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Bruciare i libri perché insegnano la diversità e mostrano come cogliere dalla disuguaglianza la ricchezza e la forza positiva. Questo è il progetto alla base della società utopistica e negativa presentata da Fahrenheit 451, Libro del Mese di Febbraio 2017. È impossibile non ripensare a uno dei libri più famosi della storia che ha subito la stessa sorte, seppur per motivazioni diverse: la Bibbia. La studiosa Gigliola Fragnito delinea molto chiaramente la questione nel suo famoso saggio La Bibbia al rogo, edito da Il Mulino nel 2003 (nuova edizione nel 2015).

Tutto cominciò con la nascita del Protestantesimo, in seguito alle azioni del monaco agostiniano Martin Lutero agli inizi del XVI secolo. Questi, dopo un viaggio in Italia e una visita in particolare a Roma, restò sconvolto e disgustato dalla compravendita delle indulgenze che avveniva nella sede papale in cambio di fondi da destinare alle casse della Santa Sede. Vendita delle indulgenze,  che significava vendita di giorni di sconto della pena in Purgatorio (indulgenza) in cambio di denaro e preghiere. Questo può essere considerato come segno dei tempi: si sta parlando di un periodo, infatti, durante il quale il pontefice romano era per lo più un sovrano, signore militare e politico più che religioso, rampollo di questa o quella famiglia influente a livello internazionale (Medici, Della Rovere, Borgia…).

Di ritorno dall'Italia, dunque, Lutero cercò l'appoggio delle fazioni politiche lontane dalla Chiesa Cattolica e più vicine all'imperatore tedesco. Con l'aiuto di alcuni principi potenti e facoltosi poté dunque diffondere una sua versione della fede in Cristo, che rese nota alla Germania dell'epoca nel 1517, quando affisse le sue celebri Novantacinque Tesi sulla porta della Cattedrale di Wittemberg, atto che gli valse la scomunica da parte del Papa. Tra le varie modifiche apportate da Lutero, ne evidenziamo una in particolare: egli eliminò la figura dei sacerdoti come ministri di un culto misterioso e segreto. I sacerdoti cristiani, infatti, sono tuttora considerati depositari dei misteri del culto, solo loro possono officiare durante le funzioni religiose in chiesa. Lutero, al contrario, concepiva la fede e la liturgia come qualcosa di personale, un intimo rapporto con la divinità. Questo rapporto poteva avvenire tramite la lettura diretta della Bibbia e cioè della parola di Dio. Per questo motivo la sua innovazione più grande fu proprio la traduzione dal latino in tedesco del testo sacro della cristianità.

La possibilità di leggere da soli il testo sacro, senza che nessuno lo interpretasse, fu la vera rivoluzione della Riforma, cioè della nascita del protestantesimo. Questo grande cambiamento fu reso possibile dall'invenzione della stampa, avvenuta pochi anni prima in Austria e che contribuì a una diffusione ben più rapida e numerosa di testi scritti. La Bibbia in volgare tedesco, fu dunque l'emblema del passaggio dei tempi: chiunque fosse stato interessato ad interagire con la divinità non aveva più bisogno di avere un ministro che leggesse ed interpretasse dal latino, ma poteva farlo da solo nella propria intimità.

La Chiesa cattolica dovette chiaramente correre ai ripari ed entrò in quella fase storica che viene comunemente indicata come Controriforma. L'episodio cardine di questo periodo fu il Concilio di Trento, che interessò i vescovi cattolici per quasi un ventennio, dal 1545 al 1563. Tantissime furono le innovazioni apportate alla liturgia da questo concilio, ma lo spirito dei vescovi non era riformatore, bensì conservatore, una vera e propria muraglia di difesa contro i pericoli rappresentati da Lutero, che aveva potuto godere di molto successo in Germania grazie all'appoggio politico dei principi e dell'imperatore.

L'azione più rappresentativa del conservatorismo cattolico fu l'edizione di un Indice dei libri proibiti, una lista comprendente testi di ogni genere e di varia natura. Tutto quanto potesse essere, anche lontanamente contrario allo spirito religioso cristiano cattolico fu bruciato, compresa però l'edizione della Bibbia in italiano. Dopo l'esperienza luterana, infatti, era iniziata la stampa del testo sacro nelle versioni delle principali lingue volgari europee. Il Papa, poiché depositario di un potere politico circoscritto allo Stato Pontificio, non poté arrogarsi il diritto di imporre anche ai sovrani di Francia e Inghilterra l'obbligo di bruciare i testi sacri e gli altri libri presenti nell'Indice. Per questo motivo solo in Italia e nella cattolicissima Spagna furono messe in pratica le leggi tridentine e la parola di Dio, seppur nella sua traduzione in italiano, subì la stessa sorte dei libri di stregoneria.

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia)

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