Il Club del Libro vi regala oggi un estratto della presentazione del libro "Ogni promessa", di Andrea Bajani. Il reportage per la nostra Rubrica Letteraria è stato interamente realizzato dalla nostra caporedattrice ziaBetty, che ringraziamo fortemente per questo ennesimo spunto di approfondimento e di riflessione. Buona lettura!

 

Approfitto di una delle primissime presentazioni dell’ultimo romanzo di Andrea Bajani, "Ogni promessa", edito da Einaudi e da poco uscito nelle librerie, per andare in quel "paradiso letterario" che è la Libreria Therese di Torino, dove ad accogliermi ci sono Davide e Davide, simpaticissimi, validissimi e – lasciatemelo dire – specialissimi librai.

Andrea Bajani, nato a Roma e trapiantato sin dall’infanzia in Piemonte, debutta nel 2002 con "Morto un papa", cui segue, l’anno successivo, "Qui non ci sono perdenti". Poi, un romanzo – "Cordiali saluti", 2005 – ed un reportage – "Mi spezzo ma non m’impiego", 2006 (peraltro, nostro Libro del Mese di Aprile) – dedicati al mondo del lavoro. Nel 2007 pubblica il pluripremiato "Se consideri le colpe",  nel 2008 "Domani niente scuola". Una produzione prolifica e variegata ed, in effetti, lui stesso dice <<Mi piace alternare la scrittura di romanzi e di reportage, non so se lo farò sempre ma per ora è così. Per me i romanzi sono delle "zone di silenzio" di mesi, qualche volta di anni, in cui sto in casa e scrivo con dedizione quasi maniacale.>>
<<Tutti i miei romanzi nascono a Parigi, ma è un caso che io abbia cominciato a scriverli proprio lì.>> racconta Bajani. <<Tre anni fa stavo cercando un posto dove andare a scrivere, che non fosse casa. Volevo fare in modo che casa mia non diventasse luogo di lavoro, anche perché i luoghi in cui si scrive si riempiono necessariamente di "presenze". Un mio amico pittore, che vive a Montmartre, mi propose quindi di andare a scrivere lì, avendo lui una mansarda dedicata agli amici artisti. Così è nata e si è sviluppata questa forma di superstizione per cui i romanzi devo cominciarli a Parigi, anche con una certa ansia… se ho intenzione di cominciare un romanzo e la mansarda è occupata, mi sembra un segno terribile!>>
Una parte centrale nel suo lavoro di scrittore, soprattutto quando si tratta di romanzi, sono i viaggi. <<Prima di scrivere, faccio dei viaggi con cui vado "a cercarmi le cose". Ad esempio, quando ho deciso di scrivere una storia ambientata in Romania ("Se consideri le colpe", ndr), per un sacco di tempo ho viaggiato tra Italia e Romania. Viaggio, e poi quando torno a casa tutto quello che ho visto diventa altro… l’attività della scrittura è proprio questo stare ad aspettare che le cose succedono sulla pagina e che prescindono da te. I personaggi sembra che facciano da soli la loro strada…>> Confessa, poi: <<All’inizio del romanzo sapevo che il protagonista sarebbe dovuto partire per la Russia; c’è stato un momento in cui non riuscivo a farlo partire ed era la mia ossessione, mi coricavo la sera pensavo "Cavolo, anche oggi non è partito!", c’era questa specie di lotta tra me e il mio personaggio, che viveva di vita propria e opponeva resistenza da dentro il computer!>>.
Ma ora passiamo ad "Ogni promessa". Così Andrea ci presenta brevemente il suo nuovo romanzo: <<Questo libro parla di quanto le cose che non ci diciamo siano quasi più ingombranti delle cose che ci diciamo e condizionino tantissimo la vita delle persone. Racconta di un uomo, Olmo, tornato dalla guerra, rinchiuso in manicomio e tenuto nascosto dalla famiglia, una presenza occultata che pone la figlia in una situazione difficile. I protagonisti di questo romanzo sono tutte persone che hanno una vita che "perde i pezzi" ed è un po’ sfasciata… ma sono contemporaneamente persone che con quelle cose sfasciate tentano di farci qualcosa, fare buon uso del dolore e dargli un senso.>>
Infine, Bajani ci offre un importante spunto di riflessione sul ricordo e sulla memoria collettiva: <<E’ difficile, per non dire impossibile, ricordare i ricordi degli altri. Come fa un nipote a cercare di capire chi è, chi è stata e chi era una persona che ha fatto la guerra nel ‘43? Come è possibile fare passare alle generazioni successive qualcosa che prescinde dalla loro esperienza?  In "Ogni promessa" Pietro, nipote di Olmo, partirà per la Russia e farà il suo stesso viaggio, cercando i ricordi del reduce ma, naturalmente, in quei luoghi nulla era più come lo avevano visto gli occhi di suo nonno.>>

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

 

Collage di scatti realizzati durante la presentazione di "Ogni promessa" di Andrea Bajani