SINOSSI

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)

RECENSIONE

"E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite eccezionali e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. E' il caso che abbiamo davanti". Dalla postfazione di Peter Cameron.
Vi piacciono i quadri di Edward Hopper che ritraggono i dolenti americani del Midwest nelle stanze disadorne e lo sguardo nel vuoto? William Stoner sarebbe stato un perfetto modello per Hopper.
Un grande romanzo impiega duecento pagine per preparare il suo clou. La vita di Stoner, un uomo senza qualità, è narrata per due terzi del romanzo e poi si spalanca una porta e Stoner finalmente vive l'amore per una donna e noi, suoi attenti e partecipi lettori, ce ne compiaciamo. Le più belle pagine sono l'inizio del suo amore per Katherine. Abbiamo atteso con trepidazione questo momento, un uomo buono, remissivo e tollerante, si merita qualcosa di più che la grigia quotidianità di un insegnante, maltrattato dalla vita e dagli uomini cattivi. 
Il lettore, coinvolto, è in ansia per la vita senza qualità di Stoner, campione del non detto e quindi soccombente.
Come in un solitario, dove una certa carta mette tutte le altre al loro posto e il gioco si risolve in fretta, così accade a Stoner. Ma gli uomini cattivi non vogliono che sia felice. 
John Williams scrive come se questo romanzo fosse il compendio di tutti i libri sui quali ha passato la vita di docente di lettere. La scrittura scorre fluida "non ho saltato neanche una parola" mi dissero nel raccomandarmelo. Non ho saltato una pagina, una descrizione, una riga, una parola. Questa è magia letteraria. Questa è arte.
La moglie, molto cattiva, cattiva dentro, la figlia Grace eterea fanciulla da Stoner molto amata, il perfido Lomax, l'amico Finch, l'eroico amico Dave che muore appena arrivato in Francia a combattere la Grande Guerra, la dolce Katherine Driscoll.
Il titolo del libro è un po' scarno. Io l'avrei intitolato "William Stoner  - Una tragica vita normale". 
Le pagine finali sono pura arte letteraria.

[RECENSIONE A CURA DI LUIGI RANCATI]

Autore John Williams
Editore Fazi
Pagine 332
Anno edizione 2012
Edizione Collana Le strade
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788864112367
Prezzo di copertina 17,50 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico