SINOSSI

Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichiatrica dove il suo cuore ammalato conosce una realtà di cui non sospettava l'esistenza. Il romanzo si ispira a un drammatico episodio della vita dello scrittore quando, nel 1965, a diciotto anni, venne ricoverato in una clinica psichiatrica. Paulo Coelho scrive una profonda riflessione sul tema della normalità e della diversità, trasformando il dramma dell'infelicità nella pienezza dell'accettazione della vita e della sua bellezza.

RECENSIONE

Veronika, ragazza slovena di 24 anni, non felice della sua vita, decide di uccidersi assumendo una forte dose di sonniferi; tuttavia viene salvata e quando riapre gli occhi si trova a Villete, una clinica privata per malati di mente, dove i medici le comunicano che il suo tentativo di suicidio ha danneggiato irreparabilmente il cuore che entro pochi giorni cesserà di battere. Nel poco tempo che le rimane, ormai libera da ogni vincolo sociale, la ragazza scopre non solo il suo vero "Io" ma anche un universo di persone e sentimenti che nemmeno immaginava; ed è così che le storie di tre "folli", Zedka, Mari ed Eduard, si intrecciano a quella di Veronika che attraverso l'esperienza di Villete e la consapevolezza della morte ritrova la voglia di vivere. Il libro induce ad una profonda riflessione non solo sul valore della vita ma anche sulla follia: ma in fondo cos'è la follia? <<è l'incapacità di comunicare le tue idee - dice Zedka, una delle pazienti - E' come se tu fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti ed essere aiutata, perchè non capisci la lingua>>. Tuttavia talvolta non comunicare con il "paese straniero" può anche essere la nostra salvezza: nessuno è mai fuggito da Villete perché è anche un luogo dove rifugiarsi nel quale tutto è consentito, nessuno è responsabile dei propri atti e proprio per questo si può essere davvero sè stessi senza sforzarsi di essere uguali perché si è in un luogo dove tutti sono diversi e si diventa uguali agli altri. Insomma la follia è negativa oppure no? Non sono forse loro più liberi e felici di noi? Dunque come dobbiamo vivere? La risposta più affascinante a questa domanda sembra essere quella di Coelho: "Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali". "Mi giudicarono pazzo perché volevo scrivere. Oggi sono uno scrittore di successo" dice Coelho il quale fu rinchiuso in una clinica psichiatrica da sua madre, convinta che la sua ribellione fosse una forma di pazzia (fu perfino sottoposto all'elettroshock) ed è quindi ovvio che vi è molto dello scrittore nel romanzo soprattutto nel personaggio di Eduard che rappresenta l'alterego artistico dell'autore stesso. Credo che questo libro sia fantastico, sicuramente uno dei libri che mi abbiano colpito di più in tutta la mia vita sia per i temi trattati (la follia, la vita, i vincoli sociali, la felicità, ecc...) sia per la vicenda che credo sia non solo coinvolgente ma davvero unica ed originale: dopo aver letto le prime pagine ti prende talmente tanto che non si riesce più a chiudere il libro, è da leggere tutto d'un fiato!

[RECENSIONE A CURA DI ALESSIA10033]

Autore Paulo Coelho
Editore Bompiani
Pagine 186
Anno edizione 1999
Edizione Collana Letteraria
Lingua Italiano
ISBN-10(13) 9788845241598
Prezzo di copertina 18,00 €
Prezzo e-book 7,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico