images/rubrica-letteraria/libri-in-valigia-consigli-blogger.jpg

Tempo di vacanza, tempo di letture! Il Club del Libro quest'anno si è rivolto a dieci lit-blogger, chiedendo a ciascuno un consiglio per l'estate: quale libro bisognerebbe proprio mettere in valigia? Classici contemporanei accanto a romanzi di recente pubblicazione, il thriller ma anche la biografia; tantissima narrativa straniera (per lo più anglosassone) e diversi editori indipendenti.

 TRE ROMANZI IN UNO – Elisa, Odor di Gelsomino

Il mio consiglio per l'estate è un libro uscito qualche mese fa per Marsilio, Nudi come siamo stati di Ivano Porpora. Ambientato tra la Provenza e un paesino lombardo, racconta di tre uomini – ma anche delle donne che attorno a questi tre uomini orbitano o hanno orbitato –, ognuno col proprio carico di dolore. Racconta l'arte, che potrebbe salvare dal vuoto ma delle volte non basta. Racconta la vita, che andrebbe presa a morsi ma delle volte non ci si riesce. Nudi come siamo stati è un romanzo potente, denso, così sincero da essere brutale. Per nulla rassicurante, ma d'altronde la buona letteratura non lo è mai.

INCROCIO DI DESTINI AL GRAND HOTEL DI BRIGHTON – Marco, Recensireilmondo
Consiglio un romanzo molto british, garbato e allo stesso tempo con le radici ben piantate nella storia recente della Gran Bretagna, e in particolare nel conflitto nord-irlandese. Lo scrittore inglese Jonathan Lee sceglie, ne Il tuffo (trad. S. Reggiani, Sur), di trattare il tema partendo dai suoi personaggi e in particolare da un incrocio di destini attorno al Grand Hotel di Brighton, dove nel 1984 l'IRA ambientò un attentato che aveva come obiettivo ultimo Margaret Thatcher. Un libro scorrevole ma non banale, che potrebbe piacere ai fan di Jonathan Coe.

LA DONNA CHE CAMBIÒ LA STORIA DELLA MEDICINA – Simona, Letture Sconclusionate
Se vi dicessi che so chi è la persona da ringraziare per i medicinali per curare l'influenza e per prevenire la polio? Si chiamava Henrietta Lacks, aveva trent'anni, un marito e cinque figli quando morì di cancro alla cervice. Era una donna nera nell'America degli anni Cinquanta: povera, quasi analfabeta ma di gran cuore, non negava aiuto a nessuno. Ha continuato a farlo dopo la morte, a sua insaputa, grazie alle cellule tumorali rimosse dalla cervice prima di un trattamento assassino a seguito di una diagnosi sbagliata: erano le prime cellule umane che sopravvivevano e sulle quali fare sperimentazioni impossibili. Dietro questa storia si celano segreti, tantissimo dolore e la lotta della figlia Debora perché il mondo sapesse chi si celava dietro la scritta HeLa. La felice penna di Rebecca Skloot regala a La vita immortale di Henrietta Lacks (trad. L. Civalleri, Adelphi) una intensità, passionalità e partecipazione che rendono questa biografia una delle più belle lette negli ultimi anni.

L'ASSURDO IN UN VECCHIO CINEMA DI PARIGI – Andrea, Un Antidoto Contro La Solitudine
Il Brady di Jacques Thorens (trad. M. Lapenna, L'Orma) è una storia dell’assurdo: un vecchio cinema nel quale Harry Potter trova spazio tra decine di B-moovie proiettati di fronte a un pubblico di barboni e prostituite. Il Brady sarà un luogo di scoperta in cui i mostri, tutti gli emarginati delle strade parigine, cercheranno una consolazione tra i numerosi cambi di pellicola. Un libro per chi nella vita è sempre arrivato tardi e gli anni migliori, con tutti i loro momenti indelebili, se li è sempre persi. Un libro di nascosta meraviglia, di grande divertimento e sotterranea malinconia. Una storia vera indirizzata a chi non ha paura di una pensione di rimpianti col cesso in comune.

LA FAMIGLIA CAZALET - Elisa, La Lettrice Rampante
Il mio consiglio per l’estate non è un solo libro, ma quattro: tanti quanti sono i volumi che compongono la Saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard (trad. M. Francescon, Fazi) di Elizabeth Jane Howard. Forse quattro volumi vi potranno sembrare tanti, ma una volta che avrete iniziato il primo, Gli anni della leggerezza, e avrete conosciuto tutti i membri della famiglia Cazalet (qualcuno lo amerete, qualcun altro vi starà terribilmente antipatico), vi accorgerete di non poterne più fare a meno. E così li seguirete inIl tempo dell’attesa, proverete insieme a loro Confusione negli anni della guerra e poi passerete ad Allontanarsi, fino a chiedervi quanto manchi all’uscita dell’ultimo volume, Tutto cambia (previsto per metà settembre). Leggendo, conoscerete i dettagli più intimi di questa famiglia (soddisfacendo anche un sano desiderio di gossip, che d’estate ci sta sempre bene) ma soprattutto avrete un ritratto fedele, appassionato e bellissimo della società inglese dalla metà degli anni '30 fino agli anni '60 del '900.

RACCONTI AGRODOLCI – Diana, Non riesco a saziarmi di libri
Un libro per chi ama i sorrisi agrodolci, per chi non si dà mai per scontato. Nei racconti di Toni Cade Bambara la realtà mostra un lato nuovo, inaspettato. Le voci narranti si accavallano, incontrano e scontrano. Il lettore è continuamente stimolato, scandalizzato, rattristato e divertito. Basta una frase, un'esclamazione, un punto esclamativo o un dialogo sospeso per cambiare occhi, voce e prospettiva. Quindici racconti, un'infinità di mondi. Gorilla, amore mio (trad. C. Mennella, Sur) è una raccolta di racconti sorprendenti e ironici. Storie che scavano forme definite, modi di dire e pregiudizi, per arrivare con coraggio e maestria al loro cuore, per mostrarne l'anima.

NON SOLO CRIME – Valentina, La Biblioteca di Babele
Il mio consiglio di lettura per l'estate è Brighton di Michael Harvey, un thriller intenso pubblicato quest'anno da Nutrimenti e tradotto da Nicola Manuppelli. Kevin Pearce è un giornalista investigativo e vive a Boston, ma a causa di un'indagine in cui potrebbe essere coinvolto deve tornare a Brighton, luogo in cui è nato e che ha abbandonato da tanti anni. Per nulla scontato, questo romanzo non è solo un crime, ma anche e soprattutto una storia di legami familiari e di amicizia che dura nel tempo. Particolarmente riuscite le ambientazioni e la caratterizzazione dei personaggi, dal momento che lo stesso Harvey è nato e vissuto a Brighton, quindi racconta ciò che conosce davvero.

I WOP DI JOHN FANTE – Chiara, Librofilia
La confraternita dell'uva (trad. F. Durante, Einaudi) è il libro più onesto e più maturo di John Fante. Oltre a misurarsi definitivamente con le sue origini italo-americane e a descrivere uno spaccato di vita di un gruppo di wop - particolarmente dediti all'alcoolismo e alle scorribande e, allo stesso tempo, cultori di un sincero rapporto di rispetto e di amicizia reciproca, avendo condiviso l’esperienza forte e dolorosa dell'emigrazione prima e dell'emarginazione dopo – è contemporaneamente resoconto degli ultimi giorni di vita di quel padre tanto disprezzato quanto segretamente amato e ammirato. Insomma, un libro che fa sorridere per via del suo tono comico e ironico e per il frequente scambio di battute accese, perfette e incalzanti ma anche una storia dolorosa e malinconica, perché permette ad un figlio di misurarsi con la morte del proprio genitore e di provare a fare finalmente pace con il proprio passato.

QUANDO A RACCONTARE È UN FETO – Bruna, Il Mondo di Athena
Nelle storie che vengono raccontate, il punto di vista è sempre fondamentale. Nell'ultimo romanzo dello scrittore britannico Ian McEwan, Nel guscio (trad. S. Basso, Einaudi), il narratore è proprio d'eccezione. La storia dai toni drammaticamente shakespeariani viene raccontata da un bimbo ancora protetto dal grembo materno. Sente tutto, congettura su ogni cosa, ragiona e si sforza di apprendere il più possibile sul mondo che lo circonda. Immagina però un futuro triste e cupo, determinato dal tradimento materno e dall'agire immorale del proprio zio. I due, infatti, sono amanti e i loro piani sono malvagi. La curiosità, però, è troppa per restarsene sommersi nel liquido amniotico: il bimbo viene alla luce, quasi inatteso.

UN CLASSICO DELL´HORROR CONTEMPORANEO - Elena, Io e Pepe (e libri e altro)
Da anni corteggiavo Stephen King, sollecitata da più parti ad accostarmi a quello che viene reputato il maestro della letteratura fantastica e dell’horror contemporaneo. Il genere non mi attira più di tanto ma sentivo che non aver letto neanche un romanzo di King era una lacuna da colmare. Il momento è arrivato quest’estate, con It (trad. T. Dobner, Sperling & Kupfer), considerato il capolavoro dello scrittore statunitense. Aspettavo insomma la stagione estiva per potermi dedicare a una lettura impegnativa, almeno in termini di tempo: il libro è poderoso, supera le 1200 pagine, per questo ne consiglio la lettura in ebook, decisamente più pratico. Pensare che It sia un romanzo horror è un errore di valutazione, una sottostima di quello che è davvero: romanzo di formazione, summa delle paure più nascoste che caratterizzano l'età infantile, specchio di una provincia sonnolenta e ipocrita, celebrazione della memoria. It è tutto questo e anche di più, dispiegato in uno stile magistrale, fatto di personaggi e situazioni delineati con estrema cura (ma poteva essere diversamente?). Per me è solo il primo King, a cui certamente faranno seguito altri titoli, se tanto mi dà tanto.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail