Questa settimana voglio condividere con voi un articolo che ho scovato per puro caso e che mi ha molto colpita, perché trovo che nella semplicità di questo dialogo vengano toccate molte e diverse tematiche interessanti. Si tratta di un articolo di Raul Montanari, scritto per la sua rubrica sul settimanale Grazia, "La differenza delle donne". Senza dilungarmi ulteriormente in preamboli, ve lo riporto integralmente sperando di discuterne insieme sul Forum!

 

"Che cosa stai leggendo?" mi chiede lei.
"Patricia Highsmith, Piccoli racconti di misoginia. E tu?"
"Un romanzo di Laura Bosio".
"Curioso", dico io. "Stiamo leggendo tutti e due delle autrici. Eppure l’offerta letteraria nazionale e internazionale è più maschile che femminile. Insomma, ci sono in giro più libri scritti da maschi che da femmine. Quindi è strano che almeno uno di noi due non stia leggendo un libro di un autore maschio".
"Ma sei sicuro di quello che stai dicendo? Io potrei farti a memoria, adesso, un elenco di cento scrittrici."
"E io a te ne faccio uno di trecento scrittori."
"Non ho capito cosa stai cercando di dimostrare", si secca lei, deponendo il libro e girandosi a guardarmi.
"Proprio niente. Mi limito ad osservare che forse gli uomini scrivono più delle donne. Di sicuro pubblicano di più. Basta che tu prenda i cataloghi delle dieci principali case editrici italiane per convincertene: il rapporto fra autori e autrici varia da tre a uno, a cinque a uno, addirittura."
"Quando dici che scrivono di più tu intendi dire che scrivono meglio. Dai, non nasconderti dietro un dito, che ti conosco. Tu mi stai dicendo che gli scrittori sono più bravi delle scrittrici. Altro che la misoginia di Patricia Highsmith!"
"Per niente", mi difendo io, offeso nella mia innocenza oltraggiata. "Pubblicare di più non significa scrivere meglio. Un libro viene pubblicato quando l’editore pensa che avrà un mercato e la casa editrice potrà guadagnarci. Questo non significa che quel libro sia "migliore" di un altro che viene respinto. Può darsi che molti maschi propongano una narrativa più commerciale, per esempio scrivendo romanzi polizieschi. Però, c’è una cosa importante che devo aggiungere: tutte le ricerche sostengono che l’universo dei lettori funziona al contrario. Ci sono all’incirca due lettrici donne per ogni lettore maschio."
"Sai che consolazione".
"Consolazione? Leggere è molto più importante che scrivere! La civiltà di un popolo si misura da quanto legge. Infatti, uno dei problemi dell’Italia è che si legge poco. I maschi leggono poco, per l’esattezza."
"Ma se leggere è meglio che scrivere, perché tu fai lo scrittore?"
"Bè, è il mio mestiere. Però ti dico una cosa ed è la verità: altri possono anche vantarsi dei libri che hanno scritto, ma io sono orgoglioso di quelli che ho letto."
"Bella, questa. L’hai scritta in un libro?"
"No. L’ho letta."

(tratto da "Grazia", n. 48 del 29/11/2010, p. 99)

 

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)