SINOSSI

"Per me è stato amore al primo buco, matrimonio alla prima fumata. Esatto, io amo la mia ero. La vita dovrebbe essere come quando sei strafatto." È questa la filosofia degli skagboys, i tossici scozzesi resi famosi da Trainspotting. In questo libro Irvine Welsh racconta l'antefatto, il momento in cui Mark Renton, Sick Boy, Spud e i loro "soci" scivolano inesorabilmente nel baratro dell'eroina. Fra scene di devastante crudezza e depravazione, episodi grotteschi e squarci di inaspettata poesia e tenerezza, ogni personaggio emerge dalla pagina con tutta la propria violenza verbale, la propria rabbia e brutale autenticità, raccontando in prima persona e senza compromessi una decadenza fisica e morale irrimediabile. Disillusi e privi di ogni stimolo, i personaggi di Welsh si gettano alle spalle lavoro, amore, famiglia, persino la passione calcistica, opponendo a tutto questo una parabola solipsistica e autodistruttiva. È il trionfo della vita ai margini nel suo splendore epico e negativo, dove il protagonista assoluto è il linguaggio esuberante, eccentrico, imprevedibile. Sembra di sentirli parlare davvero, Rents e Sick Boy, lungo la ferrovia, in cerca di "quel sollievo che ti sembra un'estasi quando ti scorre per le vene nel cervello, e l'euforia incredibile perché i problemi del mondo, tutta la merda, si dissolvono attorno a te nella polvere".

RECENSIONE

Premetto di essere una fan del film “Trainspotting” del 1996 e di aver apprezzato il sequel "T2 Trainspotting" uscito lo scorso anno. Sull'onda di questo entusiasmo, mi sono decisa a leggere la trilogia di Trainspotting, partendo da "Skagboys" che è il primo libro in ordine temporale, ma l'ultimo ad essere stato scritto. L'intento dello scrittore è quello di descrivere, in modo estremamente realistico, il fenomeno della diffusione sempre più rapida del consumo di eroina tra i giovani inglesi, che iniziò a prendere piede a partire dagli anni 80. In un contesto nel quale la disoccupazione e la povertà avevano raggiunto dei livelli altissimi, i giovani si sentivano disincentivati dal continuare a studiare e, travolti dallo squallore delle loro vite, delle periferie, dall'assenza di prospettive, trovavano conforto nell'eroina, che viene spesso descritta come l'unica droga capace di far sparire ogni dolore. Ovviamente lo stile è crudo e diretto. Ogni capitolo è scritto dal punto di vista di un personaggio diverso e si riesce a capire chi stia raccontando solo perché lo scrittore, abilmente, riesce a far intuire la diversità dei personaggi dal modo che hanno di esprimersi e di raccontare i fatti. Rende sicuramente bene l'idea di come questi ragazzi ragionassero e delle dinamiche che si sviluppano tra tossicodipendenti (lo scrittore stesso è stato parte di questa generazione), ma al tempo stesso, essendo i personaggi le voci narranti della storia a volte diventa davvero molto esplicito e volgare. Nel complesso mi è piaciuto, ma forse sono stata influenzata dal fatto di aver ritrovato gli stessi personaggi del film. Se non fossi stata affezionata ai protagonisti, probabilmente lo stile non mi sarebbe piaciuto. Sicuramente non è una lettura consigliata per le persone che tendono a scandalizzarsi.

[RECENSIONE A CURA DI ANNA96]

Autore Irvine Welsh
Editore TEA
Pagine 618
Anno edizione 2014
Edizione Teadue
ISBN-10(13) 9788850233595
Prezzo di copertina 12,00 €
Prezzo e-book 3,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico