Il BookCrossing consiste nel "liberare libri" per condividere il piacere della lettura e diffondere il sapere, di modo che altre persone possano ritrovarli, leggerli e a loro volta liberarli. Letteralmente, BookCrossing significa "incrociare un libro", con ciò intendendo le vite dei lettori e dei libri che si mescolano e si incontrano grazie a questa esperienza.

È stato definito come "un insolito esperimento di sociologia mondiale", "un messaggio in bottiglia dei giorni nostri", una "biblioteca del mondo": l’idea di base è quella di non vedere più i libri, egoisticamente, come oggetti da collezione da tenere per sé, ma come oggetto di condivisione, come "contenitori di emozioni" grazie ai quali unire le persone. Proprio partendo da questa concezione, nel 2001 Ron e Kaori Hornbaker aprirono il sito www.bookcrossing.com che, ad oggi, conta 6.685.530 libri registrati e 896.635 membri in 132 paesi. Qui, previa affiliazione gratuita, possono essere registrati i libri; a ciascun volume viene attributo un codice identificativo unico (BCID), che ne consente l’esatta individuazione. I tre "imperativi" del BookCrossing sono:

1. Etichetta: su ciascun volume è necessario apporre un etichetta con l’indicazione del BCID e delle modalità di funzionamento del BookCrossing. Sul sito è possibile scaricarne di predefinite oppure, tramite un apposito programma, personalizzarle;

2. Condividi: il volume, una volta etichettato, è pronto per essere rilasciato: su una panchina del parco, sul tavolino del bar, sull’autobus, sulla spiaggia... Ovunque la fantasia vi suggerisca;

3. Segui: chi trova un libro liberato, collegandosi al sito può, tramite il BCID, segnalare che ne è entrato in possesso e lasciare commenti, di modo che si possa creare una storia ed un percorso di ciascun volume.

Vi sono, inoltre, delle BookCrossingZones, spazi appositamente dedicati al BookCrossing, dove è possibile rilasciare libri o prenderne: si tratta, ad esempio, di sale d’attesa ospedaliere, biblioteche, locali pubblici ecc... Interessante è il fatto che, anche in questo caso (vedasi articolo su Anobii, in cui si rilevava il grande numero di iscritti italiani), la comunità dei BookCorsari - così si chiamano i BookCrossers italiani - è la più numerosa dopo quella americana e canadese, tanto da avere addirittura un proprio sito internet: www.bookcrossing-italy.com. Da lettrice "egoista", che non presta i suoi libri nemmeno agli amici, non pensavo che durante le mie ricerche si sarebbe fatta sentire la curiosità di prendere parte a questa esperienza. Ma poi ho letto testimonianze di BookCrossers che addirittura acquistano più copie di uno stesso libro: uno da tenere in bella mostra nella propria libreria, gli altri da liberare…! E allora ho pensato: perché non farlo anche io?!

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)