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Canto di Natale, Libro del Mese di Dicembre 2016, evoca subito una caratteristica peculiare del Natale: la tradizione musicale. Tuttavia non si possono non ricordare altri due aspetti tipici senza i quali non è Natale che traggono la loro origine da un passato sempre più remoto: l'allestimento del Presepe e la decorazione dell'Albero.

Il Presepe, o presepio, è di origine inconfondibilmente cristiana ed è la rappresentazione scenica per mezzo di statue di uno degli episodi biblici legati alla nascita di Cristo. Il racconto evangelico, infatti, narra del transito di una cometa per dimensioni e brillantezza mai viste prima, proprio in concomitanza dell'incarnazione di Dio sulla Terra. Questo corpo celeste, la cosiddetta Stella Cometa o Stella di Betlehem, fu studiata da alcuni astronomi orientali ed in particolare da tre sacerdoti zoroastriani, chiamati Magi, i quali secondo il racconto biblico ne seguirono il tracciato camminando nel deserto e raggiungendo Betlehem, scoprendo l'origine soprannaturale del fenomeno astronomico: la nascita dell'uomo-Dio, appunto.

Seguire il passaggio di una cometa come fosse una scia luminosa non appare verosimile, ma bisogna ricordare che è ancora in auge il dibattito sull'esistenza o meno di una stella più luminosa di altre che in quegli anni abbia potuto brillare fissa sui cieli di Betlehem. Alcuni scienziati, ad esempio, hanno ipotizzato che il racconto biblico si riferisca ad un particolare episodio verificatosi nel 7 a.C., anno in cui i tre pianeti Marte, Giove e Saturno si allinearono perfettamente rispetto alla Terra, evento non frequente in astronomia.

Sebbene nel corso dei secoli, soprattutto nelle chiese rupestri e nelle catacombe, si rappresentarono scene della natività di Cristo, il primo presepe nel senso in cui lo intendiamo noi oggi risale al 1223 e fu ideato da Francesco d'Assisi, che lo realizzò a Greccio, oggi in provincia di Rieti, in un luogo che ritenne simile alle caratteristiche della città di Betlehem, dalla quale era rientrato pochi anni prima dopo un viaggio in Palestina per visitare i luoghi di Cristo. Francesco chiese ed ottenne dal pontefice, Onorio III, di realizzare una rappresentazione in statue della scena della natività e da allora la tradizione del presepe ebbe una tale fortuna da estendersi in tutta l'Europa cattolica.

Oggi il presepe si è trasformato in una vera e propria arte, abbellendosi con fontane d'acqua, strade e ponti, personaggi mossi meccanicamente e quant'altro. Da citare in questo senso anche una tecnica di realizzazione del presepe che sta diventando sempre più caratteristico nelle case e nei luoghi pubblici, il presepe di cartapesta. Non bisogna infine dimenticare la tradizione del Presepe Vivente, molto in voga soprattutto nel sud dell’Italia, la quale affonda le sue radici nel Medioevo e nel genere artistico delle sacre rappresentazioni, che riguardavano i momenti topici della vita di Cristo: la nascita e la morte.

La tradizione dell'Albero di Natale, invece, è ben più antica di quella del presepe ed è di derivazione nordica. Abbellire gli alberi di lanterne con fiaccole accese e di stracci dai colori forti, soprattutto il rosso, era una tradizione tipica dei vichinghi e dei celti dei paesi più settentrionali, dove il sole scompariva per lunghi giorni nel periodo invernale e dove quindi si sentiva la necessità di invocarne il ritorno con riti propiziatori. Durante il Medioevo l'Europa cristiana rischiò di far scomparire quest'antica usanza, sostituendola con quella dell'Agrifoglio, pianta spinosa e dalle caratteristiche bacche rosse. L'agrifoglio era utilizzato per agghindare le case e le sue punte acuminate dovevano riportare subito alla mente la corona di spine indossata da Cristo nei giorni delle torture che condussero alla sua morte – le bacche di colore rosso acceso simboleggiavano chiaramente il sangue.

Tuttavia la tradizione dell'albero non fu mai soppiantata: con le sue foglie sempre verdi, l'albero di Natale rappresentava intuitivamente la vita che non muore, chiaro riferimento all'immortalità di Cristo. L'albero ha resistito al cambio di tradizioni storiche, costituito dal Cristianesimo è divenuto così uno dei pochi esempi di tradizioni dell'antichità giunte fino ad oggi. Oggi alcuni paradigmi sociali sono cambiati di nuovo e ad esempio si è contestato spesso l'uso di alberi veri per abbellire le case o le piazze delle città nel periodo di Natale: la tradizione, però, è fatta salva, grazie ad alberi sintetici o costituiti esclusivamente da luci, com'è il caso dell'albero più grande del mondo, quello di Gubbio, installazione artistica di sole luci disposte lungo il dorso della montagna ai piedi della quale sorge la città.

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia)

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