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Il progetto Pagine Vive ha avuto inizio regalandoci immediatamente spunti di riflessione e di approfondimento grazie ai quali abbiamo potuto discutere in classe e che speriamo incuriosiranno anche la Community de Il Club del Libro. Il primo tema trattato è stato quello della discriminazione, nell'accezione tutta italiana di differenze tra Nord e Sud, partendo da alcune frasi incontrate durante la lettura, per arrivare a parlare del fenomeno storico dell'emigrazione.

Le classi seconde hanno scelto due libri molto particolari, prendendo spunto dal mondo della legalità e del rispetto dei diritti nell'ambito dello sport. Il primo dei due è Bestie da vittoria, di Danilo Di Luca, un saggio autobiografico sulla storia di un ciclista espulso dai circuiti di gara per essere stato trovato positivo ai controlli anti-doping. La lettura di questo libro ci ha fatti interrogare sul valore dell'onestà e della corretta competizione sportiva, ma ci ha dato anche uno spunto per riflettere sulla discriminazione. Vediamo insieme come. [Le frasi tra virgolette, quando non specificato, sono tratte dagli elaborati scritti degli allunni].

A che punto siamo con la lettura del libro di Di Luca?

"Danilo è uno sportivo che si dopa per vincere le gare di ciclismo, e non se ne pente. Lo faceva da molto, ma non lo avevano mai scoperto perché aveva adottato una tecnica grazie alla quale dopo un certo numero di ore non si trovavano più tracce di sostanze dopanti nel sangue. Un giorno, tuttavia, gli ispettori anti-doping lo hanno scoperto, grazie al fatto di aver modificato le tecniche di controllo e per questo l'atleta è stato squalificato ed escluso dal mondo del ciclismo. Di Luca decise così di scrivere una sua autobiografia iniziando a ricordare i suoi primi contatti con questo sport. Aveva solo otto anni quando fece la sua prima gara, che vinse pur essendo il più giovane del gruppo. La passione per il ciclismo gli era stata tramandata dal nonno, che aveva cercato di convincere tutti e tre i suoi nipoti ad appassionarsi a quello sport. Il primo, tuttavia, faceva il maratoneta, mentre il secondo non vi era abbastanza portato. Il terzo, Danilo, si era appassionato sin da piccolo diventando da subito molto bravo".

Dal libro all'aula: la discriminazione.

Una frase, ad un certo punto, ci ha colpiti ed è stata spunto per interrogarci sul tema della discriminazione. Ecco cosa scrive Di Luca: "Quando sono entrato nell'ambiente, il divario tra Nord e Sud Italia era abissale. So che oggi nel mondo globalizzato può sembrare ridicolo che la provenienza conti, ma il ciclismo è un piccolo ecosistema e le relazioni che sei in grado di coltivare fanno la differenza".

Cosa si pensa oggi in classe di questo tipo di discriminazione tutta italiana?

"La differenza tra Nord e Sud è ancora molto sentita, soprattutto a causa di motivi economici. Le maggiori aziende ed industrie sono concentrate al Nord. Per questo motivo tale area è molto più ricca, sotto certi aspetti".
Questo è stato vero soprattutto nel corso della storia ed ha dato origine ad un fenomeno davvero molto intenso e di ampia portata, quello dell'emigrazione. "L'emigrazione italiana nella storia, soprattutto dal XVII secolo in poi, è avvenuta sia verso l'America, sia verso l'Europa del Nord e successivamente dal Sud al Nord del nostro stesso Stato. Questo lungo fenomeno, durato fino alla Prima guerra mondiale, viene chiamato "Grande Emigrazione". Dopo la grave crisi economica tra le due guerre mondiali si è registrata la cosiddetta "Nuova Emigrazione", che ha interessato anche le regioni settentrionali. Un fenomeno migratorio per motivi economici si verifica ogni volta che uno Stato non registra una crescita nell'ambito finanziario e del lavoro".

Dal testo alla storia: Marcinelle

Uno degli episodi più significativi, una delle pagine più tristi, della storia dell'emigrazione italiana, è sicuramente il grave disastro di Marcinelle (Belgio). In una miniera, la mattina dell'8 agosto 1956, persero la vita 262 persone, la maggior parte delle quali italiani emigrati per lavoro. Abbiamo ascoltato in classe la testimonianza rilasciata dalla moglie di un minatore morto nell'incidente, al quale è stata riconosciuta una medaglia d'oro dalla Repubblica Italiana da parte dell'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, a distanza di cinquant'anni da quel tragico evento.
Ciò che ha colpito di più dell'intervista è stato il senso di totale abbandono nei propri confronti espresso dalla donna da parte dei politici italiani, che solo dopo mezzo secolo hanno deciso di onorare la memoria di quei caduti sul lavoro, con una medaglia arrivata troppo tardi. Anzi, la donna ricorda che al tempo dell'incidente il re dei Belgi in persona, Baldovino, visitò la sua come altre case, offrendosi di prendere con sé la figlia del minatore defunto visto che la donna era in attesa di un secondo bambino ed avrebbe partorito di lì a pochi mesi. Un gesto di generosità che le si è impresso per sempre nella memoria.
Per dovere di precisione, occorre ricordare che re Baldovino era molto legato all'Italia. Anche se nel 1956 ormai il nostro Paese era una repubblica da già dieci anni: egli era infatti figlio del re Leopoldo III, il quale era fratello di Maria José, moglie dell'ultimo re d'Italia, Umberto II di Savoia.

Lessico: il significato di "oriundo"

Alcuni termini della lingua italiana sembrano desueti o arcaici, ma bisogna comunque conoscerli perché può capitarci di incontrarli nel corso delle nostre letture e della nostra vita. La parola oriundo, che ormai non viene utilizzata molto spesso, è stata citata più volte nel corso di queste lezioni. Cosa significa?

Oriundo, dal vocabolario Treccani: "Originario di un luogo, detto in genere di chi, nato o residente in una città o nazione (di cui ha anche acquisito la cittadinanza), discende da genitori o antenati là trasferitisi dal paese d'origine". Il termine può essere usato sia come sostantivo maschile, sia come aggettivo.

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia con la partecipazione dei suoi alunni S.P., C.Q., J.R.D.)

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