatore triestino. Un "viaggio nella memoria", come lo definisce l'autore, che copre tutte le tappe della carriera e le diverse città che lo hanno visto protagonista: dalla sua Trieste, che amava di un amore non poi del tutto ricambiato, a Padova; dalla Milano rossonera dei grandi trionfi euromondiali alle più sofferte esperienze nella Torino granata e a Firenze. A rievocare la figura di Rocco, si succedono le testimonianze di molti personaggi noti e meno noti. Una rivisitazione appassionata, ma mai agiografica, che celebra le qualità del tecnico senza tacerne qualche limite o gli episodi meno convincenti. Per tutti gli innamorati del pallone, al di là delle bandiere d'appartenenza, l'occasione per scoprire (o riscoprire) una commedia umana autentica, immersa in un'atmosfera genuina.

RECENSIONE

Il 20 maggio 1912 nasceva a Trieste Nereo Rocco. Il suo nome è legato indissolubilmente al "calcio all'italiana", al "catenaccio", Gianni Brera ne fu il teorico, Rocco l'esecutore. Il suo calcio non nasce nelle grandi città, nei grandi centri sportivi, ma nella provincia, nella sua Trieste, dove per la prima volta in Italia è introdotta la figura del libero (Ivano Blason), ma soprattutto a Padova, dove lo stadio Appiani diventa un vero e proprio fortino inespugnabile. L'idea è semplice ma efficace: se il Padova affronta il Milan e Zanon va in marcatura su Schiaffino, a perderci di più è il Milan che non può usufruire della classe del suo campione. I sorprendenti risultati con Triestina e Padova lo portano al Milan, dove vince tutto, e dà vita ad una delle più belle e significative rivalità dello sport italiano: Rocco - Herrera. Gigi Garanzini ripercorre la carriera del paròn e solleva il dubbio: una squadra che schiera Hamrin, Sormani, Rivera e Prati può essere considerata difensivista? Il fascino di questo libro però non è nelle discussioni tecniche tattiche, davvero poche per la verità, ma in tutto il resto, nel racconto del personaggio, meglio dell'uomo Nereo Rocco. Triestino, di Francesco Giuseppe, come amava definirsi lui stesso, aveva una saggezza rude, contadina, e un atteggiamento burbero e affettuoso, in grado di lasciare un segno indelebile in quanti lo hanno frequentato. Nessun credo tattico, nessuna esasperazione agonistica, ma un rapporto schietto, diretto nei confronti dei suoi giocatori: prima dello spettacolo e della vittoria il calcio è un percorso di maturazione, in grado di trasformare i ragazzi in uomini. Rocco diventa allora, il simbolo di un calcio diverso, di una società diversa, meno esasperata e più consistente dal punto di vista umano, le cui giornate terminavano davanti ad un buon bicchiere di vino.

[RECENSIONE A CURA DI PORTHOSEARAMIS]

Autore Gigi Garanzini
Editore Mondadori
Pagine 202
Anno edizione 2012
Edizione Collana Strade blu. Non Fiction
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788804623274
Prezzo di copertina 14,00 €
Prezzo e-book 7,99 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia