Il Club del Libro, sin dalla sua nascita, si è interessato ad un filone "alternativo" alla letteratura fatta di carta stampata: stiamo parlando del mondo degli audiolibri. La Rubrica Letteraria vuole quindi presentarvi oggi "I nomi fanno il mondo", audiolibro edito da Il Narratore Audiolibri (2010, € 9,90). Abbiamo incontrato lo scorso dicembre il suo autore, Gianluca Favetto (nato a Torino nel 1957, giornalista, scrittore, poeta, saggista), in occasione di una sua presentazione presso la Libreria Therese di Torino, dove, davanti ad una dozzina di aficionados ed un bicchiere di vermouth (vino liquoroso aromatizzato piemontese, ndR), l’autore si racconta e ci racconta.

"I nomi fanno il mondo" è, rispetto agli altri audiolibri, particolare e degno di nota anche perché non si tratta della semplice lettura ad alta voce di un libro nato per la carta stampata, ma di un testo concepito appositamente per l’ascolto. Si compone di 41 (che inizialmente erano 118!) "piccoli romanzi" scritti e letti dall’autore stesso, di venti, venticinque righe ciascuno.
Ma perché proprio un audiolibro e non un libro "tradizionale"? Favetto ci apre gli occhi con una riflessione: "I latini dicevano Verba volant, scripta manent. Loro, al contrario dell’uomo di oggi, davano valore al volant, perché le parole, volando, arrivano ad un altro soggetto e creano ciò che possiamo definire una comunità: la forza della parola è proprio quella di muoversi, avere delle gambe, andare, conoscere, incontrare, far incontrare. La scrittura invece viene descritta con manent, rimanere, che è un verbo statico e seppellisce la parola, la quale rimane ferma, non comunica più, non vola più."
"Mentre facevo radio, scrivevo di getto delle riflessioni e poi costruivo su questi appunti una storia". Da qui muove l’idea che queste storie potessero essere fatte "passare di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, di bocca in orecchio", spiega Favetto, "senza necessariamente passare attraverso la vista, di modo da andare dove non erano prigioniere della carta".
Dunque, l’audiolibro viene visto come forma di "liberazione" della parola, la quale per trasmettere emozioni e raccontare una storia oltrepassa gli usuali confini di un foglio di carta, utilizzando e coinvolgendo il senso dell’udito. "Il 50% del senso di una parola lo fa il suono. Se pronunci una parola ad alta voce, ti rendi conto che i suoni che la compongono o il modo in cui si dispongono le sillabe possono non legare, ed è per questo che ogni parola che viene messa sulla pagina condiziona la parola che precede e quella che segue. La parola ascoltata è di più difficile comprensione rispetto alla parola che viene letta: se leggo posso tornarci, soffermarmici, mentre invece la parola ascoltata, per fare la felicità del lettore-ascoltatore, deve essere leggera, precisa, immediata. E la felicità dello scrittore è proprio il ritornare su ciò che scrive finché non suona perfetto."

 

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)