SINOSSI

A Milano, nell'afa che opprime la città nei giorni prima di Ferragosto, una turista francese si suicida in una camera d'albergo. Jean, il narratore-protagonista, la conosceva. Si chiamava Ingrid Teyrsen. L'aveva incontrata in un mattino di un'altra estate, vent'anni prima. E molto tempo dopo sarà sempre d'estate - estate che per Jean è una condizione dell'anima, più che una stagione - che il protagonista deciderà all'improvviso di lasciare la moglie e il lavoro e sistemarsi in incognito in un albergo parigino, trascinato dall'impulso irrefrenabile a indagare su Ingrid e sulla sua vita. Nel 1942, durante la guerra, Ingrid e il suo compagno Rigaud si erano rifugiati in Costa Azzurra per sfuggire alle persecuzioni antisemite, fingendosi una coppia in viaggio di nozze. Nell'atmosfera rarefatta ed elegante di Juan-Les-Pins, mescolandosi ai villeggianti, i due dissimulavano la loro angoscia segreta. Nel corso di un itinerario che lo porta a vagare per Parigi, dalle periferie nebbiose e solitarie alle colorate stradine del quartiere latino, Jean ricompone i frammenti di quelle vite spezzate, abbandonandosi a un malinconico tuffo nel passato e nella nostalgia. Una narrazione, delicata e struggente, immersa in uno stato d'animo in cui si fondono il vuoto e il rimorso, l'inesorabile scorrere del tempo e il perentorio richiamo della realtà.

RECENSIONE

Modiano, usa uno stile molto intimo per scrivere i suoi libri e a volte capirlo è davvero complicato. Per me leggere questo libro è stato come rimanere in equilibrio su una fune, c'è quella fune che ti regge e basta, allo stesso modo nel libro c'è la guerra ma non se ne parla, ci sono gli ebrei e la shoah e non se ne parla, ci sono dei personaggi sposati e non si amano, c'è la voglia di fuggire e non si scappa.
A mio parere, il personaggio di questo libro ha usato la morte di Ingrid per allontanarsi dalla sua vita quotidiana che ormai era diventata soffocante e per riflettere dunque sulla sua esistenza. Però riflette sulla sua esistenza attraverso la vita di Ingrid.
Il continuo cambiamento di tempo (presente - passato - passato - presente) fa confondere. Per il resto la storia resta sempre su una linea senza andare ad approfondire uno specifico argomento. C'è questa citazione: "Bisognava spegnere le luci e far finta di esser morti", che per me è la chiave del libro: Ingrid si uccide (e non si sa perché), il protagonista lascia tutto e sparisce dalla vista dei suoi conoscenti e di sua moglie, Annette, la moglie del protagonista, sa dove si trova lui ma non lo va a cercare, il marito di Ingrid sparisce pure lui e non si sa dov'è. Qua spengono tutti le luci e fingono tutti di essere morti...

[RECENSIONE A CURA DI BIBI]

Autore Patrick Modiano
Editore Frassinelli
Pagine 132
Anno edizione 2014
Edizione Collana Narrativa
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788820058234
Prezzo di copertina 14,00 €
Prezzo e-book 6,99 €
Categoria Horror - Thriller - Mistero - Gotico