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Patti Smith è una delle più celebri artiste statunitensi del XX secolo e la sua notorietà si estende a tutto il mondo, ma non in molti conoscono la sua vena poetica, il suo amore per il Giappone e la sconfinata passione per Murakami Haruki, autore del Libro del Mese di Aprile 2017, Uomini senza donne.

Patricia (Patti) Smith è nata a Chicago nel 1946 ed è stata una delle voci più rappresentative, a partire dagli anni Settanta, di generi come il rock, il punk e la New wave. La forza del suo successo è dovuta alla voce intensa, passionale e fuori dagli schemi per quel periodo, unita ad una grande passione per la poesia e alla capacità di raggiungere dritto il cuore del suo pubblico con brani dal testo significativo e profondo. Non è un caso, infatti, che la sua carriera musicale sia iniziata con reading delle proprie e di altre poesie, accompagnate da momenti musicali eseguiti alla chitarra da Lenny Kaye.

Il primo lavoro musicale di successo per Patti Smith è stato il suo primo album, Horses, uscito nel 1975, ma la sua attività di scrittrice era già in corso almeno da tre anni. La sua prima pubblicazione risale, infatti, al 1972, Seventh Heaven, anche se in Italia è arrivata a sette anni di distanza con il titolo assolutamente generico di Poesie, edizione Newton Compton. La sua attività letteraria è davvero prolifica e i suoi ultimi lavori sono tutti di stampo autobiografico, in prosa narrativa.  Tra i suoi ultimi libri si trovano, infatti, New Kids (2010) e M Train (2015): il primo è un insieme di spunti di riflessione estrapolati dagli episodi della propria giovinezza newyorkese degli anni Sessanta; il secondo è un viaggio sul treno della memoria attraverso diciotto stazioni, diciotto luoghi che sono stati importanti e significativi per la sua vita. Uno di questi è il suo ristorante preferito al centro di Tokyo in cui descrive quanto Murakami sia stato d'ispirazione per lei.

In M Train l'autrice stila un elenco di titoli, dividendo i libri importanti della sua vita in grandi classici, quasi sacri, e libri d'ispirazione, come investiti di uno spirito vitale, di una forza che parla direttamente al cuore di chi legge e che, nella maggior parte dei casi, costringe a rileggere, non concedendo l'opportunità di uscire dall'atmosfera che hanno generato. Al primo gruppo appartengono testi come Moby-Dyck e Frankenstein; al secondo, invece Il maestro e Margherita, la Divina Commedia, Il principe e il mendico di Twain e la gran parte dei romanzi di Murakami.

Uno tra tutti i libri dell'autore giapponese, però, ha meritato il primo posto sul treno della memoria di Patti Smith: L'uccello che girava le viti del mondo (1994). La cantante scrive ad un certo punto: "L'uccello che girava le viti del mondo è uno di quei libri che ho finito e che mi sono sentita immediatamente obbligata a rileggere. In primo luogo perché non volevo uscire dalla sua atmosfera. Ma anche perché lo spirito di una frase mi stava divorando. Un qualcosa che scioglieva i nodi irrisolti e che mi accarezzava il collo con le sue dita sfilacciate mentre dormivo" (traduzione libera dall'originale).

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia)

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