SINOSSI

Più che un manuale tecnico per aspiranti scrittori, questo libro è un'autobiografia del mestiere, in cui la storia personale e professionale di King si fondono totalmente. Il capitolo d'apertura, "Curriculum vitae" ripercorre gli anni della formazione attraverso i momenti di crescita fino al grande successo di "Carrie". "La cassetta degli attrezzi" è invece una disincantata elencazione dei ferri del mestiere. "Sullo scrivere" illustra le fasi del racconto creativo fino all'approdo editoriale; infine "Sul vivere" racconta come l'autore abbia visto la morte da vicino dopo lo spaventoso incidente in cui è stato coinvolto e come, grazie alla scrittura, sia tornato alla vita.

RECENSIONE

L'autobiografia di uno scrittore rappresenta, per noi amanti lettori, quel qualcosa che molto si avvicina ad una manciata di ciliegie: non ti fermeresti mai! E quando poi si parla del Maestro del brivido Stephen King, allora la questione si fa ancora più succulenta. On Writing: autobiografia di un mestiere è infatti non solo il racconto della vita di un uomo e di come si sia avvicinato al mondo della scrittura, ma è anche un saggio in cui lo stesso autore consiglia e propone valide tematiche per chi si vorrebbe approcciare al mondo del "carta & penna".
La prima parte del romanzo è dedicata interamente alla vita di Stephen King e permette a noi lettori accaniti di immergerci completamente in un suo diario fotografico: la sua infanzia, ricca di viaggi e spostamenti con la mamma e con il fratello, le prime esperienze traumatiche con le varie babysitter un po' particolari e un avvenimento davvero ironico relativo ad un'infezione ad un orecchio che si prese da bambino. Andando avanti, scopriamo uno Stephen King adulto e lo vediamo innamorarsi di quella che diventerà sua moglie, Tabitha Spruce, la quale sarà da quel momento la principale critica dei suoi manoscritti oltre che l'unica donna amata da lui, per sempre. Per chi non sa nulla della sua vita è davvero interessante scoprire piano piano come quest'autore sia venuto fuori, delle difficoltà che ha dovuto affrontare, come la morte della madre, gli iniziali ostacoli finanziari e i problemi nel mantenere una famiglia con uno stipendio da insegnante di inglese (fortunati quegli alunni...), ma soprattutto quel vizio legato all'abuso di alcool e droghe. Sì, il nostro amato scrittore ha attraversato un periodo piuttosto buio della sua vita in cui ha rigettato le sue ansie legate evidentemente al suo primo successo "Carrie” nel consumo eccessivo di birre, liquori ed infine di droghe.
Ma è la seconda parte del romanzo quella più succulenta, che qualunque lettore si divora con gli occhi: immaginate di essere in un'aula universitaria ad un corso di scrittura e di sentirvi raccontare da uno scrittore famoso quali sono i motivi che lo hanno spinto a scrivere questo o quel romanzo (che voi avete letto e riletto), i luoghi in cui si sente in pace con sé stesso, il luogo in cui scrive, le sue tempistiche, insomma proprio tutto ciò che rende uno scrittore tale. Ecco, qui non siamo in un'aula universitaria, ma la potenza dei libri è proprio quella di trascinarci in altri luoghi, diversi per ognuno di noi, quindi sì, potrebbe essere per qualcuno anche così. Qui Stephen King si lascia andare a delle confidenze e parla direttamente al lettore (spesso si rivolge a chi legge proprio con queste parole), esprimendo cosa rappresenti davvero per lui la scrittura: quando ha deciso di scrivere “Carrie” racconta di come l'idea sia nata semplicemente da un sogno accoppiata ad un fatto di vita quotidiana e di come abbia deciso di mettere su carta i due avvenimenti.
La cosa a mio parere più particolare di questo libro è che Stephen King non detta delle regole per diventare buoni scrittori, in quanto sostiene che proprio non ce ne siano di fisse, ma al contrario si limita a dare dei consigli molto utili a tutti coloro che magari hanno deciso di provare a scrivere qualcosa. Due suggerimenti mi hanno colpita e fatta sorridere: l'autore sostiene che per fare gli scrittori ci siano due esercizi fondamentali, ovvero leggere molto e scrivere molto. Nella sua semplicità coglie due aspetti della scrittura che forse a nessuno vengono subito in mente, proprio perché possono sembrare banali o scontati.
Coinvolgente, divertente, curioso e scritto magistralmente, "On Writing" non delude e permette di conoscere uno Stephen King che forse non molti di noi, suoi fan accaniti, conosciamo.

[RECENSIONE A CURA DI JEBE0688]

Autore Stephen King
Editore Sperling & Kupfer
Anno edizione 2001
Edizione 320
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788820031015
Prezzo di copertina 16,99 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia