SINOSSI

Irruento, sboccato, beffardo: "Trainspotting" racconta il sesso, lo sballo e la rabbia di un gruppo di ragazzi di Edimburgo e dintorni. Renton, Sick Boy, Spud e Begbie sono i dannati di un modernissimo inferno chimico, che vivono una vita sfilacciata e senza scampo, alla costante ricerca di un riscatto, di un senso da dare alla propria esistenza. Terrorizzati all'idea di rimanere intrappolati nel vicolo cieco fatto di casa, famiglia e lavoro, trovano nella droga e nella violenza l'unica alternativa possibile al vuoto delle loro giornate. Alcuni moriranno, altri continueranno un'incerta esistenza sull'orlo del baratro, altri ancora decideranno di fuggire e di lasciarsi alle spalle in una sola, decisiva mossa la droga, i compagni e la Gran Bretagna.

RECENSIONE

Trainspotting, seguito di Skagboys, viene considerato il capolavoro di Irvine Welsh, dal quale è stato tratto l'omonimo film. Racconta le peripezie di questi non più giovanissimi ragazzi di Edimburgo, dipendenti dall'eroina, ma anche da qualsiasi altra cosa da cui si possa essere dipendenti, incapaci di scappare da questo terribile destino che sembrano essersi scelti. Rispetto al primo capitolo della trilogia, il linguaggio è meno violento e diretto e la narrazione è più "ad episodi". Si perde il filone narrativo continuo che si trova in Skagobys e si passa invece a raccontare singoli eventi o situazioni, come se l'intento dello scrittore non fosse semplicemente quello di descrivere le vite dei protagonisti, ma anche quello di dare al lettore un idea complessiva di tutto l'ambiente e in definitiva di una intera generazione. Il rapporto con l'eroina viene descritto in maniera secondo me meno realistica, non sembra essere la vera protagonista del romanzo, come lo era in Skagboys, ma rimane sullo sfondo, come se in qualche modo fosse data per scontata: il mostro sempre presente che incombe sulle vite di questi ragazzi. Quello che invece viene descritto in maniera estremamente lucida sono le conseguenze che la presenza di questo mostro porta con sé: una vera e propria epidemia di AIDS. Piano piano molti personaggi vengono spazzati via dalla dipendenza, dalla malattia e dalla totale assenza di cure. La morte è un fatto che i protagonisti accettano come inevitabile, come a dire: "non posso fare a meno di essere quello che sono, quindi accetto che il prossimo a morire potrei essere io". Inoltre dal libro emerge chiaramente che quando sei dipendente dall'eroina l'unica cosa che conta è trovare l'eroina: la vita non è un motivo abbastanza forte da cercare di farti smettere. Sicuramente ho apprezzato di più questo libro rispetto al precedente: da un lato ho trovato il racconto meno realistico e quindi la storia meno dura da digerire, dall'altro secondo me qui trova la sua realizzazione il vero obiettivo dell'opera, quello di rappresentare non singoli personaggi, ma la storia di una generazione intera.

[RECENSIONE A CURA DI ANNA96]

Autore Irvine Welsh
Editore Guanda
Pagine 361
Anno edizione 2017
Edizione Narratori della Fenice
ISBN-10(13) 9788823518865
Prezzo di copertina 18,00 €
Prezzo e-book 8,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico