SINOSSI

E se un demone dalle fattezze femminili facesse di tutto per venire a letto con noi? E se un marito decidesse di diventare amico dell'amante della moglie? E se Gregor Samsa si svegliasse una mattina trasformato in un essere umano? Sette storie d'amore e di mistero. Perché d'amore e mistero è fatta la vita, e nessuno sa raccontarla come Murakami Haruki. Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e «mostruosa» condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un'enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos'altro di sconosciuto: il desiderio e l'erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di «Shahrazad», è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film... e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero. Ecco, è proprio questo che vive il lettore di Murakami: la sensazione di inoltrarsi in un altro universo, di essere «come una lavagna pulita con uno straccio umido, libero da preoccupazioni e brutti ricordi». Almeno fino alla storia successiva. Nove anni dopo I salici ciechi e la donna addormentata, Murakami Haruki regala ai suoi lettori una nuova raccolta di racconti, sette distillati della sua arte e dei suoi temi: il fantastico che irrompe nel quotidiano, la nostalgia per ciò che non è stato, ma soprattutto la ricerca della felicità tra uomini e donne.

RECENSIONE

"A volte perdere una donna significa perderle tutte. Così diventiamo uomini senza donne." L'epilogo dei sette racconti di Murakami potrebbe esserne l'incipit e riassumerne i contenuti ed i significati sottesi. Si parla di uomini soli, che hanno vissuto l'abbandono femminile, chi per incapacità personale, chi per puro tradimento, chi per motivi inspiegabili, chi per eccesso di amore. Vi è un ribaltamento di ruoli, almeno nell'ambito letterario (solitamente è la donna a subire l'abbandono ), così come l'universo femminile si mostra volubile, superficiale, cangiante, inaffidabile, tratti storicamente di impronta prettamente maschile. Ma il tema dell'abbandono e della separazione dei sessi non mi sembra così determinante nel delineare la storia ed i personaggi. I protagonisti maschili amano profondamente l'universo femminile e l'amore nelle sua declinazione suprema, sono sensibilmente "umani", al di là del sesso di appartenenza e ne riconosciamo i tratti comuni di profonda sensibilità intellettiva, peculiarità dei personaggi di Murakami. In questi racconti ritornano temi cari all'autore: l'ascolto, il silenzio comunicativo, la delicatezza dell'approccio relazionale, la profonda riflessione psicologica, l'interrogarsi sull'io (si pensi alla domanda "chi sono io?" che si pone il chirurgo estetico Tokai nel racconto "Organo indipendente") il passato che ritorna, l'abbandono, ed ogni singolo racconto è una trama a due, uomo-donna o uomo-uomo, e spesso è una trama irrisolta. In realtà trattasi di una attenta dissertazione sui temi della vita e dell'amore, (fondamentalmente assimilabili) che può essere una maschera ed una recita quotidiana (si pensi all'attore di "Drive my car"), un amore agognato ed impossibile ("Yesterday"), il mal d'amore vissuto come tradimento ("Organo indipendente"), l'amore come intimità ("Shahrazad"), il tradimento, le scuse e la capacità di perdonare ("Kino"), l'amore incondizionato ed universale al di là delle apparenze ("Samsa innamorato"), il lutto di una perdita e l'unicità di ogni rapporto d'amore ("Uomini senza donne"). La grandezza dei racconti si esprime nell'inquietudine e nella pienezza emotiva, elementi spesso inconciliabili, che lascia a noi lettori, insieme a quel senso di vuoto e di sospensione che caratterizza personaggi e narrazione. Ogni trama è un viaggio a sé, è come se ci trovassimo di fronte ad una tavola imbandita con portate da assaporare lentamente, masticandone la pienezza, la leggera corposità, apprezzandone il gusto, i sapori spesso solo accennati, nascosti, ma estremamente vividi, e quelle storie e quei personaggi che si arrovellano alla ricerca di un senso, che si assomigliano nella diversità, sono equilibristi della vita, spesso si perdono per ritrovarsi quasi per caso, basta uno sguardo, un colore, una sensazione, un'atmosfera, un ricordo. E' un'opera che esprime i tratti peculiari dell'autore, ne riassume i contenuti, l'amore per la musica, per certa letteratura occidentale, tratti pop, è scandita dai ritmi narrativi di Murakami, linearità, asciuttezza dialogica, linguaggio nitido, quasi infantile. Egli nel proprio excursus narrativo si spinge a riflessioni di artista e uomo vissuto e maturo, riannodando i fili di una vita ben sapendo che ogni essere umano è un'isola deserta e che il significato di una esistenza e dell'amore sta tutto negli occhi di chi guarda.

[RECENSIONE A CURA DI REBA91]

Autore Haruki Murakami
Editore Einaudi
Pagine 222
Anno edizione 2015
Edizione Supercoralli
ISBN-10(13) 9788806225872
Prezzo di copertina 19,00 €
Prezzo e-book 8,99 €
Categoria Altri generi