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Canto di Natale, Libro del Mese di Dicembre 2016, è un titolo che rimanda subito a due caratteristiche essenziali del periodo delle festività natalizie: il canto corale e l'idea di pace e unità. La prima contiene in se stessa la seconda: il canto corale è unità perché nasce dall'unione di diverse voci e dall'intreccio di più melodie insieme. Grazie alle nuove tecnologie, da qualche anno è stato realizzato un progetto che esprime a livello mondiale questa commistione tra canto e pace: il Virtual Choir.

Il Virtual Choir è un'esperienza di canto corale di tipo virtuale e la sua caratteristica peculiare consiste nel fatto che i suoi coristi non si trovano tutti nello stesso luogo durante l'esibizione. Tramite l'utilizzo di smartphone e apparecchi di registrazione o videotelefonia, i vari membri del coro possono esibirsi in contemporanea restando però ognuno nella propria abitazione, nel proprio Stato, nel proprio continente. Il pubblico in sala può ascoltare in questo modo voci da tutto il mondo, anche se sul palcoscenico c'è solo un computer o un cellulare.

L'idea, che ha del geniale, ha un padre illuminato: Eric Whitacre, un compositore statunitense nato nel 1970 in Nevada. Da piccolo appassionato di musica, studiò pianoforte e fece parte di alcune band di musica pop e rock. Durante l'università si appassionò al canto corale, pur restando sempre fedele alla musica elettronica e sintetizzata che lo aveva accompagnato durante l'adolescenza. Tuttavia la sua vita era destinata a prendere una strada ben diversa, che lo avrebbe consacrato come uno tra i più celebri compositori di musica corale e sinfonica di oggi. Il merito fu tutto di Mozart e del suo celeberrimo Requiem (RV 626): Whitacre, infatti, dovette studiare l'opera ed eseguirla con un coro all'università e da allora la sua passione per la musica cambiò completamente binario, portandolo a studiare composizione e direzione d'orchestra e facendogli abbandonare l'esperienza pop. Compose numerose opere per il coro universitario con cui si esibiva, ma il successo arrivò con Ghost Train, una composizione strumentale per soli archi che ad oggi è tra le sue partiture più registrate da orchestre sinfoniche e filarmoniche di tutto il mondo.

L'esperienza del Coro Virtuale nacque da un episodio specifico, da un piccolo seme che si è trasformato poi in qualcosa di grande che ancora non ha smesso di dare i suoi rutti. Intorno al 2009 Whitacre ricevette un audio da una sua fan newyorkese, Brittin Losee, la quale aveva registrato una personale versione di una composizione corale dell'artista. Dell'audio Whitacre apprezzò in particolare la voce della ragazza ed ebbe un'idea: perché non far cantare le persone dalle proprie case, registrando la musica e unificando poi in studio le tracce audio? Decise di fare un tentativo e prese come campione uno dei suoi brani, Sleep. Il progetto si rivelò fattibile e coristi da tutti gli Stati Uniti vollero partecipare. Whitacre propose dunque di realizzare una versione interamente registrata nel modo "virtuale" di uno dei suoi brani più famosi, Lux aurumque. L'esperienza riscosse uno strepitoso successo: l'opera fu realizzata da ben 185 cantanti diversi che registrarono i propri interventi musicali da dodici Paesi diversi.

Diventata virale, l'idea di Whitacre esplose e anno dopo anno portò nel Virtual Choir sempre più persone da tutto il mondo, travalicando i confini degli oceani. Il secondo progetto di questo genere, Virtual Choir 2.0 fu rilasciato nel 2011 e le nazioni coinvolte furono ben cinquantotto. Il numero salì a settantatrè l'anno seguente, il 2012, con Virtual Choir 3. In questa raccolta Whitacre ripropose una sua vecchia composizione realizzata nel 1995, Water Night, che grazie al Coro Virtuale divenne famosissima, essendo utilizzata per la commemorazione del centenario dall'affondamento del Titanic, eseguita coralmente all'inaugurazione del nuovo monumento dedicato, il Titanic Belfast.

L'esperienza non terminò lì e anzi continuò ad attirare gente da tutto il mondo. I Paesi partecipanti al progetto divennero centouno con Virtual Choir 4, che vide la luce nel 2013. Il brano di punta, Fly to Paradise, fu eseguito quell'anno a Buckingham Palace durante il Coronation Festival. Da quest'esibizione nacque un'idea collaterale, su iniziativa dell'UNICEF, la quale propose la costituzione di un Virtual Youth Choir, composto da piccoli cantanti da tutto il mondo con età inferiore ai diciotto anni. Questo nuovo coro si esibì per la prima volta, sempre "virtualmente", nel 2014 durante la cerimonia di apertura dei Commonwealth Games di Glasgow e le nazioni rappresentate dai coristi furono ben ottanta.

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia)

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