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Una vita decisamente fuori dagli schemi quella di Goliarda Sapienza: attrice teatrale e cinematografica, icona femminista ed una tra le autrici più importanti del Novecento italiano, sebbene sia stata a lungo dimenticata e riscoperta solamente negli ultimi anni. L'arte della gioia, "libro-scandalo" e "autobiografia immaginaria", è il nostro Libro del Mese di Gennaio 2017.

Goliarda Sapienza nasce il 10 maggio 1924 a Catania da padre avvocato e madre sindacalista, entrambi note figure della sinistra ed entrambi già vedovi (con sette figli l'una e tre figli l'altro). I genitori, non sposati, la allevano in totale libertà e senza alcun vincolo sociale, tanto che Goliarda non frequenterà nemmeno la scuola per evitare influenze fasciste.

Già da bambina ama esibirsi come attrice, ballerina e cantante, ma la sua salute precaria ed alcune malattie contratte non le permettono di avere un successo continuativo. Decide di frequentare l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma, dove si era trasferita con la famiglia, ma non porterà a compimento gli studi e, contestandone i metodi, fonderà insieme ad altri studenti una propria compagnia di avanguardia.

Goliarda intraprende quindi la carriera di attrice, lavorando tra gli altri con Luigi Comencini e Luchino Visconti. Prende parte alla corrente del neorealismo italiano, vive le luci della ribalta e ne scopre le infinite contraddizioni. Nel 1947 conosce il regista Citto Maselli e nasce una relazione simbiotica ma aperta, durata oltre diciotto anni.

Molto instabile emotivamente, anche a seguito della morte della madre (alla quale scrive la sua prima poesia, A mia madre), tenta il suicidio nel 1962 e, dopo essere stata ricoverata e sottoposta ad elettroshock, nuovamente due anni dopo. Finita in coma, al risveglio decide di cambiare vita, di abbandonare il mondo del cinema, che vede così lontano in fondo dalla sua essenza, per dedicarsi alla scrittura.

Al primo romanzo Lettera aperta (1967), che narra della sua infanzia a Catania, fa seguito Il filo di mezzogiorno (1969), storia della sua psicoanalisi. Nel 1976 inizia la stesura de L'arte della gioia, che una volta terminato non troverà però un editore disposto a pubblicarlo. Nostro Libro del Mese di Gennaio 2017, definito "libro-scandalo" e "autobiografia immaginaria", è uno dei testi più celebri dell´autrice, nel quale si racconta la vita di Modesta, nata il 1° gennaio 1900 e che attraversa il secolo vivendo sempre a pieno e al di là di qualsiasi etichetta, mostrando quante sfumature e quanti volti può avere una donna – una donna fuori dagli schemi, proprio come la sua autrice, e che ha molto da raccontarci.

Negli anni Ottanta Goliarda finisce in carcere per furto di gioielli a casa di un'amica, e da questa esperienza nascono L'Università di Rebibbia (1983) e Le certezze del dubbio (1987).

Muore nel 1996 nella sua casa-rifugio a Gaeta, in povertà e senza che il suo valore fosse stato mai riconosciuto. Solamente con la ripubblicazione nel 2008 de L'arte della gioia da parte di Einaudi (già pubblicato nel 1998 da Stampa Alternativa), è arrivata al grande pubblico. Einaudi ha pubblicato e continua a pubblicare l'opera postuma – romanzi, poesie, pièces - e si sta assistendo ad una vera e propria riscoperta di questa autrice la cui lettura, a ragione, viene oggi considerata imprescindibile.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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