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Il fantasma dell'Opera, Libro del Mese di Novembre 2016, ha ispirato numerose versioni cinematografiche e l'ultima del 2004, sulle melodie del musical omonimo degli anni Ottanta, è solo la più celebre. In un'interpretazione precedente, realizzata nel 1943 in classico stile hollywoodiano, al Teatro dell'Opera di Parigi si metteva in scena un'opera quasi del tutto sconosciuta e sicuramente ben poco rappresentata, dalle melodie dolci e complesse penalizzate dalla dura critica al classismo sociale dell'Ottocento: la Martha, di Friederich von Flotow.

Von Flotow è stato un compositore tedesco del XIX secolo proveniente da una famiglia aristocratica tedesca e diplomato al Conservatorio di Parigi. Le sue opere sono pressoché dimenticate, ma per tutto l'Ottocento si sentivano ancora eseguire nei teatri europei le note irruenti e melodiche di una delle sue composizioni di maggior successo, l'Alessandro Stradella, ispirata alla tragica storia d'amore del compositore italiano realmente vissuto nel XVII secolo e della sua amante veneziana Leonora, sposa di un nobiluomo che aveva assunto Stradella come insegnante di canto per l'innamorata e che poi ordinò ai suoi sicari di ucciderlo, una volta scoperta la tresca.

L'opera che inizialmente rese celebre il compositore tedesco prima in Francia e poi in tutta Europa fu Le naufrage de la Meduse, originalmente in francese, ispirata alla celeberrima tragedia del naufragio della nave Medusa con la conseguente morte di schiavi e operai, lasciati in mezzo all'oceano dagli aristocratici e dai nobili che utilizzarono tutte le scialuppe di salvataggio per mettersi in salvo. L'episodio scosse gli animi della borghesia internazionale e fu di notevole impatto, celebrato in seguito nella letteratura come nell'arte (vedi l'immensa tela a olio La zattera della Medusa realizzata da Gericault, di dimensioni 4,91m.x7,16m.)

Comporre un'opera su un simile episodio di cronaca denota l'interesse per le questioni legate alla lotta contro il classismo, che però raggiungerà il suo apice con la sua più famosa e maggiormente rappresentata, la Martha, da cui è tratta l'aria M'apparì eseguita da Christine DuBois nel film del 1943 ispirato al romanzo di Leroux. La genesi di quest'opera è particolare perché non nasce come tale, bensì è sviluppata da un originario balletto composto a sei mani da tre compositori. Nel 1844, infatti, il Grand Opera de Paris propose a Friederich von Flotow di realizzare un balletto per la prima ballerina Adéle Dumilâtre. Poiché, tuttavia, il tempo previsto per la produzione era troppo breve, non volendo lasciare il progetto ad altri, il compositore chiese e ottenne di essere affiancato da altri due colleghi, in modo che ciascuno scrivesse le musiche di un atto. Il balletto in tre atti Martha, alla fine, fu realizzato da von Flotow in collaborazione con Friederich Burgmüller e Edouard Deldevez, ma avendo conseguito un discreto successo, von Flotow chiese alla direzione del teatro di poterne realizzare una vera e propria opera, così iniziò a scrivere la Martha, o Il Mercato a Richmond, con il supporto dell'amico librettista Wilhelm Friederich che già tanto l'aveva aiutato, anche con lo stesso Alessandro Stradella.

L'opera, in quattro atti, nella sua trama risulta moderna e satirica nei confronti dei pregiudizi sociali legati alle classi di appartenenza, tema che come si è visto con Le naufrage de la Meduse è stato molto caro a von Flotow. La protagonista è lady Harriett, una giovane nobildonna, dama di compagnia della regina Anna, la quale, annoiata della vita di corte, insieme all'amica Nancy decide di partecipare ad una nota fiera a Richmond dove si possono comprare le donne per farne schiave. Le due amiche si travestono dunque da contadine e, con l'aiuto e la protezione di un amico cortigiano, sir Tristan, si recano a Richmond, dove sono acquistate da due agricoltori alla ricerca di donne che adempiano le faccende domestiche mentre loro si occupano del lavoro nei campi. I due giovani, Lionel e Lunetta, sono molto affiatati e le due donne trascorrono una giornata ridicola in loro compagnia, scoprendo di non essere assolutamente adatte a gestire la casa di un contadino, lavoro ben più complicato di quello che facevano prima a corte.

Per scherzo le due amiche firmano il contratto di acquisto, ma non si rendono conto di essersi obbligate a quel lavoro per un anno. Di ritorno dai campi, Lionel trascorre una serata molto romantica con Harriett, che gli dice di chiamarsi Martha e le racconta la sua storia. Rimasto orfano di entrambi i genitori quand'era piccolissimo, fu affidato alle cure della famiglia di Plunkett, il quale è  considerato  come un amato fratello. L'unico ricordo che Lionel ha del padre è un anello con una gemma, che custodisce molto caramente. Harriett si rende conto che quel giovane è di estrazione superiore a quella di semplice contadino, ma nonostante provi dei sentimenti per lui, decide di fuggire dalla fattoria insieme a Nancy con l'aiuto di Tristan, che le fa presente l'obbligazione firmata nel contratto.

Lionel è innamorato di Martha e, scoprendone la fuga, cade in uno stato di depressione: la celebre malinconia di tante opere classiche musicali e letterarie. Un giorno, in giro per i boschi insieme a Plunkett, Lionel s’imbatte in una battuta di caccia della corte e riconosce immediatamente la giovane dama a cavallo. Si avvicina a lei, chiamandola Martha e le dichiara il suo amore. La donna tuttavia lo respinge e Tristan avalla la parola della dama, che ha ben più peso di quella di un contadino. Lionel è pertanto imprigionato, ma riesce a chiedere un ultimo favore all'amico fraterno Plunkett: di consegnare l'anello di suo padre alla regina, come il genitore stesso gli aveva detto di fare se si fosse trovato in difficoltà.

Harriett si rende conto di aver commesso un terribile errore ma ora non può più tornare indietro e salvare la vita di Lionel, di cui si dichiara innamorata. Nel frattempo, però, Plunkett consegna l'anello alla regina Anna, che lo riconosce come segno di una casa nobile un tempo allontanata dal regno ma poi scagionata. In virtù dell'appartenenza di Lionel a questa famiglia, il giovane è scarcerato e Harriett corre subito da lui per dichiarargli il suo amore. Adesso non esiste più un divario di classi sociali per cui il matrimonio non si possa fare. Qui entra in gioco lo scherno di von Flotow per le classi sociali: Lionel infatti rifiuta categoricamente la mano di Harriett, ancora offeso dal modo in cui è stato raggirato. I due giovani rientrano nei campi – Lionel non accetta castelli o ricchezze, volendo vivere nella semplicità della sua fattoria – ma l'amore di Harriett è talmente forte che la donna decide di mettersi di nuovo in vendita al mercato di Richmond, col rischio che Lionel non ne comprasse i servigi. Il fatto di aver visto in Martha una donna disposta a perdere agi e ricchezze pur di stare con lui conduce finalmente il cuore di Lionel al perdono e i due si sposano, ridicolizzando il rigore della divisione in classi sociali del XIX secolo con una commedia sociale purtroppo dimenticata, ma dall'immenso potenziale, riscoperta almeno nella sua aria più bella, da Arthur Lubin nel suo Il fantasma dell'Opera del 1943.

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia)

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