SINOSSI

Un quartetto di racconti in bilico tra l'orrore e l'avventura, l'incubo e la fantasia. Il riscatto di un uomo condannato ingiustamente per omicidio. Il morboso rapporto tra un adolescente e un ex nazista. Quattro ragazzini alla ricerca del cadavere di un coetaneo. Una donna che partorisce in circostanze surreali. Quattro storie da brivido, agghiaccianti e paradossali, che hanno per protagonisti mostri moderni.

RECENSIONE

Non ho letto molto di questo autore ma quello che ho letto è bastato fin dall'inizio per farmi capire che quella di Re dell'Horror è un'etichetta bella e buona. Dire che Stephen King scrive solo horror commerciali è un insulto alle sue imparagonabili storie di amicizia. Stagioni diverse è diviso in quattro racconti, non troppo brevi, che oltre al titolo originale del racconto prendono il nome di una stagione. Ad aprire le danze è "L'eterna primavera della speranza – Rita Hyworth e la redenzione di Shawshank". Da questo titolo è stato tratto il film "Le ali della libertà" (1994) diretto da Krank Darabont con Morgan Freeman nei panni di Red e Tom Robbins che interpreta Andy Dufresne. A grandi linee i temi del racconto solo la violenza e la corruzione nelle carceri americane. Andy Dufresne si ritroverà a scontare una pena a Shawshank di un crimine che non ha commesso. Sarà un prigioniero diverso rispetto agli altri e Red se ne accorge subito. Andy, grazie alla sua cultura, giorno dopo giorno, nonostante venga picchiato e violentato dalle “sorelle”, si ritroverà ad avere piena fiducia e rispetto dagli altri prigionieri ma anche dalle guardie e dal direttore. Ma Andy ha un piano ben preciso nella sua testa, e tutto quello che fa dal momento in cui è stato condannato è fingere. Non con Red, però. Quella tra i due è un’amicizia sincera che sarà in grado di emozionarvi. Il film tratto dal racconto ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è considerato uno dei migliori film statunitensi di tutti i tempi. Io l’ho guardato subito dopo aver letto il racconto e ve lo consiglio, è davvero eccezionale. Il secondo racconto è "L’estate della corruzione – Un ragazzo sveglio". Anche da questo racconto, il più lungo della raccolta, è stato tratto un film straordinario "L'allievo" (1998) diretto da Bryan Singer. I protagonisti sono Todd Bowden, un ragazzino brillante, e la sua ossessione maniacale per l’olocausto che colmerà con i racconti terrificanti di Arthur Denker/Kurt Dussander ex nazista. Il racconto di Todd e di Dussander a tratti mi ha infastidita, Dussander non è più costretto ad uccidere per la patria eppure non vedeva l’ora di mettere le mani su un corpo, che sia di animale o umano, e questo mi ha dato parecchio sgomento. Trovo che alla fine del racconto King abbia tirato un po’ troppo a lungo il brodo, ho fatto fatica a terminare la lettura nonostante il racconto mi sia piaciuto. Todd ha evidentemente la mente malata fin da subito. Ok l’interesse per la storia, ci sta anche la passione per l’argomento e il voler sentire la storia reale raccontata di chi l’ha vissuta in prima persona, ma il suo continuo voler sapere è raccapricciante. La scena che più mi ha colpito è quella dove Todd obbliga Dussander a mettere la divisa. Ho avuto i brividi. Sia Todd che Dussander mi hanno fatto pensare a quanto sia sbagliato giudicare qualcuno dall'apparenza. Entrambi sembrano due elementi innocui e invece... Tra tutti è il racconto che più mi ha segnata. Per quanto riguarda il film ci sono diverse incongruenze con il racconto però mi è piaciuto. Nel film Todd viene preservato un po' di più. A seguire c'è "L'autunno dell'innocenza – Il corpo (Stand by me)" che è quello che ho amato di più. Anche da questo racconto è stato tratto un film bellissimo che probabilmente tutti abbiamo visto: "Stand by me – Ricordo di un'estate" (1986) diretto da Rob Reiner. I protagonisti sono quattro ragazzini e l'esperienza di vedere un corpo morto. Il tutto si rivelerà un'avventura pazzesca, tra episodi orribili per dei ragazzini e pensieri profondi, non mancheranno, però, scene esilaranti. Leggendolo ho avuto la sensazione che King abbia gettato le basi di IT senza saperlo. Mi sono piaciute tantissimo le pagine dove a parlare è Gordie da grande e mi sono chiesta se non fossero realmente i pensieri dell'autore camuffati dentro i pensieri di un personaggio. I racconti basati su questo genere di amicizia mi piacciono tantissimo e King è proprio bravo a farti sentire parte del gruppo, come se fossi una di loro, le stesse emozioni le ho provate con IT. Teddy, strambo è folle com'è, l'ho amato, mi ha fatto morire dal ridere. Conclude il quartetto dei racconti "Una storia d’inverno – Il metodo di respirazione". Tra i quattro è quello che ho preferito meno. In breve, in uno strano club per uomini di mezza età nel periodo natalizio si raccontano strane storie dell’orrore, quella che David ascolterà sarà raccontata da McCarron, un membro del club che l'ha vissuta in prima persona, che parla di una donna e del modo raccapricciante in cui mette al mondo suo figlio. Gli elementi surreali della storia hanno reso il racconto inverosimile e per questo non sono riuscita ad affezionarmi a nessun personaggio a differenza degli altri racconti. In tre dei quattro i racconti emerge forte il tema dell'apparenza ingannatrice: Red, arrestato per omicidio, si rivelerà un ottimo amico mentre Andy, arrestato senza aver commesso nessun crimine verrà condannato come il peggiore degli assassini. Tood, a cui non manca niente, né soldi né famiglia né intelligenza, si rivelerà un folle criminale. Chris, etichettato perché proviene da una famiglia di malviventi sarà in grado di fare discorsi degni di un adulto. Tutto ciò mi ha fatto riflettere su quanto un corpo, ben vestito oppure no, può rivelarsi continuamente il suo opposto.

[RECENSIONE A CURA DI BIBI]

Autore Stephen King
Editore Sperling & Kupfer Editori
Pagine 598
Anno edizione 2013
Edizione Pickwick
ISBN-10(13) 9788868360740
Prezzo di copertina 11,90 €
Prezzo e-book 7,99 €
Categoria Horror - Thriller - Mistero - Gotico