SINOSSI

Quando "Un'odissea marziana" dello sconosciuto Stanley G. Weinbaum apparve nel numero del luglio 1934 di "Wonder Stories" fu presentato con queste parole: "Questo autore ha scritto una storia di fantascienza tanto nuova e fresca da spiccare nettamente al di sopra di tutti i racconti di questo genere". Qualche tempo dopo, H.P. Lovecraft scriveva: "Ho notato con piacere che almeno qualcuno è riuscito a sfuggire alla rivoltante banalità in cui è avvolta la maggior parte delle storie interplanetarie pubblicate nei pulp. Qui c'è una persona in grado di pensare a un altro pianeta in termini diversi da monarchi antropomorfi e belle principesse... Egli sa immaginare situazioni, psicologie ed entità totalmente aliene, escogitare eventi coerenti prodotti da motivi del tutto alieni ed evitare i melodrammi di bassa lega in cui sguazzano tutti gli scrittori di avventure pulp. Il suo tocco leggero non diminuisce l'interesse delle storie, mentre una suspense genuina viene assicurata senza i trucchetti da quattro soldi adoperati dalla maggioranza degli autori."

RECENSIONE

Fulgido esempio di fantascienza classica, sebbene scritto nel 1934 rappresenta ancora oggi un racconto tra i più apprezzati ed avvincenti dedicati al Pianeta Rosso.

La scrittura fluida e attualissima di Weinbaum, nonché la straordinaria fertilità narrativa in tema di scienza e di esplorazioni spaziali rendono quest'opera molto più di un classico. Salutato con grande entusiasmo dagli scrittori dell'epoca, considerato rivoluzionario e innovativo nel proporre il ruolo degli extraterrestri nel loro ambiente e nei confronti degli umani, ha continuato ad appassionare nel corso dei decenni i cultori della fantascienza e non solo. Nel 1970 la Science Fiction Writers of America lo premiò come uno dei più importanti racconti fantastici di sempre. Isaac Asimov dichiarò già ai tempi della sua pubblicazione che non si era mai letto nulla di simile prima e che le descrizioni extraterrestri di Weinbaum erano eccezionali.

La storia raccontata in "Un'odissea marziana" si svolge agli inizi del XXI secolo. Il primo equipaggio umano, composto di 4 astronauti, atterra su Marte, nel Mare Cimmerium.

Dopo alcuni giorni, Dick Jarvis, il chimico americano della spedizione, si avventura sul pianeta su un razzo ausiliario per fare rilevamente fotografici. Nella zona di Thyle, a 800 miglia dalla base, deve compiere un atterraggio di emergenza per un'avaria. Piuttosto che rimanere in attesa del salvataggio Jarvis decide di incamminarsi in direzione dell'astronave-base. Attraversa il Mare Chronium e quindi incontra una creatura marziana che ne attacca un'altra, simile a un grosso uccello. Notando che quest'ultima porta una borsa intorno al collo e pensando che possa essere intelligente ed evoluta, la salva dall'aggressione. La creatura salvata si riferisce a sé stessa come Tweel e accompagna Jarvis nel suo impervio viaggio di rientro, apprendendo nel frattempo alcune parole di inglese (mentre Jarvis è incapace di trarre alcun senso dal linguaggio del suo accompagnatore).

La trama del racconto, fitta di affascinanti paesaggi, misteriosi incontri con altre creature e scoperte incredibili su una sorta di civiltà aliena, si srotola in modo coinvolgente tra le pagine e riesce ad assumere una connotazione davvero senza tempo. Al punto che il lettore si rende conto che potrebbe trattarsi di una storia inventata e scritta in anni recenti.

Le molte implicazioni antropologiche e filosofiche, che peraltro non appesantiscono la lettura, offrono spunti di riflessione notevoli e giustificano ulteriormente il successo e le valenze culturali di quest'opera.

[RECENSIONE A CURA DI ROBYRO]

Autore Stanley G. Weinbaum
Editore Delos Books
Pagine 120
Anno edizione 2011
Edizione Collana Odissea. Fantascienza
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788865301425
Prezzo di copertina 10,00 €
Categoria Fantascienza - Fantastico - Fantasy