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Torna l'appuntamento con Pagine Vive. Dopo aver affrontato il tema della discriminazione tra Nord e Sud dell’Italia iniziando dal libro di Danilo Di Luca Bestie da vittoria, l'argomento si è fatto più ampio allargandosi al problema della discriminazione razziale degli ebrei e delle persone di colore. Abbiamo preso spunto dal mondo dello sport e da letture inerenti, lo abbiamo trattato da un punto di vista positivo, di superamento attraverso l’esperienza delle Olimpiadi. Il libro dal quale abbiamo tratto ispirazione per le discussioni in classe, è stato Buuuuu, pittoresco quanto onomatopeico titolo dello scrittore italiano Luigi Garlando (Einaudi - 2012) che vede tra i protagonisti anche il celebre calciatore Mario Balotelli.

Primi passi nel libro...

La storia inizia con una scena di bullismo: tre ragazzi lanciano delle banane contro una loro coetanea di colore, difesa solo da un ragazzino appeso a testa in giù ad un ramo di un albero, che subisce i colpi dei lanci al posto suo. I ragazzi scherzano, ridono, finché non sono interrotti dall'arrivo e dalla ramanzina di Mario Balotelli, di ritorno a Milano dopo una partita amichevole in Spagna. Così Balotelli conosce per la prima volta Jack, il ragazzo appeso a testa in giù, la cui storia non è mai stata facile fin dalla sua nascita. Figlio di una trapezista e di un fachiro, neonato abbandonato dai genitori circensi, adottato da una coppia di milanesi, dottore lui e veterinaria lei.
La lettura offre spunti di riflessione sull'inclusione e la discriminazione, riguardo al bullismo ed al razzismo. Per fortuna, lo sport riesce a dare molti più esempi positivi che negativi e perciò è stato affrontato il discorso della competizione inclusiva per antonomasia, nata nell'antichità e risorta nell'era moderna, proprio con lo scopo di promuovere la pace e l'eguaglianza tra tutti i popoli: le Olimpiadi.

Breve storia delle Olimpiadi

Nati nell'VIII secolo a.C., inizialmente i Giochi Olimpici erano una competizione di tipo locale, disputata sulla sola disciplina della corsa nella città di Olimpia, in onore di Zeus Olimpo. Con l'andare del tempo, i giochi divennero sempre più celebri in tutta la Grecia, tanto da richiamare l'attenzione di tutte le altre città. Nuove discipline sportive furono aggiunte ed i vincitori dei giochi furono immortalati con statue e racconti. La loro importanza fu paragonata quasi a quella degli déi, perché campioni superiori rispetto agli altri uomini. I giochi cominciarono a tenersi una volta ogni quattro anni, ma la caratteristica più nobile dell'organizzazione fu, che durante il periodo delle competizioni, che duravano pochi giorni, in tutta la Grecia, le guerre in corso dovevano arrestarsi. Questo periodo fu denominato Tregua Olimpica.
I giochi divennero sempre più rilevanti, ma con la sottomissione della Grecia all'Impero Romano l'antica tradizione cominciò a vacillare. La fine arrivò quando, con la diffusione del Cristianesimo, i giochi in onore di Zeus Olimpo cominciarono ad essere considerati pagani, fino a giungere nel IV secolo d.C., all'assoluto divieto di praticarli. Correva l'anno 393 e l'imperatore Teodosio II poneva così fine ad una tradizione millenaria.
Fortunatamente la grandezza di quell'esperienza non soltanto sportiva, ma sociale e civile non era destinata a perdersi nel tempo; già dal XVI secolo si cominciarono a emulare le competizioni olimpiche a livello nazionale, prima in Inghilterra, poi in Francia e Grecia. Tuttavia il vero momento di svolta si ebbe quando, nella metà del XIX secolo, gli archeologi tedeschi recuperarono dal passato le rovine dell'antica città di Olimpia, riportando alla fama la grandezza degli antichi Giochi Olimpici. Da lì il passo fu breve: nel 1894 il barone francese Pierre de Coubertin propose, durante un congresso all'Università della Sorbona (Parigi), una competizione sullo stile di quelle olimpiche dell'antichità, con l'obiettivo di favorire l'avvicinamento delle nazioni, in un periodo storico in cui sempre più minacciose si stavano facendo le tendenze nazionalistiche di chiusura all'altro e allo straniero, periodo che purtroppo preparava ai tragici eventi delle due guerre mondiali.
I primi giochi cosiddetti Olimpiadi del mondo moderno si tennero dunque nel 1896 ad Atene ed ebbero enorme successo, la loro storia ha travalicato le guerre del XX secolo e sembra destinata a durare ancora a lungo nel tempo.

Volti della storia: Jesse Owens

Nel 1936 siamo in pieno regime nazista, ma la necessità della Germania di mostrare al mondo un quadro falsato della situazione e di ciò che sta realmente avvenendo con Hitler all'interno dei suoi confini, ha permesso di vedere le prime Olimpiadi filmate al cinema, con la grandiosa cerimonia di apertura eseguita per la prima volta con la staffetta della fiaccola e tutta la maestosa cerimoniosità dell’occasione.
Quelle della Germania nazista sono state le Olimpiadi del trionfo dell'atleta di colore Jesse Owens, campione statunitense di atletica, un vero schiaffo morale dato dal destino al nazionalsocialismo. Quattro medaglie d'oro conquistate a quei giochi olimpici che in molti volevano boicottare, proponendone una versione alternativa a Barcellona che però non fu realizzata.

La squadra dei Rifugiati e le Paraolimpiadi

La squadra degli Atleti Olimpici Rifugiati e le Paraolimpiadi, sono due esperienze contemporanee che tramandano l’alto spirito d’inclusione e pacifismo che aveva spinto il barone de Coubertin a far risorgere i giochi dalle pietre di Olimpia. La squadra dei rifugiati è nata proprio nella precedente edizione, quella del 2016 a Rio de Janeiro (Brasile), con una decisione del Comitato Olimpico Internazionale volta a portare all'attenzione del mondo la grave crisi globale di guerra ed instabilità politica che caratterizza il XXI secolo. La squadra era composta da dieci atleti provenienti da Etiopia, Congo, Sudan del Sud e Siria.
Le Paraolimpiadi invece, sono un vanto tutto italiano: per la prima volta nel 1960, alla fine dei giochi di Roma, si tennero una serie di appuntamenti realizzati appositamente per squadre composte da atleti disabili, ufficialmente riconosciute dal Comitato Olimpico Internazionale. Il nome, che nasce dalla fusione dei termini Olimpiadi e parallele, fu poi sostituito nel 2004 dal più ufficiale Giochi Paraolimpici.

 

 (articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia con la collaborazione di M.C., A.H., D.S.)

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